La conferenza è stata convocata su richiesta di Sua Suprema Presenza, Sua Santità il Dalai Lama, e organizzata dal Consiglio per gli Affari Religiosi e Culturali di Dharamsala e dall'Istituto Centrale per gli Studi Tibetani Superiori di Sarnath. Vi hanno partecipato circa 350 lama reincarnati (tulku) e abati provenienti da tutte e cinque le tradizioni spirituali tibetane: Nyingma, Sakya, Kagyu, Ghelug e Bon. Sono stati invitati anche diversi osservatori stranieri. L'ordine del giorno prevedeva la discussione del futuro delle tradizioni spirituali tibetane nel subcontinente indiano, in Tibet e all'estero, nonché del rapporto con la scienza e le religioni straniere.
Il tema principale della conferenza è stato la preservazione di tutte le tradizioni spirituali, i lignaggi e gli aspetti culturali tibetani, senza distinzioni settarie, soprattutto alla luce del futuro del Tibet. L'assemblea ha riaffermato all'unanimità la leadership di Sua Suprema Presenza, Sua Santità il Dalai Lama, e gli ha chiesto di continuare a essere la guida e ad assumersi la responsabilità del benessere di tutti i tibetani, in particolare nell'ambito dei negoziati politici con la Repubblica Popolare Cinese.
Numerosi suggerimenti sono stati avanzati da molti delegati e presentati in tre assemblee generali e due sessioni di lavoro di sei gruppi più piccoli. Tra questi figuravano:
- È necessario che tutti uniscano sforzi e risorse per preservare quei lignaggi o aspetti culturali che rischiano maggiormente di andare perduti.
- È necessario un insieme comune di preghiere, scelte tra quelle tradotte da fonti indiane, per i monasteri buddhisti di tutte le tradizioni e anche per i centri di dharma stranieri, in modo che vi sia un senso unificante di appartenenza al buddhismo. Inoltre, ciascuno dovrebbe avere i propri rituali specifici.
- Bisogna dare meno importanza allo sviluppo esteriore di templi ed edifici riccamente decorati e concentrarsi maggiormente sullo sviluppo interiore dei praticanti.
- Le regole monastiche devono essere osservate con maggiore purezza e occorre prevedere diverse categorie di vesti per coloro che professano voti di diverso livello, in modo che, ad esempio, i lama sposati con voti laici non indossino le vesti di monaci celibi.
- Occorre dare maggiore importanza all'educazione non solo dei monaci ma anche dei laici tibetani in materia di buddhismo, bon e aspetti culturali tibetani.
- Bisogna dedicare alla formazione e all'insegnamento del dharma in Tibet la stessa energia che viene impiegata all'estero. Non è necessario inviare all'estero i migliori insegnanti, ma è fondamentale che si concentrino sull'insegnamento nei monasteri di India, Nepal e Bhutan per garantire il futuro del buddhismo e del bon.
- Occorre un maggiore controllo sull'invio e sui viaggi dei lama all'estero, possibilmente sotto la supervisione del Consiglio per gli Affari Religiosi e Culturali. Bisogna dare maggiore importanza all'insegnamento delle nozioni fondamentali all'estero e esercitare un maggiore controllo e moderazione nell'impartire iniziazioni e insegnamenti tantrici avanzati a coloro che non sono preparati.
- La misura migliore per prevenire il settarismo divisivo è l'istruzione. Pertanto, così come esistono programmi di scambio tra monasteri buddhisti e cristiani, è necessario che vi siano scambi analoghi tra monaci e monache delle cinque tradizioni tibetane.
- È necessario dedicare maggiore ricerca e attenzione alla tradizione bon per stabilire l'antichità e l'unicità della civiltà tibetana. Ciò contribuirà a contrastare i tentativi cinesi di presentare la civiltà tibetana come una semplice derivazione di quella cinese, con alcuni aspetti mutuati dall'India.
- Occorre impegnarsi per preservare le tradizioni letterarie tibetane e migliorare il livello di utilizzo della lingua tibetana.
- È necessario tradurre in tibetano libri semplici di scienza, religioni e filosofie straniere e utilizzarli per l'insegnamento nei monasteri e nelle scuole laiche, in modo da porre le basi per un dialogo con le idee straniere moderne.
- Nei monasteri, la formazione di monaci e monache deve essere integrata con l'istruzione moderna.
- L'essenza degli insegnamenti del Buddha risiede nelle quattro nobili verità e nelle due verità, mentre le scritture con mezzi abili forniscono una descrizione fisica dell'universo in armonia con le credenze dell'antica India. Pertanto, è necessario studiare come presentare l'essenza degli insegnamenti del Buddha in armonia con le moderne teorie scientifiche e geografiche, tenendo presente che le teorie attualmente in vigore potrebbero cambiare in futuro.
Molti altri suggerimenti sono stati avanzati dai partecipanti. Questi verranno raccolti e, sebbene non vi sia ancora una dichiarazione ufficiale da parte della conferenza, si adotteranno gradualmente delle misure per cercare di implementarne alcuni.
Tutti hanno convenuto che questa conferenza rappresenta un evento storico. Sebbene fosse la quarta conferenza non settaria tenutasi tra tutte le tradizioni spirituali tibetane, è stata certamente la più grande. Si auspica che in futuro si terrano regolarmente altre conferenze di questo tipo, magari invitando la prossima volta anche i tulku del Tibet. Nel frattempo, verranno istituiti comitati composti da rappresentanti di ciascuna tradizione spirituale tibetana per lavorare su queste proposte nello spirito di cooperazione non settaria.