Introduzione
Mi prostro ai miei lama e a Manjushri, il guardiano.
Mi prostro a te, o guardiano Manjushri che hai squarciato le reti dell'attaccamento alla vera identità. La luce radiosa della tua spada di profonda consapevolezza pervade tutti i tre regni. Tu sei la somma totale della vasta conoscenza di tutti i Buddha trionfanti.
I veicoli dei Buddha sono innumerevoli e le diverse tradizioni delle varie pratiche del Dharma sono vastissime, ben oltre ogni immaginazione. Sebbene sia impossibile descriverle tutte in modo esaustivo, cercherò di illustrarne brevemente alcune per evidenziarne le differenze.
I tre giri della ruota del Dharma, i tre addestramenti superiori e i tre canestri
Il Leone del clan dei shakya, il Maestro onnisciente, ha fatto girare la ruota del Dharma in tre diverse occasioni. Il contenuto di questi tre insiemi di insegnamenti costituisce i tre addestramenti superiori e le loro parole specifiche sono le scritture buddiste, classificate in dodici categorie.
Insegnamenti dei sutra e dei tantra
Per quanto riguarda gli insegnamenti mahayana dei tantra segreti, alcuni sostengono che appartengano agli insegnamenti interni dell'abhidharma (riguardanti l'addestramento alla discriminazione superiore). È più corretto, tuttavia, considerare il Canestro dei detentori della conoscenza come appartenente a una categoria a sé stante.
Gli insegnamenti del Buddha tradotti in tibetano sono contenuti in oltre cento volumi, ma la loro effettiva estensione è incalcolabile. Inoltre, esistono anche moltissimi commentari a questi testi, come il Mahavibhasa Shastra, appartenente alla tradizione Hinayana e, per quanto riguarda i commentari mahayana, quelli di numerosi pandit indiani, come i sei ornamenti del continente meridionale e i due guru meravigliosi. Per quanto concerne gli insegnamenti tantrici segreti, esistono commentari a tutte le quattro classi di tantra, meditazioni avanzate (sadhana) e insegnamenti orali di inestimabile valore. Grazie alla grande generosità degli antichi traduttori e pandit, più di duecento volumi di tali commentari sono stati tradotti in tibetano. Sono questi testi, dunque, a costituire il fondamento del Buddismo in Tibet.
Periodo antico e periodo nuovo della traduzione in Tibet
In India non esisteva una divisione tra testi buddisti antichi e nuovi. Tuttavia, poiché alcune scritture (tantriche) furono tradotte in tibetano in un'epoca successiva rispetto ad altre, si è creata una distinzione tra di esse, considerando l'opera del traduttore Rincen Zangpo come il punto di svolta. Tutte le traduzioni precedenti alla sua epoca sono definite testi antichi (nyingma). Quelle realizzate da Rincen Zangpo stesso e da tutti coloro che lo seguirono sono chiamate testi nuovi (sarma).
Durante il primo periodo di fioritura del Buddhismo quasi tutti i testi dei sutra, del vinaya e dell'abhidharma, così come quelli dei tre tantra esterni, furono tradotti in tibetano. Sebbene la maggior parte dei testi tantrici anuttarayoga – come Heruka, Hevajra, Kalachakra e Yamantaka – siano stati tradotti in seguito, molti di essi furono redatti anche nel periodo precedente. Sono proprio alcuni di questi ultimi ad essere stati criticati da alcuni dei migliori studiosi del nuovo periodo, che li hanno ritenuti invalidi. Ma coloro che sono imparziali e non di parte lodano questi testi come effettivamente validi, e io concordo pienamente. Credo sinceramente, come loro, che queste (traduzioni precedenti) siano impeccabili. Questo perché trasmettono il significato esatto dei profondi e vasti insegnamenti del Kangyur e del Tengyur, ed è quindi del tutto giusto che venga loro tributato il massimo rispetto.
La tradizione Nyingma segue le antiche traduzioni dei tantra (anuttarayoga) e accetta nove veicoli graduali. Raggruppati insieme, questi possono essere classificati come veicoli causali e risultanti.
Veicoli causali e risultanti
Esistono tre veicoli causali: quelli degli shravaka, dei pratyekabuddha e dei bodhisattva. Il risultato sono i tre veicoli tantrici esterni e i tre interni dei grandi metodi.
Sebbene si possano fornire numerose spiegazioni diverse riguardo alle teorie, alle meditazioni, alle pratiche e ai risultati di questi vari veicoli tantrici, non c'è spazio per trattarle in questa sede.
Tradizioni Nyingma e Sarma
Nella tradizione Nyingma delle antiche traduzioni tantriche si distinguono tre lignaggi: orale distante, intermedio del tesoro e quello delle visioni pure.
La tradizione Sarma delle nuove traduzioni tantriche è anche chiamata Jouo Kadam. Ad essa appartengono maestri famosi come Atisha, Gyalua Dromtonpa e i tre fratelli kadam, così come molti altri straordinari maestri che li hanno seguiti. Le radici delle tradizioni Sakya, Kagyu e Ghelug erano tutte intrecciate in questo antico Kadam.
Manjushri Je Tsongkhapa, saldamente radicato in (tutti i tre lignaggi della) tradizione Kadam antica, scrisse ampiamente su vinaya, sutra, madhyamaka, prajnaparamita, tantra e così via; la tradizione (Ghelug) che si sviluppò da lui giunse a permeare l'intero mondo (buddista tibetano). Egli chiarì i punti profondi di sutra e tantra in accordo con il loro significato inteso nelle sue eccellenti spiegazioni. Esse avevano la caratteristica speciale di derivare dal tesoro del profondo discernimento della sua divinità speciale (Manjushri) e dalla sua analisi personale.
La tradizione Sakya fu fondata dai cinque patriarchi sakya che sostennero gli insegnamenti di sutra e tantra di molti grandi pandit-mahasiddha indiani come Vajrasana, Naropa e Virupa, il re degli yoghi. Questa stirpe dinastica della famiglia Khon segue anche le pratiche tantriche Samyak e Vajrakilaya della tradizione Nyingma, e molti insegnamenti straordinari e speciali dei sakyapa fioriscono ancora oggi, senza declino. Sakya Pandita, il gioiello della corona di tutti i saggi del continente meridionale, sconfisse in un dibattito lo studioso indiano non buddista (Harinanda) – un'impresa compiuta all'epoca da nessun altro maestro tibetano di cui si abbia notizia. Esistono tre tradizioni che custodiscono gli insegnamenti di Sakya Pandita: Sakya, Ngor e Tsar. Ci sono altre tre tradizioni radicate nella stessa Sakya: Bulug, Jonang e Bodong. Tuttavia, le differenze nelle loro spiegazioni di sutra e tantra sono minime.
Le tradizioni Kagyu derivano da Naropa e Maitripa. Marpa, Jetsun Milarepa e Gampopa furono i loro tre maestri più eminenti. Da loro si diramano quattro tradizioni principali e otto minori, molte delle quali derivano in gran parte da Pagmodrupa, discepolo di Gampopa. Ancora oggi quattro di queste tradizioni sono esistenti e non degenerate: le tradizioni Karma, Drugpa, Drikung e Taglung. I lignaggi delle altre, tuttavia, si trovano attualmente in uno stato di grave indebolimento. Lo yoghi tibetano Khedrub Khyungpo Naljor studiò in India con due dakini, oltre che con Rahulagupta, Maitripa e molti altri. Complessivamente studiò con 150 maestri pandit e, al suo ritorno in Tibet, diede origine a quella che divenne nota come la tradizione Shangpa Kagyu. Oggigiorno, questa tradizione non è più praticata separatamente da nessuno. I suoi lignaggi di iniziazioni e trasmissioni orali, tuttavia, sono preservati principalmente nelle tradizioni Sakya e nelle altre Kagyu.
In Tibet esistono molte altre tradizioni di pratica tantrica. Ad esempio, il rito Chöd del recidere le interferenze demoniache, proviene dalla tradizione Zhije o pacificatrice. Questa fu fondata dalla yoghini tibetana Macig Labdron, seguendo gli insegnamenti del mahasiddha indiano Padampa Sanggye. In realtà, però, tutte queste tradizioni differiscono solo nel nome. In sostanza, convergono tutte su un unico punto: ognuna di esse insegna metodi per raggiungere lo stesso obiettivo finale, la piena illuminazione dello stato di Buddha.
Differenze tra le tradizioni in termini di approccio
Sebbene sia opinione comune che Sakya e Ganden siano specializzati nelle spiegazioni e Nyingma e Kagyu nella pratica, in realtà, ciò che i pandit e gli studiosi del passato hanno affermato è: "I nyingmapa furono i pionieri del Dharma nella Terra delle nevi (Tibet). I kadampa furono la fonte di centomila sostenitori degli insegnamenti. I sakyapa estesero e diffusero il Dharma nella sua interezza. I kagyupa offrirono un sentiero segreto per gli incomparabili maestri meditatori. Tra gli esegeti di dottrine eccellenti, Je Tsongkhapa fu come il sole. Jonangpa Taranatha e Buton furono i due grandi maestri dei vasti e profondi insegnamenti tantrici", e questa spiegazione concorda con la realtà dei fatti.
Gli insegnamenti del tesoro e la questione della loro validità
La tradizione dei terma, o tesori spirituali, dei nyingma deriva dal grande maestro Guru Rinpoce Padmasambhava di Ugyan. Dopo essere giunto in Tibet e aver istruito il re Tri Songdetsen e il suo seguito in molti insegnamenti, sia comuni che non comuni, li celò per proteggere e preservare il Dharma contro future ere di degenerazione. In realtà, esistevano due tipi di insegnamenti del tesoro: quelli celati nella terra e quelli celati nella mente. Successivamente, in momenti opportuni, esseri supremi incarnazioni (dello stesso Guru Rinpoce) rivelarono questi insegnamenti del tesoro di grande beneficio e felicità a molti esseri limitati e al Dharma dei Buddha. Lignaggi derivanti da visioni pure e insegnamenti sussurrati si ritrovano in molte forme sia nelle antiche che nelle nuove tradizioni di traduzione.
I pochi studiosi che hanno messo in dubbio la validità dei lignaggi derivanti da insegnamenti nascosti farebbero bene a considerare lo scopo e le ragioni (della loro critica), poiché questi insegnamenti celati sono riconosciuti come validi secondo i tre criteri tradizionali. Pertanto, chiunque manchi di rispetto a questi insegnamenti commette il grave errore di denigrare il Dharma. Poiché le conseguenze di un'azione così distruttiva sono estremamente gravi, è necessaria particolare cautela. Nagarjuna rivelò il Sutra prajnaparamita in centomila strofe. Allo stesso modo, grandi mahasiddha indiani hanno recuperato insegnamenti tantrici nascosti dallo stupa di Ugyan Dhumatala. È quindi chiaro che questa usanza esisteva anche in India. Sebbene ci siano molti altri esempi che potrei citare, per ora tralascerò questo argomento.
I punti principali del sentiero graduale Lam-rim
I quattro pensieri che orientano la mente verso il Dharma
Il fondamento e la base per rafforzare la tua determinazione a liberarti (dal samsara), l'essenza dei sentieri di questi vari insegnamenti spiegati in questo modo, è mantenere la disciplina etica di qualunque dei sette insiemi di voti di pratimoksha della prima liberazione sia appropriato (per te) e meditare sulla difficoltà di ottenere (una preziosa forma umana) con libertà e ricchezze. Per quanto preziosa come una gemma che esaudisce i desideri, sarà difficile in futuro ottenere una forma simile dotata di tale agio.
Questa vita è impermanente, non durerà per sempre. La morte arriva in fretta e non si può prevedere quando si morirà. Può accadere all'improvviso, quando si è ancora giovani, adulti o molto anziani. In ogni momento, le probabilità di morire sono di gran lunga superiori a quelle di rimanere in vita. Riflettendo ripetutamente su cose come il trascorrere degli anni, dei mesi e delle stagioni, e su come a volte i nemici diventino amici, cercate di essere sempre consapevoli dell'impermanenza.
Quando si muore non si scompare nella sfera dello spazio, né gli esseri umani rinascono sempre come esseri umani e i cavalli come cavalli. Gli esseri limitati vengono proiettati in vari stati di rinascita dalla forza del potenziale karmico che hanno accumulato. Che qualcuno rinasca in uno stato elevato o umile, ricco o povero, potente o mite, bello o brutto, è determinato dal suo potenziale karmico costruttivo, distruttivo e misto. Ecco perché esistono così tanti stati diversi di esistenza compulsiva.
Tutte le azioni costruttive e distruttive sono condensate in dieci categorie generali ciascuna. I loro effetti sono di quattro tipi: (1) i frutti che maturano nella forma del proprio stato di rinascita, (2) quelli che corrispondono alla loro causa nella propria esperienza e (3) nel proprio comportamento istintivo e (4) quelli che sono complessivi. È come combinazione di questi quattro tipi di effetti che tutte le azioni costruttive e distruttive maturano nei rispettivi frutti.
Ma se non hai compiuto una determinata azione karmica, puoi essere certo che non ne subirai le conseguenze. Inoltre, una volta compiuta un'azione, devi ricordare che non sarò mai vana: i suoi frutti matureranno col tempo su chi l'ha compiuta (e su nessun altro). Puoi sperimentare gli effetti delle tue azioni karmiche in questa vita, nella prossima o in qualsiasi altra vita successiva. Dovresti fare riferimento ai sutra, ai trattati indiani e ai loro commentari per spiegazioni più dettagliate dei vari aspetti di causa ed effetto, come il karma di cui c'è la certezza di subire gli effetti, quello di cui non c'è tale certezza, e così via.
La pratica concreta di causa ed effetto, dell'abbandono delle azioni distruttive e dell'intraprendere quelle costruttive, è il cuore del Dharma del Buddha, mentre le quattro nobili verità e la legge dell'origine interdipendente ne condensano i punti essenziali. Attraverso le loro azioni karmiche, gli esseri erranti attraversano tutti e i sei possibili stati di rinascita, i tre peggiori e i tre migliori.
In breve, neanche un singolo granello sui tre piani degli oggetti sensoriali desiderabili, delle forme eteree o degli esseri senza forma è privo di difetti. Gli esseri che vi si trovano sono tormentati (in generale) dalla sofferenza della sofferenza, dalla sofferenza del cambiamento e dalla sofferenza onnipervasiva e sono sopraffatti dalle sofferenze di ciascuna delle sei classi di rinascita. Dal potenziale karmico distruttivo deriva la sofferenza come risultato, dal potenziale karmico costruttivo contaminato si rinasce in uno stato superiore e, grazie al potenziale karmico inamovibile della concentrazione assorbita mondana, si viene proiettati in uno stato di uno dei livelli di dhyana (sul piano delle forme eteree) o in uno sul piano degli esseri senza forma. Ma neanche loro si sono liberati dalla radice del samsara, e così ricadono ancora una volta in uno stato samsarico (inferiore), gettati dal desiderio e dall’ottenitore di un'esistenza ulteriore.
Rimanere nel samsara è come vivere in una fossa di fuoco o in compagnia di un nido di serpenti velenosi. Quindi non aspirate alla felicità del samsara, generate invece una mente sana con la determinazione di liberarvi dalla continua rinascita.
Qualifiche di un maestro spirituale
La base per intraprendere il cammino verso la liberazione dalle sofferenze del samsara risiede nell'affidarsi a un maestro spirituale. Egli deve aver domato la propria mente ascoltando numerosi insegnamenti. Mantenendo una moralità pura, deve essere saldamente ancorato all'obiettivo illuminante di bodhicitta. Deve possedere una visione corretta (della vacuità), nonché una grande benevolenza e la capacità di recidere ogni interferenza negli altri. Infine, deve osservare (puramente i voti e) le strette pratiche di legame derivanti dalle iniziazioni tantriche. Affidandoti a un tale guru, dovresti praticare secondo le sue parole, esattamente come dice. Generando fede e fiducia (nelle sue buone qualità) e apprezzamento (della sua gentilezza), potrai raggiungere tutti gli obiettivi. Pertanto, custodisci con cura la relazione con un guru eccellente (che possieda tutte le qualifiche sopra elencate).
Le direttive di un guru sono come il nettare dell'immortalità. Più le ascolti, più dovresti rifletterci, meditarci e metterle in pratica senza mai accantonarle. Ascoltarle soltanto, tuttavia, non serve a nulla. Come l'acqua, se non la bevi, non può placare la tua sete. Pertanto, (per condizioni di pratica ottimali), ritirati su un pendio di montagna isolato.
Direzione sicura e bodhicitta
Prendere la direzione sicura è il fondamento stabile di tutti i sentieri (verso la liberazione e l'illuminazione) e il fondamento stabile di tutti i voti. È ciò che distingue i buddisti dai non buddisti ed è accettato sia dagli uomini che dagli dèi. Attraverso di esso si realizzeranno tutte le cose buone per questa e per le vite future. Pertanto, è opportuno che tu rivolga la tua mente alla Triplice (Gemma) – ai Buddha veri maestri, al Dharma vera protezione e al Sangha vere guide – e generi una fede fiduciosa e non fallace (dal tuo cuore), non solo a parole. Quindi devi ben custodire gli insegnamenti derivanti dall'aver preso la direzione sicura.
Il pilastro del sentiero mahayana è l'obiettivo illuminante di bodhicitta, l'essenza che scaturisce dal latte del sacro Dharma. Senza di essa, qualsiasi pratica di sutra o tantra si intraprenda, mancherà di qualsiasi essenza interiore, come il tronco (cavo) di un banano.
Inoltre, gli esseri senzienti si estendono fino ai confini dello spazio e, nel susseguirsi delle vostre vite senza inizio, questo numero infinito di esseri senzienti sono stati vostro padre e vostra madre in un numero infinito di vite e vi hanno giovato oltre ogni immaginazione. Pertanto, meditate sull'amore e sulla compassione verso tutti – amici, nemici e coloro verso i quali siete indifferenti – e sull'equanimità verso tutti loro, distaccandovi dall'essere vicini ad alcuni e lontani da altri, attratti da alcuni e respinti da altri. Orientate le azioni del vostro corpo, della vostra parola e della vostra mente verso ciò che è costruttivo e abbiate sempre pensieri eccellenti per giovare agli altri e offrite preghiere speciali e nobili (a questo scopo).
Comprensione della vacuità
Il modo per generare una visione corretta della vacuità nel tuo continuum mentale è quello di dedicare grande impegno alla costruzione della tua rete di potenzialità positive e alla purificazione da ogni oscuramento. A questo scopo, dovresti eseguire la puja in sette rami, fare prostrazioni e circumambulazioni, leggere i sutra, cantare mantra e dharani e recitare la Dichiarazione davanti ai trentacinque Buddha.
Ulteriori pratiche preliminari
Se ti impegni a fondo applicando sinceramente le quattro forze opponenti, puoi purificarti e liberarti da ogni potenziale negativo, ostacolo, azione errata e promessa infranta. Infine, assicurati di fare ripetute offerte di mandala, il cuore della costruzione di questa rete (di potenziale positivo).
Se costruisci (questa rete di potenziale positivo) in questo modo, connessa con la vacuità che la tua consapevolezza discriminante apprende come la mancanza dei tre cerchi (il soggetto, l'oggetto e l'azione di queste azioni costruttive) auto stabiliti, quella è chiamata la rete della consapevolezza profonda. Da una rete di potenziale positivo, ottieni i corpi della forma di un Buddha, e da una rete di consapevolezza profonda, un dharmakaya.
Shamatha e vipashyana
Per generare sul tuo continuum mentale la perseveranza sia nella costruzione che nella purificazione, e una visione corretta (della vacuità), devi prima affidarti all'abbandono dei cinque ostacoli alla concentrazione, affidandoti alle otto facoltà mentali che la compongono per allenare la tua mente attraverso le nove fasi di calma mentale e cercare di raggiungere uno stato mentale calmo e stabile (di shamatha). In questo modo, sarai in grado di generare uno stato di concentrazione assorbita, con beatitudine, chiarezza e non-concettualità, focalizzato su un oggetto di supporto o senza alcun supporto.
In questo modo, tuttavia, si riuscirà solo a sopprimere i fattori mentali disturbanti. Pertanto (per eliminarli completamente), è necessario sviluppare una piena convinzione nella corretta visione della vacuità ottenuta attraverso la meditazione vipassyana.
La radice primordiale dell'esistenza samsarica è l'attaccamento a vere identità simili all'atman. Per sradicare questo fraintendimento dalla sua radice è assolutamente necessario meditare sulla vacuità. Pertanto, per distruggere il tuo attaccamento al sé che sorge automaticamente e che pensa a un "io" basato su un insieme formato dai cinque aggregati, analizzalo con un esame dettagliato.
Analizza secondo ciò che deriva dai ragionamenti madhyamaka – (ad esempio) se una persona e gli aggregati sono identici o totalmente diversi, e così via – e giungerai alla conclusione definitiva che le persone sono prive di un'identità simile all'atman. Analizza a fondo anche tutte le parti degli aggregati per verificare l'esistenza di un'identità simile all'atman dei fenomeni, abbreviati come oggetti conosciuti e menti che conoscono gli oggetti. Quando avrai acquisito una consapevolezza decisiva del significato dell'assenza di identità simili all'atman, giungerai alla conclusione definitiva che tutti i fenomeni, abbreviati come quelli dell'esistenza compulsiva e quelli del nirvana tranquillo, sono privi di un'origine (auto stabilita).
Comprenderai allora il ragionamento dell'origine interdipendente (che tutti i fenomeni sono privi di essere auto stabiliti perché) tutto sorge in egual misura e (perché), dal loro stato di essere privi di origine (auto stabilita), i fenomeni sorgono automaticamente senza ostacoli. Quando (la tua comprensione) produce esperienze di comprensione della non-differenza tra vacuità e origine interdipendente allora, afferrandoti cognitivamente a esse immergiti totalmente per quanto ti è possibile nella sfera del Madhyamaka, libero da fabbricazioni concettuali, non concettuale e senza adulterazioni.
In breve, la coppia unificata della consapevolezza discriminante di uno stato eccezionalmente percettivo di vipashyana e di uno stato calmo e stabile di shamatha, inamovibile e focalizzato, che possiede la consapevolezza discriminante che apprende nel dettaglio e che alterna discernimento e stabilizzazione (meditazione) è il significato della meditazione sulla discriminazione di vasta portata, la Madre dei Trionfanti, chiamata "la visione corretta (della vacuità)".
Le cinque menti del percorso e le dieci fasi bhumi
Attraverso una meditazione adeguata e stabile, senza mai deviare da questa visione, distaccatevi dagli otto estremi e da ogni artificio mentale, e una condotta pura in accordo con l'eccellente sentiero dei bodhisattva, completerete, come risultato, (il vostro progresso attraverso) le cinque menti del sentiero e i dieci stadi del bodhisattva. Raggiungerete così l'illuminazione, il più alto stato di purificazione, e sarete in grado di realizzare spontaneamente gli obiettivi vostri e altrui.
L'importanza di un approccio non settario ai nostri tempi
Ahimè, in tempi come questi, in un'era di cinque deterioramenti, molti dei grandi esseri illuminati sono scomparsi e il mondo intero è pieno di persone come me che dicono sciocchezze. Oggigiorno, i semi dèi ridono di gioia e gli dèi che favoriscono la virtù si sono ritirati lontano. Gli insegnamenti del Buddha sono diventati come semplici dipinti di lampade al burro. O guru compassionevoli, prendete nota di ciò! Coloro tra voi che hanno a cuore la propagazione e la conservazione degli insegnamenti del Buddha dovrebbero impegnarsi a fondo per abbandonare ogni ostacolo e comprendere i testi e le pratiche del Dharma, in modo da poterlo realizzare e insegnare voi stessi. Senza mai trascurare la decupla pratica costruttiva, fate ripetute richieste e offerte per costruire la vostra rete di forza positiva.
La comunità dei buddisti (sangha) dovrebbe essere amichevole, quindi abbandonate ogni discorso divisivo di settarismo. Non schieratevi e non dite che questa è la mia setta e quella è la sua. Non inventate contraddizioni negli insegnamenti (delle molte tradizioni del Buddha, perché non ce ne sono). Non sminuite il Dharma (dicendo che ci sono tali contraddizioni). Gli insegnamenti del Buddha sono vasti e profondi come l'oceano. Comprendete che tutti sono intesi come metodi per domare la vostra mente e praticateli sinceramente. Esteriormente siate pacifici e rilassati, con corpo, parola e mente sempre sotto controllo, e interiormente consapevoli di voi stessi, sempre attenti e vigili.
Come nel (decimo) sogno profetico del re Krikin (in cui diciotto persone laceravano un panno), il Buddhismo in India fu conteso dalle diciotto scuole hinayana e poi finì per declinare. Persino a nord, in Tibet, i semi del settarismo demoniaco sono stati seminati nelle (tradizioni mahayana di) Sakya, Ghelug, Kagyu e Nyingma. Le dispute settarie (non contribuiscono in alcun modo al Dharma ma) si limitano ad agitare e turbare le menti delle persone, causando grande confusione e incomprensione al riguardo. Sostenendo tali opinioni ostinate, rovinate sia questa che tutte le vite future, causando a voi stessi e agli altri le spiacevoli conseguenze (del negare il Dharma). Poiché non c'è alcun senso in tutto ciò, abbandonate completamente tali idee settarie e preservate gli insegnamenti del Buddha.
Il Buddha, che raggiunse uno stato di liberazione da ogni paura, dichiarò che i suoi insegnamenti non potevano essere distrutti da nessuno al di fuori di essi. Ad esempio, il corpo di un leone viene consumato dall'interno da vermi e insetti (ma nessun animale è in grado di ucciderlo dall'esterno). Allo stesso modo, gli insegnamenti del Buddha crolleranno solo a causa dei loro seguaci – questo è stato profetizzato nei sutra. Ricordando e tenendo sempre presente questo, allontanate questa distruzione interiore abbandonando e praticando ciò che è appropriato. I laici, a casa, dovrebbero fare offerte ai tre gioielli della direzione sicura e pensare solo al bene degli altri. Impegnarsi ad agire in modo costruttivo è l'unico modo per essere felici sia in questa vita che in tutte quelle future.
Conclusione: auspici e colophon
Per quanto mi riguarda, sono ormai vicino alla morte e sperimento le sofferenze della vecchiaia. Tutto ciò che posso fare è esprimere desideri buoni e puri per la preservazione del Dharma del Buddha. Sebbene non abbia poteri o capacità per beneficiare direttamente gli insegnamenti, prego sempre con fervore per la propagazione del Dharma.
Possano i piedi di Sua Santità il quattordicesimo Dalai Lama, Tenzin Gyatso, fonte di ogni felicità e beneficio per il Tibet, la Terra delle Nevi, essere saldamente piantati per una vita lunga e fruttuosa. Possano la durata della vita, le opere e le azioni costruttive di tutti i grandi guru e maestri – i Pancen Lama Buddha Amitabha, i Gyalua Karmapa, i Sakyapa Manjushri e tutti gli altri – aumentare sempre. Possano i capi di stato, i ministri e il popolo della nobile terra dell'India essere felici e prosperi come agli albori di quest'era. Possano gli insegnamenti del Buddha fiorire ancora una volta. Possa il suono del grande tamburo del Dharma del Tripitaka risuonare in tutto l'universo fino al più alto regno celeste e possa ogni cosa essere di buon auspicio.
Quest'opera, intitolata Aprire la porta del Dharma: una breve spiegazione dell'essenza dei numerosi veicoli del Buddha, è stata composta in fretta con puri desideri e buoni pensieri, su richiesta del funzionario politico del Sikkim, da colui che porta un nome tulku tibetano, Jamyang Khyentse, ma che in realtà è il piuttosto ignorante Ciokyi Lodro. Che la forza positiva di quest'opera possa giovare agli insegnamenti del Buddha e a tutti gli esseri limitati.