Origini e fonti della tradizione testuale Lam-rim
Gli stadi graduali del sentiero (lam-rim) delineano un percorso di addestramento che conduce al raggiungimento di stati di rinascita migliori, poi alla liberazione da ogni sofferenza e problema, e infine alla piena illuminazione, uno stato di totale lucidità mentale e piena evoluzione con la capacità di aiutare tutti gli esseri nel modo più efficace.
Un simile sentiero fu presentato dal Buddha Shakyamuni nei Prajnaparamita sutra (Shes-rab-kyi pha-rol-tu phyin-pa’i mdo, Prajñāpāramitā Sūtra, Sutra della perfezione della saggezza) e ulteriormente elaborato da Maitreya (rGyal-ba Byams-pa) in Filigrana di realizzazioni (mNgon-rtogs rgyan, sanscr. Abhisamayālaṃkāra).
Fu inizialmente organizzato in tre fasi progressive principali e gli fu dato il nome di "lam-rim" a metà dell'XI secolo da Atisha (Jo-bo rje dPal-ldan A-ti-sha) (982–1054) in Lampada per il sentiero dell'illuminazione (Byang-chub lam-gyi sgron-ma, sanscr. Bodhipathapradīpa). I suoi argomenti sono tradizionalmente spiegati in termini del sistema Prasanghika-Madhyamaka. Trasmettendo questi insegnamenti dall'India al Tibet, Atisha compilò anche (Auto)Commentario sui punti difficili di Lampada per il sentiero dell'illuminazione(Byang-chub lam-gyi sgron-me’i dka’-’grel, sanscr. Bodhipathapradīpavṛtti).
Gli stadi graduali del sentiero si trovano non solo nella tradizione Kadam, da lui discendente, ma anche in tutte le altre principali tradizioni del Buddhismo fiorite in Tibet. Quasi ogni grande maestro ha composto un testo, interamente o parzialmente, su questo argomento. Esso fornisce il fondamento e il contesto per tutte le pratiche e le misure preventive che sono state insegnate. Tutti i tantra presuppongono un addestramento preparatorio comune con questi sentieri mentali.
Nella tradizione Kagyu, il testo principale su questo argomento è Il gioiello ornamento della liberazione (Thar-pa rin-po-che’i rgyan) di Gampopa (sGam-po-pa bSod-nams rin-chen) (1079–1153). Gampopa combinò gli insegnamenti del lignaggio della tradizione Kadam con quelli sul mahamudra, che aveva ricevuto da Milarepa (rJe-btsun Mi-la Ras-pa bZhad-pa’i rdo-rje) (1040–1123). Il suo testo, scritto a metà del XII secolo, è organizzato sulla base di una discussione iniziale sulla natura di Buddha, la fonte dell'illuminazione in ogni essere. Ciò è in accordo con la tradizione del Continuum sublime di Maitreya (rGyud bla-ma, sanscr. Uttaratantra).
Il maestro indiano Virupa (Bir-wa-pa) (VII secolo), abate dell'università monastica di Nalanda, compose Strofe vajra sui sentieri e i loro risultati (Lam-’bras rdo-rje tshig-rkang, sanscr. Mārgaphala Vajragāthā). Questo divenne il testo base per le fasi della pratica del sutra combinata con la pratica tantrica di Hevajra (Kyai rdo-rje). Presenta in particolare la visione dell'inseparabilità di samsara e nirvana (’khor-’das dbyer-med lta-ba).
Testi di lam-rim composti dai maestri tibetani
Testi non ghelug
Tre lignaggi dei sentieri e i loro risultati (lam-’bras, sanscr. mārgaphala, lamdre) si sono evoluti e sono stati ricombinati in Tibet a metà del XII secolo da Sacen Kunga Nyingpo (Sa-chen Kun-dga’ snying-po) (1092–1158) della tradizione Sakya. Questo maestro scrisse Separarsi dai quattro attaccamenti (Zhen-pa bzhi-bral), basandosi su una visione pura che ricevette della figura del Buddha Manjushri. I quattro attaccamenti sono:
- a questa vita
- alla rinascita samsarica in uno qualsiasi dei tre regni
- ai propri scopi egoistici
- alla vera esistenza non imputata.
Quest'opera, fin dall'inizio, sottolinea l'importanza dell'ascolto, della riflessione e della meditazione sulle istruzioni.
Testi successivi della tradizione Sakya sulle diverse fasi del sentiero espandono questi due testi fondamentali di Virupa e Sacen Kunga Nyingpo, ad esempio Chiave per i punti profondi essenziali: note sull'addestramento all'atteggiamento "Separarsi dai quattro attaccamenti" (Blo-sbyong zhen-pa bzhi-bral-gyi khrid-yig zab-mo gnad-kyi lde’u-mig), scritto alla fine del XV secolo da Gorampa (Go-bo rab-’byams-pa bSod-nams seng-ge) (1429–1489), un eminente discepolo dell'erudito Ngorcen Kunga Zangpo (Ngor-chen Kun-dga’ bzang-po) (1382–1456).
Gli stadi del sentiero occupano un posto di rilievo nelle opere dei maestri della tradizione Nyingma, come in Tre cicli per alleviare la stanchezza della mente (Ngal-gso skor-gsum) di Longcenpa (1308–1363). Anche in Preziosa ghirlanda per i quattro temi (di Gampopa) (Chos-bzhi rin-po-che’i phreng-ba), Longcenpa discute gli stadi del sentiero in termini dei nove veicoli della mente, ma questa volta organizzati secondo i quattro temi di Gampopa (dvags-po chos-bzhi). Come nel suo testo precedente, la presentazione è nel contesto della pratica tantrica che culmina nello dzogcen. I quattro temi di Gampopa sono:
- che il Dharma funzioni come Dharma
- che il Dharma funzioni come menti del sentiero
- che la menti del sentiero eliminino la confusione
- che la confusione sorga come profonda consapevolezza.
Questi quattro rappresentano un altro modo di discutere su come distaccarsi dai quattro attaccamenti, come elaborato nella tradizione Sakya.
Il testo principale della tradizione Nyingma equivalente al lam-rim è Istruzioni personali del mio guru assolutamente eccellente (Kun-bzang bla-ma’i zhal- lung, Le parole del mio maestro perfetto) di Dza Patrul (rDza dPal-sprul O-rgyan ’jigs-med chos-kyi dbang-po) (1808–1887). È presentato come un preludio agli Insegnamenti dell'essenza del cuore di Longcenpa (Klong-chen sNying-thig, Longcen Nyingtig) e include le pratiche preparatorie non comuni per la pratica tantrica, così come presentate nel testo di Longcenpa.
Testi ghelug anteriori
Nella tradizione Ghelug, che ha riunificato i tre lignaggi della tradizione Kadam di Atisha, esistono otto testi principali di lam-rim (lam-rim khrid-chen brgyad). Tre di questi furono composti alla fine del XIV secolo da Tsongkhapa (Tsong-kha-pa Blo-bzang grags-pa) (1357–1419), ovvero:
[1] Vasta presentazione degli stadi graduali del sentiero (Lam-rim chen-mo)
[2] Breve presentazione degli stadi graduali del sentiero (Lam-rim chung-ngu, Presentazione di media lunghezza degli stadi graduali del sentiero)
[3] Punti abbreviati del sentiero graduale (Lam-rim bsdus-don).
Questi seguono la tradizione di ghesce Potoua (dGe-bshes Po-to-ba Rin-chen-gsal) (1027–1105) nello strutturare il corso graduale nel contesto di un impegno totale verso il proprio mentore spirituale. Tsongkhapa sottolinea anche l'importanza di riconoscere l'oggetto da negare quando si medita sulla vacuità. La Vasta presentazione offre più riferimenti scritturali, spiegazioni elaborate e dettagli rispetto a Breve presentazione, mentre i suoi Punti abbreviati sono un riassunto in versi dei punti principali.
[4] Il terzo Dalai Lama (rGyal-dbang bSod-nams rgya-mtsho) (1543–1588) scrisse Oro raffinato (Lam-rim gser zhun-ma) come breve commento ai Punti abbreviati di Tsongkhapa.
[5] Il quinto Dalai Lama (rGyal-mchog lnga-pa chen-po Ngag-dbang blo-bzang rgya-mtsho) (1617–1682) scrisse Istruzioni personali da Manjushri (Lam-rim ’jam-dpal zhal-lung), presentando modi pratici per riflettere sugli stadi del sentiero, tecniche per meditare su di esse, nonché altri aiuti come le visualizzazioni. Entrambi questi testi trattano il materiale esclusivamente in termini di sutra.
[6] Il primo Pancen Lama (Pan-chen Blo-bzang chos-kyi rgyal-mtshan) (1569–1662), tutore del quinto Dalai Lama, compose Sentiero beato (Lam-rim bde-lam). Sebbene quest'opera breve includa uno schema, è fondamentalmente un testo da recitare durante la meditazione sulle tappe del sentiero. Dopo ogni punto, vengono fatte richieste di ispirazione ai maestri spirituali per ottenere la realizzazione di questi sentieri. Il testo contiene poche citazioni.
[7] In Sentiero veloce (Lam-rim myur-lam), il secondo Pancen Lama (Pan-chen Blo-bzang ye-shes) (1663–1737) completa ed espande il testo del suo predecessore con citazioni scritturali e diversi aneddoti. La sezione sullo sviluppo della concentrazione assorbita (ting-nge-’dzin, sanscr. samādhi) e di uno stato mentale calmo e stabile (zhi-gnas, sanscr. śamatha, calma dimorante) si basa sulle tecniche presenti nel Testo radice per mahamudra (Phyag-chen rtsa-ba) del primo Pancen Lama, che combina i metodi del mahamudra della tradizione Kagyu con i modi di comprendere la vacuità come presentati da Tsongkhapa e dalla tradizione Ghelug. Entrambi i testi sul lam-rim dei primi due Pancen Lama forniscono tecniche di visualizzazione specifiche della pratica tantrica, e quest'ultimo testo contiene numerose citazioni e riferimenti ai sutra su questi argomenti.
[8] L'ottavo testo lam-rim più importante nella tradizione Ghelug è Essenza del consiglio eloquente (Lam-rim legs-gsung nying-khu) di Nauang Dragpa da Dagpo (Dvags-po Ngag-dbang grags-pa), scritto in un periodo imprecisato tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo.
Testi ghelug successivi
A seguire troviamo Liberazione nel palmo della tua mano (rNam-grol lag-bcangs) di Pabongka Rinpoce (Pha-bon-kha-pa Byams-pa bstan-’dzin ’phrin-las rgya-mtsho) (1878–1943). Fu compilato dal suo discepolo, Kyabje Trijang Rinpoce (Khri-byang Blo-bzang ye-shes bstan-’dzin rgya-mtsho) (1901–1981), il defunto tutore junior di Sua Santità il quattordicesimo Dalai Lama (rGyal-dbang bsTan-’dzin rgya-mtsho) (nato nel 1935). Si basa principalmente su un discorso tenuto nel 1921 nel ritiro montano di Ciuzang, sopra l'università monastica di Sera vicino a Lhasa, in Tibet.
- Questo discorso fondamentale di Pabongka è una spiegazione combinata del Sentiero veloce del secondo Pancen Lama e dei lignaggi vasto centrale (rgyas-pa dbus-brgyud) e abbreviato meridionale (bsdus-pa’i lho-brgyud) di Istruzioni personali da Manjushri del quinto Dalai Lama.
- La spiegazione delle pratiche preparatorie è in accordo a Testo rituale delle pratiche preparatorie (Byang-chub lam-gyi-rim-pa’i dmar-khrid myur-lam-gyi sngon-’gro’i ngag-’don-gyi rim-pa khyer bde-bklag chog bskal-bzang mgrin-rgyan, sByor-chos, Jorcho, Lam-rim puja), un rituale di offerta in concomitanza con il testo del secondo Pancen Lama, scritto dal guru radice di Pabongka, Dagpo Jampel Lhundrub (Dvags-po Blo-bzang ’Jam-dpal lhun-grub) (XIX secolo).
- Nella sezione sullo sviluppo di bodhicitta, viene aggiunta una spiegazione a Addestramento all'atteggiamento in sette punti (Blo-sbyong don-bdun-ma) del ghesce kadampa Cekaua (dGe-bshes mChad-kha-ba) (1101–1175).
- Precedenti per la combinazione del lam-rim con questi sette punti sono Addestramento all'atteggiamento come i raggi del sole (Blo-sbyong nyi-ma’i ’od-zer) del discepolo di Tsongkhapa Namkapel (Hor-ston Nam-mkha’ dpal-bzang) (XV secolo) e Lama Chopa (Bla-ma mchod-pa, Guru Puja) del primo Pancen Lama.
Liberazione nel palmo della tua mano ha molto in comune con Sole che fa risplendere raggi di luce di bontà positiva (Byang-chub bde-lam-gyi khrid-dmigs skyong-tshul shin-tu gsal-bar bkod-pa dge-legs ’od-snang ’gyed-pa’i nyin-byed, Zhwa-dmar lam-rim), un commentario a Sentiero veloce del secondo Pancen Lama scritto nel 1889 da Zhamar di Amdo (A-mdo Zhwa-dmar dGe-’dun bstan-’dzin rgya-mtsho) (1852–1912), un maestro del tredicesimo Dalai Lama (rGyal-dbang Thub-bstan rgya-mtsho) (1876–1933). Entrambi seguono in gran parte la struttura del testo del secondo Pancen Lama e presentano in modo simile il modo per sviluppare uno stato mentale eccezionalmente percettivo (lhag-mthong, sanscr. vipaśyanā). A differenza della tradizione del secondo Pancen Lama, tuttavia, Pabongka non fa riferimento ai metodi mahamudra per raggiungere uno stato mentale calmo e sereno.
Quando Pabongka pronunciò il suo discorso, Dongkong Rinpoce prese appunti (Rva-stod Brag-g.yab gDong-kong Rin-po-che). In seguito, incoraggiato da molti, Kyabje Trijang Rinpoce li utilizzò come base per la preparazione di Liberazione nel palmo della tua mano, che completò nel 1957. Confrontando questi appunti con quelli presi da altri e con altri discorsi che Pabongka aveva tenuto su argomenti simili, scelse il materiale appropriato da includere e ricostruì alcune parti laddove necessario. Kyabje Trijang Rinpoce mostrò la sua bozza ad altri, la ponderò a lungo ed eliminò ciò che non era in accordo con le parole o il modo di spiegare del suo maestro. Aggiunse molte delle istruzioni guida di Pabongka, che non erano presenti negli appunti originali, e anche citazioni che Pabongka aveva fatto del suo guru radice, Dagpo Jampel Lhundrub.
Un precedente per questo tipo di raccolta è Note di consiglio (dMar-khrid thams-cad mkhyen-par bgrod-pa’i myur-lam bzhin-khrid skyong-ba-la nye-bar mkho-ba’i zhal-shes ’ga’-zhig-gi brjed-thog) in cui Lozang Togme (rGyal-rong Chos-mdzad Blo-bzang thogs-med) presenta appunti rielaborati dei discorsi del suo mentore spirituale Purciog Nauang Jampa sul Sentiero veloce del secondo Pancen Lama. Purciog (Phur-cog Ngag-dbang byams-pa rgya-mtsho) (1682–1762) era un discepolo del secondo Pancen Lama e cita spesso le istruzioni guida del suo guru radice Drubkhang Gheleg Gyatso (sGrub-khang dGe-legs rgya-mtsho) (1641–1713).
È una caratteristica comune della maggior parte dei testi sulle diverse fasi del percorso, in ciascuna delle tradizioni tibetane, citare i sutra e i commentatori indiani successivi per suffragare vari punti. Esempi di ciò in India sono:
- Antologia dei sutra di Nagarjuna (mGon-po Klu-sgrub) (ca. 150–250 d.C.) (mDo kun-las btus-pa, sanscr. Sūtrasamuccaya)
- Compendio degli addestramenti di Shantideva (Zhi-ba lha) (ottavo secolo) (bsLab-btus, sanscr. Śikṣāsamuccaya)
- (Auto)commento sui punti difficili di Lampada sul sentiero dell'illuminazione di Atisha.
In Il gioiello ornamento della liberazione, Gampopa cita Atisha e altre fonti indiane, mentre in Vasta presentazione Tsongkhapa cita anche molti detti dei ghesce kadampa. Si avvale di fonti quali:
- Insegnamenti mediante l’esempio di Potoua (Po-to-ba’i dpe-chos)
- Detti vari della tradizione Kadam (bKa’-gdams gsung thor-bu) compilati da Tsunpa Cegom (bTsun-pa lce-sgom)
- Libro blu (Be’u-bum sngon-po) del discepolo di Potoua, ghesce Dolpa (dGe-bshes Dol-pa dMar zhur-pa Shes-rab rgya-mtsho) (1059–1131).
In Vasta presentazione Tsongkhapa riporta anche esempi tratti dalle biografie di maestri precedenti e fa riferimento o narra brevemente diversi aneddoti classici. Questa caratteristica si ritrova in una certa misura anche in Sentiero veloce del secondo Pancen Lama e in Sole che fa risplendere raggi di luce di Zhamar. Tuttavia, riveste un ruolo di primo piano in Liberazione nel palmo della tua mano di Pabongka. Una buona percentuale delle citazioni e degli esempi presenti in quest'ultimo testo, in particolare quelli tratti da fonti indiane e dai ghesce kadampa, si ritrovano anche in Vasta presentazione, mentre altri sono presenti esclusivamente nell'uno o nell'altro. Esiste un corpus di base di citazioni e aneddoti standard, che viene ripetuto in misura variabile nella maggior parte dei testi di lam-rim. Liberazione nel palmo della tua mano, tuttavia, cita anche altri autori e opere tibetane non citati nei precedenti testi principali.
Antologia di consigli eloquenti
Antologia di consigli eloquenti sugli stadi graduali del sentiero (Lam-rim legs-gsung kun-btus) è stata compilata dal presente curatore, il dott. Alexander Berzin, a partire dai discorsi lam-rim pronunciati in tibetano da ghesce Nauang Dhargye (dGe-bshes Ngag-dbang dar-rgyas) (1925–1995), discepolo di Kyabje Trijang Rinpoce.
Esistono quattro tipi di discorso (khrid).
- In una lezione esplicativa (bshad-khrid) l'insegnante analizza un testo parola per parola.
- Un discorso rivelatore (dmar-khrid) è paragonato a un chirurgo che apre un corpo per mostrare le viscere a un gruppo di studenti di medicina. Allo stesso modo, il mentore spirituale usa istruzioni guida per rendere accessibili gli insegnamenti e rivelarne l'essenza.
- Un discorso esperienziale (nyams-khrid) è formulato in termini di intuizione personale dell'insegnante.
- In un discorso con feedback (myong-khrid), i discepoli esplorano ogni punto individualmente e ne riferiscono prima che venga insegnato il successivo.
Nel suo testo, ghesce Dhargye presenta un discorso esperienziale basato principalmente su Liberazione nel palmo della tua mano di Pabongka, ma che combina anche alcuni elementi tratti da Vasta presentazione di Tsongkhapa, elementi che non si ritrovano in comune nel testo precedente. Molte istruzioni guida provengono dal suo guru principale, Kyabje Trijang Rinpoce.
Lo schema che segue si basa, con lievi variazioni, su quello di Liberazione nel palmo della tua mano. La sua struttura fondamentale è in accordo con lo stile di discorso di Vikramashila. Durante il primo millennio dell'era volgare, le grandi università monastiche indiane di Nalanda e Vikramashila avevano i loro stili di discorso tradizionali. I maestri della prima iniziavano spiegando tre purezze:
- la purezza delle parole dell'insegnante
- la purezza del continuum mentale del discepolo
- la purezza del Dharma da indicare.
Le opere di quest'ultimo tipo iniziavano con le qualità preminenti dei compilatori e del particolare insegnamento del Dharma da impartire, nonché con il modo in cui esso doveva essere studiato e insegnato. Sia Tsongkhapa che Pabongka hanno seguito lo stile di Vikramashila nell'organizzazione dei loro schemi, e questa presentazione ne segue l'esempio.
Il testo di ghesce Dhargye inizia, così come Liberazione nel palmo della tua mano, con una breve panoramica dell'intero sentiero, suddiviso in diverse fasi. Questo serve a predisporre la motivazione prima di iniziare. Dagpo Jampel Lhundrub ha spiegato che si tratta di una delle caratteristiche peculiari della tradizione Ghelug, derivante da Tsongkhapa: un maestro deve iniziare qualsiasi discorso spirituale guidando i discepoli attraverso le fasi appropriate e complete, al fine di accrescere la loro motivazione. Non è sufficiente iniziare con un semplice verso di preghiera, ma va ripercorso brevemente l'intero sentiero. Ciò lascia un'impressione più profonda sul pubblico, che avrà una motivazione forte e adeguata per tutta la durata dell'insegnamento, traendone così il massimo beneficio.
Il testo è scritto in uno stile colloquiale e informale, come Liberazione nel palmo della tua mano di Pabongka. A differenza di quest'ultimo testo, tuttavia, le pratiche preparatorie sono presentate in una forma molto semplificata, pensata per i principianti, e non viene illustrato l'addestramento all'atteggiamento in sette punti. Analogamente a Oro raffinato del terzo Dalai Lama, è incluso l'intero testo dei Punti abbreviati del sentiero graduale di Tsongkhapa, con ogni verso nella sua sezione appropriata. Molte delle citazioni riportate si trovano anche nei testi standard del lam-rim, ma ghesce Dhargye attinge anche a una gamma di fonti molto più ampia di quelle solitamente citate.
Tre cicli di trasmissione del Dharma
Nell'India settentrionale, più di duemila e mezzo anni fa, Buddha Shakyamuni fece scorrere tre cicli di trasmissione del Dharma (chos-skor gsum, sanscr. tridharmacakra).
- Il primo ebbe luogo nel parco dei cervi a Varanasi, l'odierna Sarnath. Lì, ai suoi primi cinque discepoli, impartì il Sutra della ruota del Dharma (Chos-kyi ’khor-lo’i mdo, sanscr. Dharmacakra Sūtra), nel quale introdusse le quattro nobili verità, ovvero i quattro fatti considerati veri dagli arya.
- Insegnò il secondo ciclo presso il Picco dell'avvoltoio, vicino alla città reale di Rajagriha, l'odierna Rajgir, pronunciando il Sutra sulla consapevolezza discriminante di ampia portata (Sher-phyin mdo, sanscr. Prajñāpāramitā Sūtra).
- Il terzo fu impartito a Vaishali con il settimo capitolo del Sutra che svela ciò che è inteso (dGongs-pa nges-par ’grel-ba’i mdo, sanscr. Saṃdhinirmocana Sūtra).
Questi tre cicli di trasmissione costituiscono un sistema di classificazione valido solo per i sutra, che furono poi trascritti e codificati nei Tre canestri (sDe-snod gsum, sanscr. Tripiṭaka). Non includono i tantra che, sebbene siano stati trasmessi contemporaneamente al secondo ciclo di trasmissione, non sono inclusi in tale categoria.
Nell'opera Essenza dell'eccellente spiegazione dei significati interpretabili e definitivi (Drang-nges legs-bshad snying-po, ed. Sarnath, 87), Tsongkhapa ha affermato che, sebbene i tre cicli di trasmissione siano stati avviati in una certa sequenza temporale, i passaggi specifici delle parole del Buddha devono essere assegnati ai tre cicli esclusivamente in base al loro contenuto. Le affermazioni dirette e indirette del Buddha secondo cui tutti i fenomeni sono realmente stabiliti costituiscono il primo ciclo di trasmissione, quelle che affermano che niente esiste in tal modo costituiscono il secondo, mentre quelle che affermano che alcuni esistono in tal modo e altri no costituiscono il terzo. Pertanto, il Buddha presentò i sistemi filosofici Vaibhashika e Sautrantika nel suo primo ciclo di trasmissione, il Madhyamaka nel secondo e il Cittamatra nel terzo.
Con questi tre cicli di trasmissione del Dharma, Buddha Shakyamuni spiegò 84.000 misure da adottare per prevenire ed eliminare ogni sofferenza e per raggiungere i due obiettivi spirituali desiderabili: una rinascita superiore come essere umano o come essere divino, oppure la bontà definitiva della liberazione dalla nostra sofferenza o della piena illuminazione, uno stato di perfetta e totale evoluzione, grazie al quale possiamo contribuire a liberare anche tutti gli altri.
Questi due stati superlativi includono tre stati purificati (byang-chub gsum, sanscr. tribodhi, tre stati di perfezione):
- diventare uno shravaka arhat che ha superato i nemici interni e ha ottenuto il nirvana, la liberazione dai problemi
- diventare un pratyekabuddha arhat che ha ugualmente superato e ottenuto tanto
- quello più elevato è diventare qualcuno che ha superato e ottenuto tutto, un Buddha.
I primi due livelli si raggiungono attraverso i principi dell'Hinayana, mentre l'ultimo attraverso quelli del Mahayana.
I lignaggi esteso e profondo
Pertanto, gli 84.000 insegnamenti del Buddha abbracciano molti approcci e mezzi diversi. Sebbene non vi sia alcuna differenza di qualità tra di essi, i metodi più efficaci per raggiungere la meta suprema si trovano nel secondo ciclo di trasmissione. Lì, nei vari Prajnaparamita sutra, il Buddha spiegò direttamente la profonda visione della vacuità e indicò indirettamente l'ampia condotta da seguire con la bodhicitta, un cuore totalmente dedicato agli altri e al più alto livello di crescita purificata. Poiché la consapevolezza della realtà dà origine all'illuminazione, questi sutra sono anche conosciuti come Madre del Trionfante (rGyal ba’i yum).
I Prajnaparamita sutra sono conservati in tre principali recensioni:
- Centomila (Shes-rab-kyi pha-rol-tu phyin-pa stong-phrag brgya-pa’i mdo, sanscr. Śatasāhasrikā Prajñāpāramitā Sūtra)
- Venticinquemila (Shes-rab-kyi pha-rol-tu phyin-pa stong-phrag nyi-shu lnga-pa dum-bu dang-po, sanscr. Pañcaviṃśatisāhasrikā Prajñāpāramitā Sūtra)
- Ottomila strofe (’Phags-pa brgyad stong-pa, sanscr. Aṣṭasāhasrikā Prajñāpāramitā Sūtra).
Sebbene la versione intermedia abbia 20.000 strofe nella traduzione tibetana e 25.000 nell'originale sanscrito, la discrepanza risiede unicamente nel sistema di conteggio e non nel contenuto.
Due lignaggi, quello estenso e quello profondo, si svilupparono e furono trasmessi attraverso i principali figli spirituali del Buddha, i bodhisattva Maitreya e Manjushri rispettivamente. Entrambi includono insegnamenti riguardanti la vasta condotta e la visione profonda, e differiscono solo per l’enfasi datavi. Il lignaggio vasto fu chiarito e propagato da Asanga (’Phags-pa Thogs-med) (IV o V secolo) e quello profondo da Nagarjuna (mGon-po Klu-sgrub) (circa 150-250 d.C.), entrambi noti come i grandi pionieri della tradizione Mahayana (shing-rta chen-po gnyis, sanscr. mahāratha, due grandi aurighi).
Dopo molte generazioni di maestri eccezionali, questi due temi furono riunificati all'inizio dell'XI secolo e portati in Tibet da Atisha. Egli ricevette l'ampio lignaggio di Maitreya e Asanga da Serlingpa (gSer-gling-pa Chos-kyi blo-gros, sanscr. Suvarṇadvīpa Dharmapāla), mentre il profondo lignaggio di Manjushri e Nagarjuna lo ottenne da Avadhutipa (Rigs-pa’i khu-byug chung-ba, Sangs-rgyas dgongs-skyong, Vidyakokila il Giovane).
Il lignaggio esteso passò dal Buddha Shakyamuni a Maitreya, poi a:
- Asanga
- Suo fratello Vasubandhu (dByig-gnyen) (IV o V secolo)
- Vimuktisena (rNam-grol sde) (VI secolo)
- Vimuktisenagomin (bTsun-pa rnam-grol sde)
- Paramasena (mChog-sde)
- Vinitasena (Dul-ba’i sde)
- Shantarakshita (Zhi-ba ’tsho) (metà dell'VIII secolo)
- Haribhadra (Seng-ge bzang-po) (fine VIII secolo)
- Kusali il vecchio (Ku-sa-li che-ba, Rin-chen bzang-po, Ratnabhadra)
- Maitriyogi (Byams-pa rnal-’byor, Ratnasena, Kusali il giovane)
- Serlingpa
- Atisha
Il lignaggio profondo passò dal Buddha Shakyamuni a Manjushri, poi a:
- Nagarjuna (Klu-grub)
- Chandrakirti (Zla-ba grags-pa) (VI secolo)
- Vidyakokila il vecchio (Rig-pa’i khu-byug che-ba)
- Avadhutipa
- Atisha
Atisha e la tradizione Kadam
Atisha organizzò e compilò tutti gli insegnamenti presenti in questi lignaggi in un breve testo, Lampada per il cammino verso l'illuminazione, il prototipo di tutti i testi su lam-rim, gli stadi graduali del sentiero.
La tradizione Kadam si sviluppò in Tibet a partire da Atisha e dal suo principale discepolo Dromtonpa (’Brom-ston rGyal-ba’i ’byung-gnas) (1004–1064). Essa presenta tre principali lignaggi:
- il lignaggio delle spiegazioni testuali (bKa’-gdams gzhung-pa-ba)
- il lignaggio degli insegnamenti della quintessenza (bKa’-gdams man-ngag-pa)
- il lignaggio del lam-rim (bKa’-gdams lam-rim -pa).
Inoltre, esiste una quarta linea di trasmissione degli insegnamenti orali registrati nel Libro del Kadam (bKa’-gdams glegs-bam), composta dagli Insegnamenti del padre (Pha-chos-kyi skor) e dagli Insegnamenti del figlio (Bu-chos-ky skor).
Questi furono trasmessi dai tre fratelli della tradizione Kadam (bKa’-gdams sku-mched gsum):
- Potoua (dGe-bshes Po-to-ba Rin-chen gsal) (1031–1105) – il lignaggio delle spiegazioni testuali
- Cengaua (dGe-bshes sPyan-snga-ba Tshul-khrims ’bar) (1033–1103) - il lignaggio degli insegnamenti della quintessenza
- Phuchungua (dGe-bshes Phu-chung-ba gZhon-nu rgyal-mtshan) (1031–1106) – il lignaggio degli insegnamenti orali riportati nel Libro del Kadam.
Inoltre, il lignaggio del lam-rim fu trasmesso da Gonpaua (dGon-pa-ba dBang-phyug rgyal-mtshan) (1016–1082).
I sei testi studiati dalla tradizione di interpretazione testuale kadam sono stati:
- Stadi della mente shravaka (ascoltatore) (Nyan-sa, sanscr. Śrāvakabhūmi) di Asanga
- Filigrana per i sutra mahayana (mDo-sde rgyan, sanscr. Mahāyāna Sūtrālamkāra) di Maitreya
- Compendio di insegnamenti (bsLab-btus, sanscr. Śikṣā Samuccaya) di Shantideva
- Impegnarsi nella condotta del bodhisattva (sPyod-’jug, sanscr. Bodhicaryāvatāra) di Shantideva
- Rosario di resoconti delle vite precedenti (sKyes-rabs ’phreng-ba, sanscr. Jātakamālā) di Aryashura (sLob-dpon dPa’-bo) (II secolo)
- Strofe speciali raggruppate per argomento (Ced-du brjod-pa’i tshoms, sanscr. Udānavarga, Il Dhammapada tibetano).
Tsongkhapa e i suoi insegnamenti di Lam-rim
I tre lignaggi kadam furono riunificati alla fine del XIV secolo da Tsongkhapa, che compose Vasta presentazione degli stadi graduali del sentiero. Ricevette il primo di questi tre da Ciokyob Zangpo (Grva-’khor mkhan-chen Chos-skyob bzang-po), un dotto maestro della tradizione Kagyu, e gli ultimi due da Namkha Gyeltsen (lHo-brag Nam-mkha’ rgyal-mtshan) (1326–1401) della tradizione Nyingma.
Potoua trasmise la tradizione delle spiegazioni testuali a Sharaua (dGe-bshes Sha-ra-ba) (1070–1130), da cui passò a:
- Cekaua (dGe-bshes mChad-kha-ba) (1101–1175)
- Cilbupa (sPyil-bu-pa Chos-kyi rgyal-mtshan) (1121–1189)
- Lhalung Wangciug (lHa-lung dbang-phyug) (1158–1232)
- Gonpo Rinpoce (mGon-po Rin-po-che)
- Zangcenpa (Zang-chen-pa)
- Tsonaua (mTsho-sna-ba Shes-rab bzang-po) (XIII secolo)
- Mondrapa (Mon grva-pa)
- Ciokyob Zangpo
- Tsongkhapa.
La tradizione degli insegnamenti della quintessenza fu trasmessa da Cengaua a Jayulua (dGe-bshes Bya-yul-ba gZhon-nu ’od) (1075–1138), poi a:
- Gyergampa (dGe-bshes dGyer-sgam-pa gZhon-nu grags) (1090–1171)
- Sanggye Wonton (Sangs-rgyas dbon-ston Rin-po-che) (1138-1210)
- Namkha Gyelpo (mKhan-chen Nam-mkha’ rgyal-po)
- Sengge Zangpo (mKhan-chen Seng-ge bzang-po)
- Togme Zangpo (rGyal-sras Thogs-med bzang-po) (1245–1369)
- Namkha Gyeltsen
- Tsongkhapa.
La tradizione del lam-rim andò da Gonpaua a Neuzurpa (dGe-bshes sNe’u zur-pa Ye-shes ’bar) (1062–1138),
- Thagmapa (dGe-bshes Thag-ma-pa)
- Namkha Sengge (lHo-brag Nam-mkha’ seng-ge)
- Namkha Gyelpo, da cui passò, ricombinandosi con la tradizione degli insegnamenti della quintessenza, attraverso lo stesso lignaggio sopra menzionato fino a Tsongkhapa.
Tsongkhapa ha reso omaggio ad alcune di queste figure eccezionali nella sua opera Punti abbreviati del sentiero graduale:
(1) (Inchinando) il capo, mi prostro a te, il più importante del clan dei shakya: il tuo corpo nasce con una moltitudine di segni splendidi, costruttivi ed eccellenti; la tua parola esaudisce i desideri di innumerevoli esseri erranti; la tua mente vede tutte le cose conoscibili così come sono.
(2) Mi prostro a voi, Maitreya e Manjushri, supremi figli spirituali di quel maestro senza pari: accettando il mantello (per mettere in atto) l'intero insieme delle azioni dei Trionfanti, voi mostrate emanazioni in innumerevoli mondi.
(3) Ai vostri piedi mi prostro, Nagarjuna e Asanga, celebrati in tutti i tre regni come (gemme) che adornano il continente meridionale: avete commentato il più difficile da comprendere (Prajnaparamita), Madre del Trionfante, in accordo con il suo significato inteso.
I “tre regni” si riferiscono o al regno sotterraneo (sa-’og), al regno di superficie (sa-steng) e al regno aereo (sa-bla) o ai tre piani dell'esistenza (khams-gsum, sanscr. tridhātu, tre regni), vale a dire il piano dei desideri sensoriali (’dod-khams, sanscr. kāmadhātu, regno dei desideri), quello delle forme eteree (gzugs-khams, sanscr. rūpadhātu, regno delle forme) e il piano degli esseri senza forma (gzugs-med khams, sanscr. arūpadhātu, regno senza forma).
Il "continente meridionale" si riferisce a Jambudvipa, l'isola della mela rosa, il mondo degli umani come li conosciamo comunemente. Il nome deriva dal fatto che su quest'isola-mondo crescono alberi di mela rosa sulle rive di un grande lago di montagna e la caduta dei loro frutti nell'acqua produce il suono "jambu", che significa mela rosa (Eugenia Jambolana, un albero che cresce fino a raggiungere dimensioni considerevoli e produce un piccolo frutto tondo con polpa viola che racchiude un nocciolo).
(4) Mi inchino a te, Dipamkara (Atisha), detentore di una fortuna di insegnamenti, che racchiudono in modo completo e senza errori i punti essenziali dei sentieri della visione profonda e della vasta condotta, in un eccellente lignaggio da questi due illustri pionieri.
(5) Con rispetto, mi prostro a voi, miei maestri spirituali, occhi capaci di contemplare tutte le infinite scritture, guado superlativo per i fortunati che lo attraversano per raggiungere la liberazione. Voi chiarite (ogni cosa), usando mezzi abili, mossi da amorevole sollecitudine.
Questi primi cinque versi compaiono anche come omaggio in Vasta presentazione degli stadi graduali del sentiero di Tsongkhapa.
(6) Gli stadi del sentiero verso l'illuminazione sono stati tramandati intatti attraverso le generazioni successive sia da Nagarjuna che da Asanga, i gioielli della corona di tutti i maestri eruditi del continente meridionale, e la cui fama sventola sopra le masse erranti. Poiché (seguendo le tappe) possono realizzare, senza eccezioni, gli scopi spirituali desiderati dei nove tipi di rinascita, esse costituiscono un re di preziosi insegnamenti che conferisce potere. Poiché raccolgono in sé i flussi di una miriade di eccellenti classici, comprendono anche un oceano di spiegazioni perfette e corrette a tutto tondo.
I “nove tipi di rinascita” derivano dal fatto che gli esseri di ciascuno dei tre piani di esistenza possono rinascere in ognuno di essi. Ad esempio, coloro che provengono dal piano dei desideri sensoriali possono rinascere nel piano dei desideri sensoriali, nel piano delle forme eteree o nel piano degli esseri senza forma.
Il “re che concede il potere” è un epiteto della gemma che esaudisce i desideri, un gioiello favoloso in grado di realizzare tutti i desideri terreni.
Ulteriore trasmissione degli insegnamenti di Tsongkhapa
A partire da Tsongkhapa, il lignaggio di questi insegnamenti del Dharma è continuato attraverso i maestri della tradizione Ghelug che da lui discende. Più recentemente è stato trasmesso da Dagpo Jampel Lhundrub a Pabongka Rinpoce, i cui discorsi su questi stadi graduali del sentiero sono stati raccolti in Liberazione nel palmo della tua mano dal mio impareggiabile maestro, Kyabje Trijang Rinpoce, il compianto tutore junior di Sua Santità il quattordicesimo Dalai Lama.
In particolare, Tsongkhapa trasmise le tre tradizioni Kadam ricombinate a Togden Jampel Gyatso (rTogs-ldan ’Jam-dpal rgya-mtsho) (1356–1428). La linea passò poi a Khedrub Je (mKhas-grub rJe dGe-legs dpal-bzang) (1385–1438),
- Baso Choje (Ba-so Chos-rje Chos-kyi rgyal-msthan) (1402–1475)
- Dharmavajra (Grub-chen Chos-kyi rdo-rje) (fine XV secolo)
- Ensapa (rGyal-ba dBen-sa-pa Blo-bzang don-grub) (nato nel 1445)
- Sanggye Yeshe (mKhas-grub Sangs-rgyas ye-shes) (1525–1591)
- Il primo Pancen Lama (Pan-chen Blo-bzang chos-kyi rgyal-mtshan) (1570–1662)
- Konciog Gyeltsen (rDo-rje ’dzin-pa dKon-mchog rgyal-mtshan) (1612–1687)
- Il secondo Pancen Lama (Pan-chen Blo-bzang ye-shes) (1663-1737)
- Lozang Nyendrag (Blo-bzang snyan-grags) (1718-1800)
- Gyatso Thaye (rGya-mtsho mtha’-yas)
- Il secondo Radreng Rinpoce (Blo-bzang ye-shes bstan-pa rab-rgyas) (1759–1815)
- Lodro Zangpo (bLo-gros bzang-po)
- Lozang Jinpa (Dvags-po Blo-bzang sbyin-pa)
- Kelzang Tendzin (Dvags-po bsKal-bzang bstan-’dzin)
- Tendzin Khedrub (Dvags-po bsTan-’dzin mkhas-grub)
- Dagpo Jampel Lhundrub
- Pabongka
- Kyabje Trijang Rinpoce.
Le biografie complete di questi maestri si possono trovare in tibetano in Biografie illuminanti dei maestri del lignaggio degli stadi graduali del sentiero (Byang-chub lam-gyi rim-pa’i bla ma brgyud-pa’i rnam-par thar-pa rgyal-bstan mdzes-pa’i rgyan-mchog phul-byung nor-bu’i phreng-ba) di Yeshey Gyeltsen (Yongs-’dzin dKa’-chen Ye-shes rgyal-mtshan) (1713–1793), tutore dell'ottavo Dalai Lama.