Commentario a "Le otto strofe dell'addestramento mentale"- il Dalai Lama

A volte incontriamo persone molto negative, oppure altri ci gridano contro, oppure le persone che abbiamo aiutato sono ingrate. Se ci arrabbiamo e ne siamo turbati, perdiamo la nostra capacità di essere d’aiuto. Ma con i metodi dell’addestramento mentale, possiamo cambiare i nostri atteggiamenti verso di loro in modo non solo da rimanere calmi, ma di essere maggiormente in grado di aiutare gli altri. Gli “Otto versi dell’addestramento mentale”, o addestramento dell’atteggiamento, un testo del Geshe Kadampa Langri Tangpa, spiega come allenare le nostre menti con metodo e saggezza per poter cambiare il nostro atteggiamento quando siamo in pericolo di arrabbiarci. I primi sette versi affrontano il metodo – ovvero la gentilezza amorevole e il bodhichitta – mentre l’ottavo parla della saggezza, la consapevolezza discriminante.

Primo verso: Tutti gli esseri sono superiori a gemme che esaudiscono i desideri  

Che io possa sempre curare tutti gli esseri limitati, considerando quanto siano di gran lunga superiori a gemme che esaudiscono i desideri per realizzare l’obiettivo supremo.

Noi stessi e tutti gli altri esseri vogliono essere felici e completamente liberi dalla sofferenza. In questo, siamo tutti esattamente uguali. Tuttavia, ciascuno di noi è soltanto una persona, mentre gli altri esseri sono un’infinità.

Ora ci sono due atteggiamenti da considerare: quello di amare egoisticamente solo noi stessi e quello di amare gli altri. L’atteggiamento per cui ci prendiamo cura solo di noi stessi ci rende molto chiusi. Pensiamo di essere estremamente importanti e il nostro desiderio fondamentale per noi stessi è di essere felici e che le cose vadano bene per noi. Eppure non sappiamo come creare questo. In effetti, agire solamente in base al nostro desiderio egoistico di prenderci cura solo di noi stessi non può mai renderci felici. Dall’altro lato, quelli che hanno un atteggiamento per cui si prendono cura degli altri, considerano tutti gli altri esseri molto più importanti di loro stessi, e apprezzano [l’intenzione] di aiutare gli altri più di ogni altra cosa. Agendo in questo modo, tra l’altro, loro stessi diventano felici.

Ad esempio, i politici che sono genuinamente interessati ad aiutare o a servire gli altri sono ricordati nella storia con rispetto, mentre quelli che non fanno altro che sfruttare e fare cose cattive agli altri sono ricordati come esempi di persone terribili. Lasciando da parte, per il momento, la religione, le vite future e il nirvana, anche in questa vita le persone egocentriche creano ripercussioni negative su loro stessi a causa delle loro azioni egoiste. Dall’altro lato, persone come Madre Teresa, che sinceramente dedicano tutta la loro vita e le loro energie per servire altruisticamente i poveri, i bisognosi, e i disperati, sono sempre ricordate per il loro nobile lavoro con rispetto. Gli altri non hanno nulla da dire di negativo riguardo a loro.
 
Questo, dunque, è il risultato di amare gli altri: sia che lo vogliamo o meno, anche coloro che non sono nostri parenti ci apprezzano, si sentono felici con noi, e hanno sentimenti di affetto nei nostri confronti. Se siamo quel tipo di persona che parla sempre gentilmente di fronte agli altri, ma dice cose sgradevoli su di loro alle loro spalle, ovviamente, nessuno ci apprezzerà. Dunque anche in questa vita, se cerchiamo di aiutare gli altri il più possibile e di avere il meno possibile pensieri egocentrici, sperimenteremo molta felicità.

Le nostre vite non sono molto lunghe; cento anni al massimo. Se nel corso della loro durata cerchiamo di essere gentili, calorosi, interessati al benessere degli altri e meno egoisti e arrabbiati, ciò sarà bellissimo, eccellente. Questa veramente è la causa della felicità. Se siamo egoisti, considerando sempre noi stessi come i primi e gli altri come secondi, il risultato effettivo sarà che noi stessi finiremo ultimi. Considerare mentalmente noi stessi come gli ultimi e gli altri come primi è il modo per arrivare davanti. Quindi non preoccupatevi della vita successiva o del nirvana; queste cose verranno gradualmente. Se in questa vita rimaniamo persone buone, calorose, altruiste, saremo buoni cittadini del mondo.

Essere buddhisti, cristiani, o comunisti è irrilevante; l’importante è che fino a quando facciamo parte dell’umanità, abbiamo bisogno di essere brave persone. Questo è l’insegnamento del Buddhismo; questo è il messaggio offerto da tutte le religioni del mondo. Tuttavia, gli insegnamenti del Buddhismo contengono tutti i metodi per sradicare l’egoismo e attuare un atteggiamento per cui ci prendiamo cura degli altri. Il meraviglioso testo di Shantideva, Impegnarsi nel comportamento dei bodhisattva (scr. Bodhicharyavatara), ad esempio, è molto utile per questo. Io stesso pratico seguendo questo libro; è estremamente utile.

Le nostre menti sono molto astute, molto difficili da controllare. Ma se ci sforziamo costantemente e lavoriamo incessantemente utilizzando ragionamenti logici e analisi accurate, saremo in grado di controllare le nostre menti e di cambiarle in meglio.
 
Alcuni psicologi occidentali dicono che non dovremmo reprimere la nostra rabbia, ma esprimerla. Dicono in effetti che dovremmo praticare la rabbia! Tuttavia dobbiamo fare una distinzione importante tra i problemi mentali che hanno bisogno di essere espressi e quelli che è meglio non esprimere. A volte potremmo essere stati veramente trattati male ed è giusto per noi esprimere le nostre lamentele invece di lasciare che marciscano dentro di noi. Ma non è mai utile esprimerle con rabbia. Se incoraggiamo emozioni disturbanti come la rabbia, diventeranno parti della nostra personalità. Ogni volta che esprimiamo la rabbia, diventa più facile esprimerla di nuovo. Lo facciamo sempre di più finché semplicemente siamo persone infuriate, completamente fuori controllo. Pertanto, parlando di problemi mentali, ce ne sono certamente alcuni che sono espressi in modo appropriato, ma altri che non lo sono.

All’inizio, quando cerchiamo di controllare le emozioni disturbanti, è difficile. Il primo giorno, la prima settimana, il primo mese, non possiamo controllarle bene. Ma sforzandosi costantemente, le nostre negatività gradualmente diminuiranno. Il progresso nello sviluppo mentale non si genera prendendo medicine o altre sostanze chimiche; dipende dal controllo della mente. Così possiamo notare che se vogliamo esaudire i nostri desideri, che siano desideri terreni o definitivi, abbiamo bisogno di controllare le nostre menti per non avere egoismo. Per questo abbiamo bisogno di affidarci ad altri esseri molto più di gemme che esaudiscono i desideri. In altre parole, abbiamo sempre bisogno di amare gli altri esseri più di ogni altra cosa, perché l’atteggiamento di amare gli altri è ciò che effettivamente esaudirà tutti i nostri desideri.

Migliorare le nostre menti e fare effettivamente qualcosa per aiutare gli altri sono entrambi importanti. Innanzitutto, se non abbiamo una motivazione pura, qualunque cosa che facciamo potrebbe non essere soddisfacente. Pertanto, la prima cosa che abbiamo bisogno di fare consiste nel coltivare una motivazione pura. Ma non dobbiamo aspettare finché tale motivazione non si sviluppi totalmente prima di fare effettivamente qualcosa per aiutare gli altri. Ovviamente, per aiutare gli altri nella maniera più effettiva possibile, dobbiamo essere dei Buddha pienamente illuminati. Anche per aiutare gli altri in modi vasti ed estesi, abbiamo bisogno di aver ottenuto uno dei livelli bhumi della mente di un arya bodhisattva – ovvero dobbiamo aver raggiunto una cognizione non concettuale della vacuità, e di aver ottenuto i poteri di percezione extrasensoriale. Ciononostante, ci sono molti livelli di aiuto che possiamo offrire. Anche prima di aver raggiunto queste qualifiche, possiamo cercare di agire come dei bodhisattva. Ma naturalmente le nostre azioni saranno meno efficaci delle loro.
 
Pertanto, invece di aspettare finché non siamo pienamente qualificati, possiamo generare una buona motivazione e, con questa, cercare di aiutare gli altri nel miglior modo possibile. Questo è un approccio più bilanciato e migliore di starsene semplicemente da qualche parte in isolamento a recitare e meditare. Ovviamente questo dipende molto dall’individuo. Se abbiamo fiducia che stando in un posto remoto potremo ottenere delle realizzazioni certe entro un determinato periodo, questo è diverso. Forse la cosa migliore è di usare la metà del nostro tempo in lavori attivi e l’altra metà nella pratica della meditazione.

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