Le qualità preminenti dell'autore e del testo

La fioritura del Dharma

All'epoca in cui Buddha nacque in India, la terra del Tibet era in gran parte sommersa dall'acqua; egli profetizzò che l'acqua si sarebbe prosciugata, sarebbe scomparsa e che il Tibet sarebbe diventato un terreno solido per il fiorire dei suoi insegnamenti. Profetizzò anche che in questa terra a nord, in Tibet, gli insegnamenti sarebbero stati protetti e sostenuti da Avalokiteshvara e lì, nella terra dei volti rossi, sarebbero particolarmente fioriti.

Sotto la guida dell'incarnazione di Avalokiteshvara Sua Santità il Quattordicesimo Dalai Lama, infatti, gli insegnamenti sono fioriti moltissimo in Tibet. Se non ci fosse qualcuno come Sua Santità il Dalai Lama manifestatosi come incarnazione di Avalokiteshvara per soddisfare tutti i desideri e le intenzioni dei Buddha, sarebbe estremamente difficile che gli insegnamenti prosperino come lo sono oggi. Sotto la sua guida tutti i vari lignaggi delle scuole Ghelug, Nyingma, Kagyu e Sakya hanno potuto prosperare notevolmente. Attualmente sono in uno stato molto fiorente, perché non abbiamo ancora raggiunto il tempo profetizzato di completa decadenza degli insegnamenti buddhisti. In passato, gli insegnamenti non si diffusero ampiamente dal Tibet oltre l'Asia centrale, tuttavia, ora stanno crescendo in sempre più paesi diversi in tutto il mondo e ciò è di estremo beneficio per quei popoli.

Gli insegnamenti del Buddha     

I veri insegnamenti del Buddha possono essere pensati in due modi diversi: gli insegnamenti scritturali (lung-bstan) e gli insegnamenti di realizzazione (rtogs-bstan). Un insegnamento è definito come ciò che funge da metodo che impedisce di rinascere in un regno inferiore o con grande sofferenza; è anche un mezzo per poter ottenere una rinascita fortunata come essere umano o come divinità. Pertanto, sostenere questi due aspetti degli insegnamenti significa averli entrambi nel proprio continuum mentale.

Tutti gli esseri viventi sono uguali nel senso che tutti desiderano essere felici e nessuno desidera soffrire. Chiunque abbia una vita ha queste stesse aspirazioni: essere felice e non infelice. Tuttavia, la completa eliminazione di ogni sofferenza e il totale raggiungimento della felicità ultima sono ottenibili solo con lo stato di Buddha che è possibile solo se si possiede la base operativa di un prezioso corpo umano senza il quale non è possibile ottenerlo. 

Gli insegnamenti insegnano i metodi per ottenere questo stato ultimo di Buddha e anche, temporaneamente, per raggiungere lo stato di essere umano o di divinità al fine di ottenere l’illuminazione. Questo è ciò che definisce gli insegnamenti che descrivono questi metodi per ottenere tali obiettivi. I testi che contengono questi insegnamenti sono conosciuti come “insegnamenti scritturali”.

Gli insegnamenti scritturali

Al momento sono disponibili nel mondo i 108 volumi del Kangyur, le traduzioni tibetane della raccolta delle parole pronunciate dal Buddha, gli insegnamenti scritturali che costituiscono questa categoria. Ci sono anche i 224 volumi dei Tengyur, le traduzioni tibetane della raccolta di commentari dei maestri buddhisti indiani, anch’essi insegnamenti scritturali. Ci sono molti testi Nyingma della prima fioritura del Dharma composti da Guru Rinpoce stesso e dai suoi 25 discepoli; ci sono anche i testi che furono composti durante l'ultima fioritura del Dharma, che includono i testi dei lignaggi Kagyu, Sakya e Ghelug, nonché le opere dei grandi maestri Kadampa. 

Anche tutti questi costituiscono gli insegnamenti scritturali e sostenerli significa, ad esempio, memorizzarli e recitarl. Vasubandhu, il famoso fratello di Asanga, uno dei maestri di cui abbiamo parlato ieri, era noto in India per aver memorizzato completamente tutte le parole del Buddha. 

Vasubandhu

Come accennato ieri, Prakashashila, la madre di Asanga, apparteneva alla casta dei brahmini. Il suo primo marito apparteneva alla casta reale e da questa unione ebbe un figlio, Asanga. In seguito ebbe un altro marito della casta dei brahmini e il figlio che nacque da questa unione fu Vasubandhu. Asanga e Vasubandhu, avevano la stessa madre ma padri diversi. 

Vasubandhu poteva recitare tutte le scritture del Buddha in quindici giorni ma il farlo, però, disturbava le energie del suo corpo. In tibetano questo si chiama disturbo del “lung”, lo squilibrio dei venti o dell'energia. Per prevenirlo si sedeva in un vaso di rame molto grande pieno d'olio e così seduto recitava tutte le opere del Buddha senza soffrire di disturbi nervosi. 

C'era un piccione che sedeva lì vicino mentre lui recitava e una mattina, mentre Vasubandhu recitava queste opere, il piccione volò via per cercare del cibo. Tuttavia poi tornò, si appollaiò lì e continuò ad ascoltare le parole del Buddha che Vasubandhu recitava. Dopo la morte il piccione rinacque come essere umano in una delle lontane regioni di confine dell'India. All'epoca Vasubandhu risiedeva a Nalanda, nella parte centrale dell'India e, quando questo bambino raggiunse l’età di due o tre anni, disse ai suoi genitori “Il mio guru è Vasubandhu, Vasubandhu”. 

C'erano molti mercanti che viaggiavano dall'India centrale verso queste regioni di confine e così il padre chiese loro se in effetti esisteva un guru di nome Vasubandhu nell'India centrale. I mercanti risposero che esisteva e così il padre affidò suo figlio a questi mercanti perché lo portassero da questo maestro affinché restasse con lui e studiasse i testi.

C'era una statua di Tara nelle vicinanze del luogo in cui risiedeva Vasubandhu; il bambino andò in un campo vicino e raccolse alcuni fagioli, li portò alla statua mettendoli nel grembo della statua come offerta. Poichè era molto piccolo non lo fece con molta attenzione e i fagioli caddero al suolo. Cominciò a piangere dicendo “Se non mangi i fagioli allora neanche io mangerò i miei”. In quel momento la statua di Tara parlò e disse “Prenderò questi fagioli”. In questo modo ricevette le benedizioni di Tara e, come risultato delle predisposizioni acquisite grazie all'aver ascoltato gli insegnamenti nella sua vita precedente come piccione, divenne molto esperto nelle scritture del Dharma, specialmente nell'argomento dell'abhidharma, argomenti speciali di conoscenza e il suo nome era Sthiramati, il maestro dell'abhidharma. 

Vasubandhu non solo aveva questa estesa conoscenza dei testi scritturali e la capacità di recitare a memoria tutte le parole del Buddha, ma ottenne anche molte grandi realizzazioni attraverso la forza della meditazione. In questo modo sostenne gli insegnamenti scritturali e, con tutte queste realizzazioni, anche gli insegnamenti di realizzazione. Era un grande maestro e aveva più di 500 discepoli.

Una volta si recò in Nepal in pellegrinaggio per circumambulare i vari stupa del posto; incontrò una manifestazione di Mara, il grande ostacolatore, sotto forma di un uomo che indossava abiti da monaco con una grande bottiglia di chang, un tipo di alcol. Vasubandhu divenne molto triste e sconsolato “Oh no, gli insegnamenti del Buddha sono degenerati a tal punto che i monaci vanno in giro con bottiglie di alcol” e morì in questo stato molto depresso. Da questo esempio si può comprendere il significato del sostenere sia gli insegnamenti scritturali che di realizzazione. 

Quando ero in Tibet ho visto con i miei occhi un ghesce del monastero di Drepung, Losang Chengyang, che aveva memorizzato i 108 volumi del Kangyur e ho visto molte persone che mantengono tutte le varie realizzazioni nel loro continuum mentale. Se non ci fossero esempi viventi tutto ciò che ho appena raccontato sarebbe come una favola, ma l’aver visto esempi viventi di ciò con i miei occhi mi fa avere la completa fiducia che è vero. 

Gli insegnamenti così come descritti non richiedono un monastero esterno. Ciò che è necessario è che siano nella nostra mente. Se abbiamo memorizzato e manteniamo nel nostro continuum mentale uno qualsiasi dei vari testi scritturali, allora stiamo sostenendo gli insegnamenti scritturali del Buddha anche se abbiamo solo memorizzato il verso di dedica di bodhicitta che recitiamo frequentemente. Sosteniamo gli insegnamenti di realizzazione se abbiamo effettivamente sviluppato un motivo illuminante di bodhicitta nel nostro continuum mentale.

Le preminenti qualità dell'autore, Atisha

Normalmente, a questo punto si descrivono le qualità preminenti dell'autore del testo. Per questo nell'ultima sessione ci siamo occupati brevemente della biografia di Atisha e di come si sia completamente allontanato dalla sua eredità reale per dedicarsi alla pratica del Dharma. 

Coprire completamente tutte le qualità preminenti dell'autore significherebbe includere le biografie di tutti i membri del lignaggio da Buddha Shakyamuni fino ad Atisha. Non abbiamo il tempo per farlo quindi questa volta trattiamo solo la breve biografia di Atisha in un resoconto sommario. Pertanto, abbiamo visto le qualità preminenti dell'autore e ora vedremo quelle del testo. 

Le preminenti qualità del testo

Una delle qualità preminenti di questo testo è che, anche se le parole in esso contenute sono pochissime, tuttavia fungono da passepartout per aprire ogni porta del Dharma e dei significati di tutti i grandi testi di sutra e tantra: ne comprenderemo i significati essenziali quando comprenderemo questo testo. 

Gli insegnamenti buddhisti sono contenuti nei Tre canestriTripitaka, in cui si descrivono i tre addestramenti superiori: gli addestramenti all'auto-disciplina etica superiore, alla concentrazione superiore e alla consapevolezza discriminante superiore. In questo testo sono inclusi tutti i punti essenziali dei sutra e dei tantra, non è affatto incompleto. È come andare in un grande supermercato, o in un enorme negozio dove si può trovare qualsiasi cosa. Nello specifico vogliamo riuscire a incorporare tutto ciò nella nostra mente, per questo è scritto in modo tale da rendere facile la messa in pratica dei suoi contenuti. 

Come visto, Atisha aveva due lignaggi completi: quello da Asanga fino al suo guru Maitriyogi, e l'altro da Nagarjuna fino a un altro dei suoi insegnanti, Vidyakokila. Il suo testo si distingue dagli altri poiché aveva questi lignaggi completi. 

In vari insegnamenti scritturali, ad esempio nei sutra, si dice che non dovremmo bere alcolici e in altri passaggi, nei tantra per esempio, si dice che è permesso farlo. Un'altra delle qualità preminenti di questo testo è che saremo in grado di capire che non ci sono contraddizioni in queste due affermazioni apparentemente opposte. Potremmo ad esempio imbatterci in due prescrizioni mediche: una di chi ha la febbre in cui si consiglia di non mangiare carne, e l'altra di chi non ha febbre ma che ha un disturbo nervoso, in cui al contrario si consiglia di mangiare carne: queste prescrizioni riguardano due situazioni diverse e, sebbene le parole siano apparentemente contraddittorie - non mangiare carne, mangiare carne - tuttavia non c'è contraddizione perché si tratta di due situazioni diverse. 

Inoltre, studiando questo testo potremo vedere che tutti gli insegnamenti scritturali e tutte le istruzioni guida sono destinate alla propria pratica, a noi. Ad esempio, se pratichiamo gli insegnamenti descritti in questo testo, capiremo come sviluppare un cuore gentile e un motivo illuminante di bodhicitta; possiamo anche capire che ci sono molti modi diversi di presentare questo argomento. Ad esempio, le tradizioni Sakya, Ghelug e Nyingma presentano ciascuna l’argomento in modo leggermente diverso ma, indipendentemente da come viene presentato, saremo in grado di capire che tutti questi insegnamenti trattano gli stessi punti, come sviluppare un cuore gentile e un motivo illuminante di bodhicitta. Ci renderemo conto che dovremmo metterli in pratica tutti. 

Un esempio più facile: le tazze di porcellana che abbiamo possono essere fabbricate in Inghilterra, Giappone, Tibet o altrove, ma servono tutte allo stesso scopo: bere il tè o qualche altra bevanda calda. Solo perché ci imbattiamo in una tazza di porcellana di marca diversa, ad esempio cinese, non significa che non possiamo usarla anche per bere il tè. Allo stesso modo, quando ci imbattiamo in un testo che tratta della pratica di bodhicitta non dobbiamo pensare che, poiché potrebbe provenire da un lignaggio diverso, dal lignaggio Sakya o altri, allora non va messo in pratica. È come per le tazze di porcellana: hanno tutte lo stesso scopo e utilizzo. Questo è ciò che si intende per considerare tutti i testi scritturali come istruzioni guida su ciò che dovremmo fare. 

Integrare gli insegnamenti

Nel testo sono presenti tutti i vari insegnamenti per le persone con i tre tipi di motivazione: iniziale, intermedia e avanzata. Per essere in grado di metterli in pratica noi stessi nell'ordine corretto, man mano che progrediamo dall'essere una persona di una motivazione all'altra, dobbiamo conoscere il contesto, il modo in cui tutti gli insegnamenti si integrano insieme e lo capiremo studiando questo testo. Se conosciamo questo sistema, quando leggiamo i vari testi di qualsiasi tradizione - Nyingma, Kagyu, Ghelug o Sakya - e ci imbattiamo in un passaggio che tratta l'argomento per le motivazioni iniziale, intermedia o avanzata, sapremo inquadrarlo in questo schema e sapremo anche metterlo in pratica. 

Nella nostra cucina abbiamo diversi contenitori, uno per conservare il riso, uno per la farina, uno per lo zucchero e uno per il sale. Ogni volta che andiamo a comprare dello zucchero poi lo travasiamo sempre nel suo barattolo. Se compriamo il sale lo versiamo in quello del sale, e allo stesso modo mettiamo la farina e il riso nei loro contenitori individuali. Questo illustra cosa significa essere in grado di considerare tutti gli insegnamenti come istruzioni guida ed essere in grado di integrare tutto correttamente. 

Allo stesso modo, se ci alleniamo con questi insegnamenti come presentati in questo testo, conosceremo anche tutti i metodi per metterli effettivamente in pratica. Sapremo come fare. Una filigrana di realizzazioni (mNgon-rtogs rgyan, scr. Abhisamayalankara) inizia con una discussione sull'onniscienza dello stato di Buddha; i contenuti di questo testo sono piuttosto difficili da mettere in pratica nell'ordine in cui sono presentati, ma il nostro testo indica l'argomento in modo molto ordinato. Quando andiamo a scuola iniziamo con le classi inferiori e progrediamo gradualmente verso l’alto. Poiché questo testo presenta l'argomento in modo così ordinato è molto facile applicarlo effettivamente in modo pratico. 

Allo stesso modo, Impegnarsi nella condotta del bodhisattva (sPyod-'jug, scr. Bodhicharyavatara) di Shantideva inizia con una discussione sul motivo illuminante di bodhicitta: anche questo è molto difficile da mettere in pratica immediatamente senza attraversare tutte le fasi per sviluppare una tale mente in noi stessi. Tuttavia il nostro testo, Lampada sul cammino verso l'illuminazione, parte dagli insegnamenti di portata iniziale e procede verso l'alto in modo ordinato; pertanto è facile da mettere in pratica e, attraverso il suo studio, scopriremo che tutti i vari insegnamenti del Buddha diventeranno facili da comprendere. 

L'errore più grande

Se seguiamo questi insegnamenti e studiamo bene, non correremo il pericolo di commettere quello che è conosciuto come l'errore più grande. Qual è l'errore, la colpa più grande che potremmo commettere? Affermare che alcuni insegnamenti del Buddha sono buoni mentre altri non lo sono, criticando gli insegnamenti e diffamandoli. Sarebbe un grave errore, un’azione estremamente errata, per esempio, se dicessimo che gli insegnamenti nyingma sono buoni e qualli ghelugpa non lo sono, oppure che quelli sakya sono buoni e quelli nyingma no. Se mettiamo in pratica questo testo possiamo capire come tutti gli insegnamenti del Dharma siano eccellenti, evitando di commettere la grande azione sbagliata di denigrarli. 

Ieri parlavamo del significato generale del dharma che è ciò che possiede la propria natura. In questo modo, qualsiasi tipo di insegnamento del Dharma è qualcosa che mantiene la natura propria di essere un metodo per realizzare la felicità; tutti gli insegnamenti del Dharma sono validi. Se dicessero che dovremmo rubare per diventare ricchi e felici, ciò non potrebbe essere stabilito come metodo per realizzare la felicità. Tuttavia questo non è ciò che è insegnato: il Dharma offre invece vari insegnamenti e metodi efficaci su come raggiungere la felicità che non possono essere smentiti quando messi in pratica. Pertanto il Dharma, come insegnato nel testo di Atisha, può essere accettato come vero.

Queste sono le varie qualità e benefici preminenti che derivano dalla pratica degli insegnamenti contenuti in questo testo. 

Strofe introduttive di omaggio e promessa di composizione

Il testo inizia con i versi di omaggio: 

Mi prostro al Bodhisattva Giovane Manjushri.

Segue il verso di omaggio che offre lode e prostrazione e dichiara l'intenzione di Atisha di comporre il testo, la sua “promessa di composizione”:

(1) Essendomi prostrato nel modo più rispettoso a tutti i Trionfanti dei tre tempi, al loro Dharma e alla comunità del Sangha, accenderò una lampada per il sentiero verso l’illuminazione, essendo stato esortato dal mio eccellente discepolo, Jangciub Wo.

Quando il testo parla di tutti i Trionfanti si riferisce ai Buddha dei tre tempi: passato, presente e futuro. Buddha Dipamkara (Mar-me mdzad), un Buddha di molti grandi eoni fa è un esempio di Buddha del passato che non è Atisha, il cui nome sembra essere Dipamkara – Dipamkara Shrijnana. Il Buddha presente è Buddha Shakyamuni e il futuro Buddha sarà Maitreya (Byams-pa). Questi sono solo esempi di Buddha di passato, presente e futuro; il testo trasmette infatti gli insegnamenti di tutti i Buddha e pertanto si dovrebbe nutrire grande rispetto verso tutti i Buddha. 

I corpi illuminati di un Buddha

Un Buddha ha tre corpi illuminanti: il dharmakaya o corpo illuminato che pervade ogni cosa, un sambhogakaya o corpo di pieno utilizzo e un nirmanakaya o corpo di emanazione. Il dharmakaya si riferisce alla mente di un Buddha e ha due aspetti: l’onniscienza della sua mente, conosciuta come il ‘corpo di profonda ponsapevolezza che tutto pervade’, e lo stato di abbandono o vero arresto delle due oscurazioni, emotiva e cognitiva, che è conosciuto come svabhavakaya, il corpo della natura essenziale che pervade ogni cosa.

Il dharmakaya può essere conosciuto solo dai Buddha stessi, i corpi sambhogakaya possono essere incontrati solo dai bodhisattva della classe arya e superiore. Coloro che sono al di sotto di questo livello di realizzazione non possono incontrare i Buddha nella loro forma sambhogakaya. I corpi di nirmanakaya sono divisi in corpi di emanazione supremi, corpi di emanazione come artisti e corpi di emanazione come personaggi. 

Buddha Shakyamuni è un esempio di corpo di emanazione supremo, completamente adorno di tutti i segni fisici o le caratteristiche maggiori e minori di un Buddha e insegna opportunamente il Dharma in modo molto esteso. Sebbene gli esseri comuni possano incontrare un tale Buddha, ciò non avviene senza che abbiano un potenziale karmico positivo estremamente forte perchè ciò accada.

La storia di Dhrtarashtra, re dei Gandharva (gruppo di musicisti celesti), è un esempio di corpo di emanazione come artista. Egli era un musicista estremamente abile che sapeva suonare un liuto con mille corde; era molto orgoglioso e pensava di essere il miglior liutista del mondo. Per domare il suo orgoglio il Buddha si manifestò come liutista e musicista ancora più bravo. 

Buddha sfidò questo orgoglioso re gandharva a una gara. Il re gandharva suonava il liuto con tutte e mille le corde e anche il Buddha suonava il suo liuto rompendo una corda dopo l'altra e suonando con sempre meno corde finché rimase senza: era in grado di suonare il liuto anche senza le corde. Il re gandharva non riuscì a suonare meglio della musica del liuto senza corde e rimase umiliato da questa esibizione. Questo tipo di emanazione è il corpo di emanazione come artista. 

Infine, un corpo di emanazione come personaggio è meglio descritto come un'emanazione sotto forma di persona normale. Come accennato, i Buddha si manifestano nella forma completa di esseri illuminati con tutti i segni maggiori e minori, ma è molto difficile incontrarli senza un'incredibile quantità di potenziale karmico positivo. Pertanto, i Buddha si manifestano anche in una forma umana regolare come Sua Santità il Dalai Lama, un esempio di corpo di emanazione come personaggio. 

Tutti questi corpi illuminati sono esempi del gioiello di rifugio Buddha. Per il bene della nostra pratica, anche vedere statue o dipinti di Buddha costituisce il riconoscimento del rifugio Buddha. Possiamo usare queste fonti nominali di rifugio come oggetti per sviluppare la nostra fede e il nostro rispetto. 

Il testo si riferisce anche al loro Dharma, a tutte le buone qualità delle scritture e realizzazioni nel loro continuum mentale. Più specificamente, le nobili verità delle vere menti-sentiero e i veri arresti (cessazioni) nei loro continua mentali costituiscono l'effettivo rifugio Dharma. Allo stesso modo, per il bene della nostra pratica, i testi scritturali servono come rifugio nominale del Dharma per generare fede e rispetto. 

Il testo si riferisce anche alla comunità del sangha, che nello specifico è qualsiasi persona che abbia una pura cognizione non concettuale della vacuità, quindi un essere arya, nobile. Una persona del genere è una persona del sangha. Tuttavia, in termini ordinari, un solo monaco non costituisce un Sangha, ce ne vogliono almeno quattro. 

In questa strofe all'inizio del testo viene quindi reso omaggio ai tre gioielli. A seguire la delucidazione dell'argomento del testo La lampada per il sentiero verso l'illuminazione.

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