La vita di Tsongkhapa

La biografia di un grande lama è chiamata “namtar” (rnam-thar), una biografia di liberazione, poiché ispira gli ascoltatori a seguire l’esempio del lama e a ottenere la liberazione e l’illuminazione. La biografia di Tsongkhapa (rJe Tsong-kha-pa Blo-bzang grags-pa) (1357-1419) è veramente d’ispirazione.

Profezie e infanzia

Sia Buddha Shakyamuni che Guru Rinpoche profetizzarono la nascita e i successi di Tsongkhapa. Al tempo di Buddha Shakyamuni, un ragazzo che era una precedente reincarnazione di Tsongkhapa, offrì un rosario di cristallo al Buddha e ricevette una conchiglia in cambio. Il Buddha profetizzò che Manjushri sarebbe nato come un ragazzo in Tibet, avrebbe fondato il monastero di Ganden e avrebbe offerto una corona alla sua statua. Buddha diede al ragazzo il nome futuro di Sumati-kirti (Blo-bzang grags-pa, Lozang-dragpa). Anche Guru Rinpoche profetizzò che un monaco chiamato Lozang-dragpa sarebbe nato vicino alla Cina, sarebbe stato considerato un’emanazione di un grande bodhisattva e avrebbe trasformato una statua di Buddha in una rappresentazione del sambhogakaya.

Diverse indicazioni prima della nascita di Tsongkhapa mostrarono inoltre che sarebbe stato un grande essere. I suoi genitori, per esempio, ebbero molti sogni propizi che il loro figlio sarebbe stato un’emanazione di Avalokiteshvara, Manjushri e Vajrapani. Il suo futuro maestro, Chojey Dondrub-rinchen (Chos-rje Don-grub rin-chen), ebbe una visione di Yamantaka in cui gli disse che lui (Yamantaka) sarebbe arrivato in Amdo (A-mdo, nel nordest del Tibet) in un certo anno e sarebbe diventato suo discepolo.

Tsongkhapa nacque a Tsongkha (Tsong-kha), Amdo, nel 1357, quarto di sei figli. Il giorno seguente la nascita di Tsongkhapa, Chojey Dondrub-rinchen inviò tramite il suo discepolo principale dei regali, una statua e una lettera ai suoi genitori. Un albero di sandalo crebbe nel punto in cui cadde il suo cordone ombelicale. Ogni foglia aveva un’immagine naturale del Buddha Sinhanada (Sangs-rgyas Seng-ge sgra), e fu chiamato Kumbum (sKu-‘bum), un corpo di centomila immagini. Il monastero Gelug chiamato Kumbum fu lì costruito in seguito. 

Tsongkhapa non era come un bambino comune. Non si comportò mai male; compiva istintivamente azioni da bodhisattva; era estremamente intelligente e voleva sempre imparare tutto. All’età di tre anni prese i voti da laico dal quarto Karmapa, Rolpay-dorjey (Kar-ma-pa Rol-pa’i rdo-rje) (1340-1383). Subito dopo suo padre invitò Chojey Dondrub-rinchen a casa loro. Il lama si offrì di prendersi cura dell’istruzione del bambino e il padre accettò di buon grado. Il bimbo rimase a casa fino all’età di sette anni, studiando con Chojey Dondrub-rinchen. Sapeva istintivamente come leggere senza aver bisogno di spiegazioni, solo osservando il lama leggere.

In questo periodo, Chojey Dondrub-rinchen conferì al bambino le iniziazioni di Chakrasamvara con le cinque divinità (Dril-bu lha-lnga), Hevajra, Yamantaka e Vajrapani. All’età di sette anni aveva già memorizzato quei rituali completi, aveva completato il ritiro di Chakrasamvara, stava già compiendo l’auto iniziazione e aveva già avuto una visione di Vajrapani. Sognò spesso Atisha (Jo-bo rJe dpal-ldan A-ti-sha) (982-1054), segno che avrebbe corretto i fraintendimenti del Dharma in Tibet e ripristinato la sua purezza unendo sutra e tantra, come aveva fatto Atisha.

All’età di sette anni, Tsongkhapa ricevette i voti da novizio da Chojey Dondrub-rinchen e il nome d’ordinazione Lozang-dragpa. Continuò a studiare in Amdo con questo lama fino a sedici anni, quando andò a U-tsang (dBus-gtsang, nel Tibet centrale) per continuare i suoi studi. Non fece mai più ritorno nella sua terra natale. Chojey Dondrub-rinchen rimase nell’Amdo, dove fondò il monastero di Jakyung (Bya-khyung dGon-pa) a sud di Kumbum.

Primi studi nel Tibet centrale

Nel Tibet centrale Tsongkhapa studiò innanzitutto in un monastero Drigung Kagyu, dove imparò la tradizione Drigung della mahamudra chiamata “che possiede cinque” (phyag-chen lnga-ldan), la medicina e altri dettagli sul bodhicitta. A diciassette anni era un abile dottore. Poi studiò l’Ornamento delle realizzazioni (mNgon-rtogs-rgyan, scr. Abhisamayalamkara), gli altri testi di Maitreya e la prajnaparamita (phar-phyin, consapevolezza discriminante di vasta portata) in svariati monasteri Nyingma, Kagyu, Kadam e Sakya, memorizzando i testi in pochi giorni. A diciannove anni era già uno studioso ben noto.

Egli continuò a viaggiare nei più famosi monasteri delle tradizioni del Buddhismo tibetano, studiando i cinque argomenti principali della formazione dei geshe e i sistemi filosofici indiani, dibattendoli e svolgendo gli esami di dibattito. Ricevette insegnamenti del lam-rim Kadam (lam rim, sentiero graduale del sutra) e anche innumerevoli iniziazioni e insegnamenti tantrici, inclusa la tradizione Sakya del lamdray (lam-‘bras, i sentieri e il risultato), la tradizione Drigung Kagyu dei sei insegnamenti di Naropa (Na-ro’i chos-drug, i sei yoga di Naropa) e il Kalachakra. Studiò anche composizione poetica, astrologia e costruzione del mandala. In tutti i suoi studi gli bastava ascoltare una volta la spiegazione per capirla e ricordarla perfettamente – come nel caso di Sua Santità il Dalai Lama.

Tsongkhapa ebbe sempre una forte rinuncia. Visse in modo estremamente umile e mantenne i suoi voti puramente. Ottenne facilmente lo shamatha (zhi-gnas, uno stato mentale calmo e posato) e la vipashyana (lhag-mthong, uno stato mentale eccezionalmente percettivo), ma non fu mai soddisfatto con il suo apprendimento o i suoi livelli di realizzazione. Continuò a viaggiare e a richiedere insegnamenti, ripetutamente, anche sugli stessi testi. Fece dibattiti ed esami con i più eruditi maestri del suo tempo. Uno dei suoi maestri principali fu Rendawa (Red-mda’-ba gZhon-nu blo-gros) (1349-1412), un maestro Sakya. Tsongkhapa scrisse il Migtsema (dMigs-brtse-ma) in suo omaggio, ma il maestro lo ridedicò a Tsongkhapa. In seguitò diventò la strofa che si ripete per il guru-yoga di Tsongkhapa.

Primi insegnamenti e scritti

Tsongkhapa iniziò ad insegnare tra i venti e i trent’anni, e il suo primo insegnamento fu sull’abhidharma (mdzod, argomenti speciali di conoscenza). Tutti furono stupefatti per la sua erudizione. Iniziò anche a scrivere e a compiere più ritiri. Ben presto ebbe molti discepoli. Sebbene qualche narrazione dica che Tsongkhapa ricevette l’ordinazione completa a ventun anni, non c’è certezza sull’anno in cui effettivamente avvenne. Probabilmente accadde qualche anno più tardi.

In seguito studiò e analizzò tutto il Kangyur (bKa’-’gyur) e il Tengyur (bsTan-‘gyur), le traduzioni degli insegnamenti diretti del Buddha e dei loro commentari indiani. Poi all’età di 32 anni scrisse Un rosario dorato delle spiegazioni eccellenti (Legs-bshad gser-phreng), un commentario sull’Ornamento delle realizzazioni e quindi sulla prajnaparamita. Sintetizzò e discusse tutti i ventuno commentari indiani. Qualunque cosa scrivesse, la convalidava con citazioni dall’intera ampiezza della letteratura buddhista indo-tibetana, confrontando e revisionando criticamente perfino traduzioni diverse. A differenza degli studiosi precedenti, non evitò mai di spiegare i punti più difficili e oscuri di qualunque testo.

Tsongkhapa normalmente riusciva a memorizzare ogni giorno 17 pagine tibetane fronte e retro di nove righe in ogni facciata. Una volta alcuni studiosi fecero una gara di memorizzazione per vedere chi poteva memorizzare il maggior numero di pagine prima che il sole colpisse lo stendardo sul tetto del monastero. Tsongkhapa vinse con quattro pagine, che recitò scorrevolmente e senza errori. Il secondo poté memorizzarne solo due e mezza, vacillando.

Tsongkhapa iniziò presto a conferire insegnamenti e iniziazioni tantriche, soprattutto il permesso successivo (rjes-snang, jenang) di Sarasvati (dByangs-can-ma) per la saggezza. Continuò anche i suoi studi di tantra, specialmente sul Kalachakra.

Un grande lama era famoso per insegnare 11 testi contemporaneamente. Un discepolo chiese a Tsongkhapa di fare lo stesso; egli invece insegnò 17 testi principali di sutra, tutti a memoria, una sessione per ciascuno giorno, iniziandoli tutti nello stesso giorno e completandoli tutti tre mesi più tardi, nello stesso giorno. Durante le lezioni confutava interpretazioni scorrette di ciascuno e affermava la propria visione. Ogni giorno durante gli insegnamenti svolgeva anche l’auto iniziazione (bdag-‘jug) di Yamantaka e tutte le sue altre pratiche tantriche.

Se consideriamo la sua vita di soli 62 anni e quanto lui abbia studiato, praticato (incluso creare statue d’argilla tsatsa), scritto, insegnato e compiuto ritiri, sembrerebbe impossibile che qualcuno abbia potuto fare anche solo uno di questi in una vita.

Studio e pratica intensiva del tantra

Subito dopo questo, Tsongkhapa fece il suo primo grande ritiro tantrico su Chakrasamvara secondo il lignaggio Kagyu. Durante questo ritiro meditò intensamente sui sei insegnamenti di Naropa e i sei insegnamenti di Niguma (Ni-gu’i chos-drug, i sei yoga di Niguma). Acquisì realizzazioni molto elevate.

All’età di 34 anni, Tsongkhapa decise di compiere intensi studi e pratiche su tutte le quattro classi del tantra. Come scrisse in seguito, non si può apprezzare veramente la profondità dell’anuttarayoga tantra a meno che non si abbia praticato e compreso profondamente le tre classi inferiori del tantra. Così viaggiò di nuovo in tanti [luoghi] e ricevette molte iniziazioni e insegnamenti sulle tre classi del tantra inferiore. Studiò anche le cinque fasi dello stadio di completamento (rdzogs-rim) di Guhyasamaja e Kalachakra.

Studi e ritiri per realizzare la vacuità non concettualmente

Tsongkhapa si recò anche presso il lama Karma Kagyu Umapa (Bla-ma dbu-ma-pa dPa’-bo rdo-rje) per studiare le pratiche del ciclo tantrico di Manjushri e il Madhyamaka. Questo grande maestro aveva studiato il Madhyamaka con la tradizione Sakya e, fin dall’infanzia, aveva avuto visioni quotidiane di Manjushri che gli aveva insegnato una strofa ogni giorno. Tsongkhapa e lui diventarono reciprocamente maestro e discepolo. Lama Umapa verificò con Tsongkhapa per confermare che gli insegnamenti ricevuti da Manjushri fossero corretti. Ciò è molto importante, visto che le visioni possono essere influenzate dai demoni.

Insieme a Lama Umapa, Tsongkhapa svolse un ritiro esteso su Manjushri e, da questo momento in poi, ricevette istruzioni dirette da Manjushri in visioni pure e fu in grado di ricevere da lui risposte a tutte le sue domande. Prima di questo, doveva porre le sue domande a Manjushri tramite Lama Umapa.

Durante il ritiro, Tsongkhapa sentì di non avere ancora la giusta comprensione del Madhyamaka e del Guhyasamaja. Manjushri gli consigliò di fare un ritiro molto lungo, così poi avrebbe compreso gli appunti che aveva preso dalle sue istruzioni. Dopo aver insegnato per un po’ Tsongkhapa entrò in un ritiro di quattro anni con otto discepoli stretti a Olka Cholung (‘Ol-kha chos-lung). Fecero 35 serie di 100.000 prostrazioni, una per ciascuno dei 35 Buddha della confessione, e 18 serie di 100.000 offerte del mandala, con molte auto iniziazioni di Yamantaka e studi sul Sutra Avatamsaka (mDo phal-cher) per le azioni dei bodhisattava. In seguito ebbero una visione di Maitreya.

Dopo il ritiro Tsongkhapa e i suoi discepoli ristrutturarono una grande statua di Maitreya a Lhasa, e questa fu la prima delle sue quattro azioni principali. Poi andarono in ritiro per altri cinque mesi. Dopodiché il lama Nyingma Lhodrag Namka-gyeltsen (Lho-brag Nam-mkha’ rgyal-mtshan), che aveva continue visioni di Vajrapani, invitò Tsongkhapa, instaurando così una relazione reciproca di maestro e discepolo anche in questo caso. Gli trasmise il lignaggio del lam rim Kadam e i lignaggi delle istruzioni orali.

Tsongkhapa voleva andare in India per studiare ulteriormente, ma Vajrapani gli consigliò di rimanere in Tibet visto che sarebbe stato di maggior beneficio lì. Così rimase. Decise che in seguito avrebbe scritto Una grande presentazione degli stadi graduali del sentiero (Lam-rim chen-mo) sul sentiero graduale del sutra e poi Una grande presentazione degli stadi graduali del sentiero tantrico (sNgags-rim chen-mo) sulle fasi della pratica nelle quattro classi del tantra.

Tsongkhapa fece poi un ritiro esteso sullo stadio di completamento del Kalachakra e in seguito un anno di ritiro sul Madhyamaka. Sebbene egli avesse imparato molto sul Madhyamaka e sulla vacuità dai suoi maestri, non si sentì mai soddisfatto con il livello delle spiegazioni. Prima di cominciare questo ritiro di un anno, Manjushri gli suggerì di basarsi sul commentario di Buddhapalita (Sangs-rgyas bskyangs) sul Madhyamaka. Tsongkhapa fece così e durante il ritiro ottenne una totale cognizione non concettuale della vacuità.

Sulla base delle sue realizzazioni, Tsongkhapa revisionò completamente la comprensione degli insegnamenti madhyamaka-prasangika sulla vacuità e su argomenti correlati che i maestri e gli studiosi del suo tempo avevano sostenuto. A questo proposito fu un riformista radicale con il coraggio di andare al di là delle convinzioni del tempo qualora le avesse trovate inadeguate.

Egli basò sempre le sue riforme strettamente sulla logica e sui riferimenti scritturali. Quando stabilì la sua visione come il significato più profondo dei grandi testi indiani, non violò lo stretto legame e la relazione con i suoi maestri. Considerare i nostri maestri spirituali come dei Buddha non significa che non possiamo oltrepassarli nelle nostre realizzazioni. Tsenciab Serkong Rinpoche II spiegò questo con l’esempio seguente.

Per fare un dolce abbiamo bisogno di diversi ingredienti: farina, burro, latte, uova, ecc. I nostri maestri ci mostrano come fare il dolce e ne preparano alcuni per noi. Potrebbero essere molto buoni e potrebbero piacerci molto. Grazie alla gentilezza dei nostri maestri, ora sappiamo come fare un dolce. Questo non significa che non possiamo attuare dei cambiamenti, aggiungere ingredienti diversi e infornare dolci che sono addirittura più deliziosi di quelli che hanno fatto i nostri maestri. Nel fare così, non siamo poco rispettosi nei loro confronti. Se i nostri maestri sono veramente qualificati, gioiranno dei nostri miglioramenti della ricetta e si godranno la nuova torta insieme a noi.

Altre grandi azioni

Dopo aver insegnato ancora, Tsongkhapa entrò nuovamente in ritiro, questa volta con il suo maestro Rendawa, e scrisse la gran parte del Lam-rim chen-mo. Durante il ritiro ebbe una visione di Atisha e dei maestri del lignaggio lam rim che durò per un mese, chiarendo molte domande. In seguito approfondì le sei pratiche di Naropa e mahamudra con i Drikung Kagyu. Durante la stagione delle piogge seguente insegnò il vinaya (‘dul-ba, regole monastiche di disciplina) così chiaramente che questa è considerata la sua seconda grande azione.

Quando concluse il Lam-rim chen-mo, Tsongkhapa decise di insegnare più esaustivamente il tantra. Tuttavia prima di fare questo compose estesi commentari sui voti del bodhisattva e le Cinquanta strofe sul guru (Bla-ma lnga-bcu-pa, scr. Gurupanchashika) per sottolineare che sono il fondamento della pratica tantrica. Poi mentre continuava ad insegnare scrisse il Ngag-rim chen-mo e molti commentari sul Guhyasamaja. Scrisse anche su Yamantaka e sui testi di Nagarjuna sul Madhyamaka.

L’imperatore cinese lo invitò a diventare il suo precettore imperiale, ma Tsongkhapa si scusò dicendo che era troppo anziano e voleva stare in ritiro.

Nei due anni seguenti Tsongkhapa insegnò estesamente lam rim e tantra, scrivendo L’essenza delle spiegazioni eccellenti sui significati interpretabili e definitivi (Drang-nges legs-bshad snying-po) sui significati interpretabili e definitivi dei sistemi filosofici mahayana. Nel 1409 all’età di 52 anni inaugurò il Monlam, il grande festival della preghiera (sMon-lam chen-mo) al Jokang (Jo-khang) di Lhasa. Offrì una corona d’oro alla statua di Shakyamuni, e ciò significava che era ora una statua sambhogakaya, non solo nirmanakaya. Le forme sambhogakaya dei Buddha vivono fino a quando tutti gli esseri non sono liberi dal samsara, mentre quelle nirmanakaya vivono solo per un breve periodo di tempo. Questa è considerata la sua terza grande azione. Dopo questo, i suoi discepoli gli chiesero di smettere di viaggiare così tanto e fondarono il monastero di Ganden (dGa’-ldan dGon-pa) per lui.

A Ganden Tsongkhapa continuò ad insegnare, comporre (soprattutto su Chakrasamvara) e compiere ritiri. Commissionò la costruzione della grande sala di Ganden con un’enorme statua di Buddha e mandala tridimensionali in bronzo di Guhyasamaja, Chakrasamvara e Yamantaka. Questa è considerata la sua quarta grande azione. Continuò le sue composizioni e alla fine la raccolta delle sue opere ammontava a 18 volumi, con il numero maggiore relativo a Guhyasamaja.

La morte

Tsongkhapa morì a Ganden nel 1419 all’età di 62 anni. Dopo la morte raggiunse l’illuminazione ottenendo un corpo illusorio (sgyu-lus) invece del bardo. Ciò servì a sottolineare la necessità per i monaci di seguire un regime rigoroso di castità, visto che l’illuminazione in questa vita prevede la pratica con una consorte almeno una volta.

Prima di morire consegnò il suo cappello e le sue vesti a Gyaltsab Je (rGyal-tshab rJe Dar-ma rin-chen) (1364-1432), che in seguito detenne il trono di Ganden per dodici anni. Questo iniziò la tradizione del detentore del trono di Ganden (dGa’-ldan khri-pa, Ganden Tripa) come capo dell’ordine Gelug. Il trono passò poi a Khedrub Je (mKhas-grub rJe dGe-legs dpal-bzang) (1385-1438) che in seguito ebbe cinque visioni di Tsongkhapa, le quali chiarirono i suoi dubbi e risposero alle sue domande. Da quel momento in poi il lignaggio Gelug fiorì.

Discepoli

Diversi discepoli intimi di Tsongkhapa fondarono monasteri per continuare il suo lignaggio e diffondere i suoi insegnamenti. Quando Tsongkhapa era ancora vivo, Jamyang Chojey (‘Jam-dbyangs Chos-rje bKra-shis dpal-ldan) (1379-1449) fondò nel 1416 il monastero di Drepung (‘Bras-spungs dGon-pa) e Jamchen Chojey (Byams-chen Chos-rje Shakya ye-shes) (1354-1435) fondò il monastero di Sera (Se-ra dGon-pa) nel 1419. Dopo la morte di Tsongkhapa Gyu Sherab-senggey (rGyud Shes-rab seng-ge) (1383-1445) fondò nel 1433 il collegio tantrico inferiore Gyumay (rGyud-smad Grva-tshang) e Gyelwa Gendun-drub (rGyal-ba Ge-‘dun grub) (1391-1474), nominato il primo Dalai Lama dopo la morte, fondò il monastero di Tashilhunpo (bKra-shis lhun-po) nel 1447.

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