Mi è stato chiesto di insegnare le fasi del sentiero tantrico. Si tratta di un argomento estremamente intenso e complesso che richiede molto tempo. Vorrei spiegarlo in modo esaustivo ma è molto difficile. Pertanto, tratteremo forse solo il dieci percento dell'argomento. In particolare, non posso affermare di poterlo spiegare in modo ideale, perché ciò richiederebbe qualcuno che abbia raggiunto tutte le realizzazioni complete tuttavia, cercherò di spiegare ciò che so e di trattare i punti fondamentali per quanto mi è possibile. Mi baserò sul testo comunemente chiamato Gli stadi e i sentieri (tantrici) secondo la tradizione mongola (Sog-po sa-lam) – più precisamente, Presentazione degli stadi e dei sentieri delle quattro classi del grande tantra segreto che chiarisce i testi tantrici scritturali (gSang chen rgyud sde bzhi’i sa lam gyi rnam bzhag rgyud gzhung gsal byed) di Sogpo Nauang Palden Cioge (Sog-po Ngag-dbang dpal-ldan Chos-dge).
I cinque sentieri spirituali e le quattro classi del tantra
Ci sono cinque sentieri spirituali: accumulazione, applicazione, visione, meditazione e non più apprendimento. All'interno dell'Hinayana esiste il sentiero degli shravaka (gli uditori) e quello dei pratyekabuddha. Entrambi seguono gli stessi cinque sentieri. Allo stesso modo, nel veicolo della paramita si trovano gli stessi cinque sentieri. Oltre alla presentazione dei cinque sentieri del veicolo della perfezione mahayana vi è anche la presentazione dei dieci livelli mentali dei bodhisattva.
Esistono quattro classi di tantra: kriya tantra consiste principalmente in pratiche rituali, ciarya tantra consiste principalmente in pratiche comportamentali di devozione alle divinità, yoga tantra e anuttarayoga tantra. Ognuna di queste quattro presenta la stessa esposizione di questi cinque sentieri: dell'accumulazione, dell'applicazione, della visione, della meditazione e del non più apprendimento.
Purificazione
Nel veicolo della perfezione non abbiamo la presentazione in cui ci presentiamo sotto forma di divinità nel contesto delle quattro purezze. Al livello basilare, abbiamo come base una di queste quattro purezze. Inoltre, al livello basilare, abbiamo il corpo ordinario e l'ambiente ordinario, e ci sono cose che usiamo o di cui godiamo e attività in cui ci impegniamo. La differenza nella purezza sta nell'immaginare che il corpo ordinario sia nella forma di un corpo puro di una divinità. C'è il corpo purificato, e tutti gli esseri intorno a noi sono anch'essi sotto forma di divinità. Per quanto riguarda l'ambiente, invece di vedere tutto in una forma ordinaria intorno a noi, lo vediamo come il palazzo celeste e il mandala delle divinità.
Il modo per purificare e trasformare in puro ciò che ci piace e le cose di cui ci serviamo è simile a quello che abbiamo usato ieri durante l'iniziazione. Abbiamo fatto delle offerte e le abbiamo trasformate, tutte le cose che usiamo e di cui godiamo, in aspetti di nettare. Il nettare è completamente privo di confusione. Allo stesso modo, usufruiamo di ciò che ci piace in una forma senza alcuna contaminazione o associazione con la confusione. "Non associato ad alcuna confusione" è un altro modo per dire "incontaminato".
Trasformare e purificare le nostre azioni significa immaginare di compiere le azioni di una divinità. Visualizziamo queste tre sillabe sui tre punti del corpo ed emettiamo luce da essi. Con questa luce, possiamo realizzare tutti gli scopi di tutti gli esseri che ci circondano, questo è il modo in cui purifichiamo le nostre azioni. Questa è la caratteristica speciale del tantra: meditiamo sui tipi di mente che sono in accordo con questi quattro tipi di purezza. In altre parole, meditiamo riguardo a questi quattro stati che avremmo al livello risultante. Questa è una qualità speciale del tantra, in quanto è un sentiero molto rapido e veloce. Questo perché meditiamo su questi quattro aspetti puri simili a ciò che sperimenteremmo e saremmo come Buddha in questo stato risultante.
Per trasformarci in divinità, per abbandonare il nostro aspetto ordinario e immaginarci come tali, dobbiamo generarci come divinità. Questo deve essere fatto in modo appropriato. È qualcosa a cui possiamo pensare in modo ordinario, proprio come essere consapevoli di qualsiasi cosa. Possiamo essere consapevoli di qualcosa, e allo stesso modo possiamo essere consapevoli di noi stessi come divinità.
Costruire le due reti di potenziale positivo e profonda consapevolezza
Dovremmo avere con certezza la comprensione della vacuità. Questa certezza della vacuità assume la forma di una divinità e la consapevolezza della forma della divinità è la consapevolezza della vacuità. Questa certezza della vacuità che appare nella forma di una divinità, è importante. Per questo motivo, si basa su questa comprensione della vacuità e, pertanto, agisce opponendosi all'ignoranza e ai problemi.
L'aspetto principale qui coinvolto è il lavorare sulla rete della consapevolezza profonda, una delle due reti. La comprensione della vacuità è la base per quella della consapevolezza profonda. L'aspetto di tale comprensione che appare sotto forma di divinità costruirà la rete di forza positiva. In questo modo, costruiamo simultaneamente queste due reti, quella della consapevolezza profonda e quella del potenziale positivo. Nelle due reti, quella del potenziale positivo agisce come causa principale per poter raggiungere il corpo della forma - il rupakaya di un Buddha. Questo aspetto è la causa effettiva per il corpo di un Buddha. La rete della consapevolezza profonda è la causa principale per produrre la mente di un Buddha -il dharmakaya.
Fonti testuali per comprendere il concetto di vacuità
Per quanto riguarda la vacuità stessa come oggetto da comprendere, non c'è alcuna differenza tra la spiegazione fornita dai sistemi di sutra e tantra: entrambi ne offrono una spiegazione. Possiamo trovare i testi primari provenienti dal veicolo della perfezione, i testi di Nagarjuna come il Mulamadhyamaka-karika, Strofe radice sulla via di mezzo, e i testi di Chandrakirti come Madhyamakavatara, Impegnarsi nella via di mezzo. La profonda comprensione della vacuità che acquisiamo nel tantra si basa interamente sulla spiegazione dei testi del veicolo della perfezione. È la stessa cosa. Inoltre, esiste il testo Quattrocento strofe di Aryadeva.
Ci sono il padre e il figlio spirituali, Nagarjuna come maestro e Aryadeva come suo discepolo. Aryadeva fu il maestro di Chandrakirti. Il quarto testo sulla vacuità è la spiegazione del Bodhicharyavatara, Impegnarsi nella condotta del bodhisattva. Inoltre, l'importante testo sulla vacuità rTsa-shes rigs-pa’i rgya-mtsho, Oceano di ragionamenti fu scritto da Tsongkhapa; è un grande commentario al testo radice sulla consapevolezza discriminante di Nagarjuna. C'è anche la vasta spiegazione di vipashyana (lo stato mentale eccezionalmente percettivo) nel Lam-rim chen-mo, Presentazione estesa degli stadi graduali verso l'illuminazione che contiene una spiegazione della vacuità. Poi c'è il testo di Tsongkhapa L'essenza dell'eccellente spiegazione dei significati interpretabili e definitivi (Drang-nges legs-bshad snying-po).
Presentazione generale dei quattro tantra
Non c'è settarismo nella visione della vacuità nei sutra o nei tantra. Si tratta esattamente della stessa cosa. Sebbene non vi sia differenza in termini di oggetto di comprensione, vi è una differenza nel tipo di mente che giunge a tale comprensione della vacuità. La coscienza che comprende la vacuità nel tantra è un tipo di coscienza o consapevolezza della beatitudine. Vi sono quattro livelli di consapevolezza della beatitudine di tipo superiore e tantra che spiegano ciascuno di questi diversi tipi di coscienza. Il tantra è suddiviso in queste quattro fasi: kriya tantra, ciarya tantra, yoga tantra e anuttarayoga tantra.
Se parliamo di una presentazione generale delle differenze tra i quattro tantra, in primo luogo abbiamo il kriya tantra che enfatizza le attività esterne, il comportamento rituale e le pratiche della divinità. Vi sono lavaggi, purificazioni rituali e un tipo più profondo di bagno rituale. Le procedure e così via sono spiegate nei testi. Tra le attività esterne e gli yoga interiori, quello che concentra i suoi metodi principali sull'aspetto esteriore è conosciuto come kriya tantra.
La via che pone uguale enfasi sull'attività esteriore e sulle pratiche yoga interiori è conosciuta come ciarya tantra, la pratica comportamentale della divinità. Quella che pone l'enfasi principale sui metodi interiori dello yoga o sull'integrazione della pratica, è conosciuta come yoga tantra. Quella che possiede metodi interiori di yoga ineguagliabili è conosciuta come anuttarayoga tantra, le pratiche yoga integrate ineguagliabili. Questo è un modo generale per spiegare le quattro pratiche del tantra. Se consideriamo i metodi dell'anuttarayoga tantra come base per differenziare tutte e quattro le classi di tantra otteniamo la presentazione dei quattro livelli di coscienza della beatitudine che sono stati spiegati in precedenza.
Esistono diversi tipi di consapevolezza o coscienza della beatitudine: la beatitudine che deriva dal guardare il proprio partner, dallo scambiarsi sorrisi, dal tenersi per mano o dall'essere uniti al proprio partner, e i tantra che hanno divinità con questi aspetti e pratiche rituali che implicano quel tipo di consapevolezza della beatitudine sono le quattro diverse classi di tantra.
Il kriya tantra è quello in cui le divinità sono nella forma di guardarsi l'un l'altro. I testi principali che spiegano il kriya tantra sono il Tantra dei segreti generali (gSang-ba spyi-rgyud sanscr. Sāmānya-vidhīnām-guhya Tantra), il Tantra della figura di Buddha energica Susiddhi (Legs-grub-kyi rgyud o Khro-bo legs-grub sanscr. Susiddhi Tantra), il Tantra richiesto da Subahu (dPung-bzang-gis zhus-pa’i rgyud sanscr. Subāhu-paripṛcchā Tantra) e il Tantra sulle fasi successive della concentrazione mentale (bSam-gtan phyi-ma’i rgyud sanscr. Dhyānottarapaṭalakrama Tantra).
Il primo punto nella struttura di questi testi riguardo alla spiegazione del kriya tantra è come diventare un recipiente adatto per le pratiche kriya, come avvicinarsi alla pratica e così via. Per essere un recipiente adatto, dobbiamo mantenere i voti e un legame profondo con le pratiche. Avendo percorso la via dell'approssimazione o dell'essersi avvicinati alla divinità, raggiungiamo la vera realizzazione della divinità.
Tutte le lezioni avranno lo stesso schema. Il modo per allenarci a diventare veri praticanti di questi insegnamenti è quello di allenarci nei sentieri comuni, come descritto nelle versioni più o meno estese del lam-rim, come spiegato l'altro giorno. Se non ci alleniamo in tutti questi sentieri comuni, che sono la causa, non c'è modo di ottenere alcuna realizzazione o progresso nel tantra. Dobbiamo allenarci in queste pratiche causali.
Solide fondamenta degli insegnamenti di lam-rim
Quando alcuni lama impartiscono insegnamenti tantrici, dedicano la maggior parte del tempo a parlare del lam-rim. Alcune persone si fanno strane idee al riguardo perché si sono recate lì per ricevere insegnamenti tantrici, ma questi lama non stanno impartendo alcun insegnamento tantrico: si limitano a parlare del lam-rim. Tuttavia, questi lama comprendono chiaramente i punti principali del tantra, poiché pongono l'accento sull'aspetto più importante, ovvero avere una solida base nei sentieri comuni della mente come descritto nelle versioni lunga e breve del lam-rim.
Questi sono gli insegnamenti dei tre diversi livelli di motivazione: iniziale, intermedio e avanzato. Ciò ci fornisce una base molto solida e stabile per le nostre pratiche tantriche, nelle quali avremo molto successo. Gli abitanti del Tibet dissero ad Atisha: "Per favore, non insegnarci le pratiche tantriche più profonde e complesse; insegnaci invece il karma e la legge di causa ed effetto". Questo piacque molto ad Atisha. Fu proprio da questo insegnamento che nacque Lampada per il sentiero dell'illuminazione.
Acquisire fiducia negli insegnamenti sul karma
Per cominciare, dobbiamo mantenere una rigorosa autodisciplina etica astenendoci dalle dieci azioni distruttive o negative e seguendo le leggi del comportamento e le loro conseguenze. Questa è la base principale, e da lì ci espanderemo. C'è un maestro spirituale eccellente qui, e potete chiedergli di insegnarvi nello specifico questi punti di causa ed effetto e di karma. Dovremmo concentrarci sull'apprendimento di questi concetti non solo per acquisire informazioni, ma per applicarli alla nostra vita quotidiana e al nostro comportamento.
I testi che insegnano il karma e il rapporto causa-effetto sono i sutra contenuti nel Kangyur la traduzione delle parole del Buddha. Questi concetti relativi al comportamento e alle sue conseguenze li apprendiamo affidandoci alle parole del Buddha. Dobbiamo fare affidamento sulle scritture e sul Buddha come fonte attendibile di informazioni su questo argomento. Questo perché, inizialmente, non saremo in grado di dimostrarne la validità attraverso il ragionamento logico.
Esistono molti esempi e racconti utilizzati per spiegare il karma. Non dovremmo considerarli semplicemente favole; piuttosto, dovremmo ascoltare gli esempi forniti dal Buddha e cercare di sviluppare una solida fiducia in lui come fonte di informazione attendibile. Dovremmo riflettere a fondo sui vari testi del Buddha in termini di corretta visione della realtà e della vacuità in questo modo, saremo in grado di acquisire una fiducia in tutti questi insegnamenti basata sul ragionamento logico, sull'inferenza e sulla logica.
Esaminate con logica gli insegnamenti del Buddha sulla realtà e la vacuità e constatate la loro veridicità. In questo modo, svilupperete la ferma convinzione che il Buddha è un'autorità valida, poiché ne avrete verificato la validità con la logica e il ragionamento. Sulla base di questa fiducia nella validità delle fonti di informazione del Buddha saremo in grado di credere con altrettanta sicurezza anche in ciò che ha detto riguardo al comportamento e alle sue conseguenze. Se agiremo in modo positivo, potremo sperimentare la felicità e una rinascita superiore, mentre se agiremo in modo distruttivo, ne deriverà l'infelicità.
Acquisire fiducia attraverso la concentrazione univoca
Se consideriamo gli insegnamenti del Buddha su come sviluppare la concentrazione univoca e li pratichiamo di conseguenza, sperimenteremo di essere effettivamente in grado di svilupparla e acquisiremo fiducia in ciò che egli ha affermato al riguardo. Se seguiamo correttamente le istruzioni, è possibile raggiungere la concentrazione univoca. Se pratichiamo tutte le istruzioni impartite dal Buddha e riusciamo effettivamente a raggiungere tale concentrazione, allo stesso modo possiamo acquisire tutti i diversi tipi di percezione extrasensoriale. Se non sviluppiamo la concentrazione univoca sarà molto difficile avere la percezione extrasensoriale. Se la sviluppiamo e raggiungiamo effettivamente i vari tipi di percezione extrasensoriale, allora avremo una convinzione estremamente forte e certa che ciò che il Buddha ha insegnato è assolutamente vero. In questo modo, saremo in grado di credere con fiducia in tutto il resto che il Buddha ha detto.
Sulla base dell'etica che il Buddha ha trasmesso in termini di comportamento e dei suoi effetti, possiamo espanderci e raggiungere i vari altri sentieri della mente che derivano da tale fondamento. È molto importante allenarsi in tutti questi diversi sentieri comuni della mente affinché possano agire come causa di successo. Ciò significa ripercorrere tutti gli insegnamenti lam-rim e svilupparli nel loro ordine corretto.
Impegno verso un maestro spirituale
Gli insegnamenti del lam-rim iniziano con il modo di dedicarsi con tutto il cuore a un maestro spirituale. Questa è la radice del sentiero e Tsongkhapa le dedicò una sezione a parte nel suo lam-rim per indicarne l'importanza. Come riconosciamo un maestro spirituale? Prima di tutto, il maestro spirituale ci impartisce i vari voti per la liberazione individuale. Gli insegnamenti dell'Hinayana che trattano del vinaya, le regole della disciplina, descrivono in dettaglio molte delle qualifiche che un maestro dovrebbe possedere per poter impartire i voti. Prima di pronunciarli, è necessario esaminare il maestro spirituale per verificare che possieda pienamente tutte queste qualifiche.
Ad esempio, se desideriamo ricevere una trasmissione orale di un testo, è importante esaminarne la fonte; se il testo proviene dagli insegnamenti dei sutra, dobbiamo assicurarci che siano stati trasmessi direttamente dal Buddha e che la linea di trasmissione sia stata ininterrotta fino alla persona da cui riceveremo la trasmissione.
Esiste anche una differenza, a seconda dei vari veicoli spirituali, nel modo in cui i discepoli considerano il maestro. A livello hinayana lo consideriamo come un Buddha. Man mano che progrediamo sul sentiero spirituale e sviluppiamo un cuore devoto di bodhicitta ci coinvolgiamo nei vari insegnamenti e pratiche mahayana.
Nell'ambito degli insegnamenti mahayana seguiamo qualcuno che possiede le dieci qualità del maestro mahayana come spiegato nei testi. Anche se non riusciamo a trovare qualcuno che le possieda tutte e dieci, dovrebbe almeno avere quelle principali di onestà, calore umano e gentilezza. È importante esaminare il maestro per verificare se possiede pienamente questi requisiti e, sulla base di tale esame, dedicarci a lui o lei con tutto il cuore. È bene riconoscere che questo maestro spirituale è molto più avanzato rispetto a quello hinayana in cui è simile al Buddha. Nel Mahayana, invece, il maestro è considerato un'emanazione o manifestazione del Buddha.
Una volta che ci siamo formati in tutti questi sentieri comuni del Mahayana entriamo nelle pratiche tantriche e ci affidiamo a un maestro tantrico, anche in questo caso deve essere qualcuno che possieda tutte le qualifiche necessarie. Ci sono dieci qualifiche di attività esteriori e dieci di qualità interiori in ciascuna delle quattro classi descritte. È estremamente importante dedicarsi con tutto il cuore al maestro spirituale. L'atteggiamento che abbiamo nei confronti del maestro vajra è molto più evoluto di quello che avevamo prima, persino del Mahayana. Qui è necessario vedere il maestro spirituale tantrico come il vero Vajradhara, il vero Buddha. Non dobbiamo avere la sensazione che il Buddha o Vajradhara siano in una posizione elevata e che il maestro spirituale sia molto inferiore a Vajradhara o al Buddha piuttosto, dobbiamo vedere il maestro spirituale come il vero Buddha, il vero Vajradhara. Sono totalmente la stessa cosa e non c'è alcuna differenza.
Dovremmo considerare e vedere il nostro maestro vajra che ci insegna il sentiero tantrico come il vero Buddha Vajradhara e, se proviamo questa forte sensazione nella nostra mente, allora ci sarà più facile raggiungere le realizzazioni nel tantra. Senza questa sensazione sarà estremamente difficile progredire nel tantra.
Vedere il maestro spirituale come un Buddha nel tantra
Esistono scuole specializzate negli insegnamenti e nella pratica tantrici. Nel Collegio tantrico inferiore, nel Tibet meridionale, indipendentemente dal tipo di rituale, che si tratti di Guhyasamaja, Yamantaka o Heruka, non si recitano lodi ai guru del lignaggio. Iniziano direttamente con i rituali del sorgere come divinità, senza l’omaggio al lignaggio. Questo perché si trovano in presenza dell'abate del college tantrico e tutti riconoscono che è il Buddha Vajradhara. Sono in presenza del Buddha Vajradhara e non è necessario recitare tutti i nomi e le lodi ai maestri del lignaggio, ma possono passare direttamente alla parte principale della cerimonia.
Quando siamo maestri tantrici e insegniamo, e gli altri devono considerarci un Buddha non dovremmo avere pensieri superstiziosi del tipo "Non sono veramente un Buddha. Lo so, e tutta questa faccenda è una farsa. È una finzione". Non dovremmo avere pensieri del genere. È importante che i nostri discepoli ci vedano come un Buddha. È compito dei discepoli considerare il loro maestro spirituale come un Buddha, noi non dovremmo preoccuparcene. È affar loro, ed è importante che ci considerino così. Non dovremmo preoccuparci di essere o meno Buddha. Dovremmo preoccuparci solo del nostro atteggiamento nei confronti del nostro maestro spirituale.
Per quanto riguarda le dieci qualità esteriori e le dieci qualità interiori di un maestro tantrico, elencarle tutte richiederebbe molto tempo. Abbiamo qui un grande maestro, al quale possiamo chiedere tutti i dettagli. Il modo concreto per dedicarci con tutto il cuore al maestro spirituale è seguire tutte le procedure spiegate nelle Cinquanta strofe sul guru. Si tratta di un testo di 50 strofe che contiene tutti i punti principali di tutti i tantra, incluso come dedicarsi e impegnarsi con tutto il cuore al proprio maestro spirituale. Possiamo anche leggere le biografie di Milarepa, Marpa e Naropa, che ci daranno un'ottima idea di come dedicarci con tutto il cuore al nostro maestro spirituale.
Per quanto riguarda i sutra mahayana dovremmo esaminare il Sutra spiegato come un tronco d'albero (sDong po bkod pa’i mdo sanscr. Gaṇḍavyūha Sutra) e anche il Sutra prajnaparamita in 8.000 strofe che contengono un resoconto che spiega la devozione di un bodhisattva al suo maestro.
Le tre famiglie di Buddha nel kriya tantra
Nel kriya tantra si distinguono tre famiglie di Buddha: vajra, loto e tathagata. Nella famiglia tathagata o famiglia del buddha, troviamo la divinità femminile Sitatapatra, la Dea dell'ombrello bianco. Nella famiglia del loto troviamo Avalokiteshvara, tuttavia, l'iniziazione ad Avalokiteshvara impartita da Sua Santità in Italia qualche settimana fa proveniva dalla classe anuttarayoga. Questa è diversa da quella di Avalokiteshvara della classe kriya. Nella famiglia vajra troviamo Vajrapani. Prima di poter iniziare le pratiche relative ai mandala di queste divinità delle tre classi nel kriya è necessario ricevere un'iniziazione.
Differenza tra l'ingresso nel tantra generale e l'ingresso nei sentieri tantrici
Per intraprendere una qualsiasi di queste pratiche di protezione della mente è necessaria un'iniziazione. C'è una differenza tra entrare nel tantra in generale ed entrare nei sentieri tantrici. Per entrare nei cinque sentieri tantrici, è necessario sviluppare la bodhicitta senza sforzo e possedere un cuore dedicato alla bodhicitta senza sforzo sempre. Lo stesso vale per entrare nei sentieri mahayana. Per entrare nei sentieri tantrici, dobbiamo entrare nei sentieri mahayana e per questo dobbiamo aver almeno sviluppato la bodhicitta.
Mandala e iniziazioni
D'altra parte, per entrare nel tantra o in queste pratiche segrete di protezione della mente è necessaria un'iniziazione. Altrimenti, cercare di praticare il tantra senza di essa sarebbe come cercare di spremere la sabbia per estrarne l'olio. Per quanto riguarda i mandala da cui si possono ricevere le iniziazioni, ne esistono alcuni realizzati con sabbia colorata in polvere e altri semplicemente dipinti su un panno. Alcuni maestri qualificati possono impartire iniziazioni a partire da mandala che si generano attraverso la concentrazione.
Le tre classificazioni inferiori del tantra non prevedono la rappresentazione dei mandala corporei; proprio per questo non viene impartita l'iniziazione segreta. Alcune possono avere un mandala della bodhicitta relativa ma non contengono anche il termine "mandala della bodhicitta suprema". Non solo manca l'iniziazione segreta ma non è prevista nemmeno l'iniziazione della consapevolezza profonda, né il termine "iniziazione" in generale. Tutti questi tipi di mandala e iniziazioni sono caratteristiche che si trovano solo nell'anuttarayoga tantra, non nelle tre classi inferiori.
Nelle tre classi inferiori del tantra c'è solo l'iniziazione del vaso, non ci sono le quattro date ieri. C'è questa differenza nel numero di iniziazioni conferite nelle quattro diverse classi di tantra. C'è sicuramente una differenza nel kriya tantra, la prima classe. Ci sono solo le iniziazioni dell'acqua e della corona. Non abbiamo il resto delle iniziazioni delle cinque famiglie di Buddha.
La seconda classe di tantra, il ciarya, include le restanti cinque famiglie di Buddha. Pertanto, comprende l'iniziazione del vajra, della campana e del nome. Queste sono le cinque iniziazioni delle cinque famiglie di Buddha. Inoltre, lo yoga tantra prevede l'iniziazione del maestro del vajra. Poiché include l'iniziazione del maestro tantrico prevede anche la presa dei voti tantrici, ovvero i voti delle cinque famiglie di Buddha. Nel kriya e nel ciarya, invece, non è prevista la presa dei voti tantrici perché manca l'iniziazione del maestro del vajra.
L'anuttarayoga tantra comprende tutti e quattro i principali tipi di iniziazione: l'iniziazione del vaso, l'iniziazione segreta (l'iniziazione delle sostanze segrete), l'iniziazione della saggezza (l'iniziazione della profonda consapevolezza con la conoscenza) e l'iniziazione della parola. All'interno dell'anuttarayoga tantra c'è una differenza rispetto al Kalachakra, che presenta le sette iniziazioni dell'ingresso come un bambino e le quattro iniziazioni superiori, le quattro iniziazioni più elevate e poi l'iniziazione del maestro vajra. Questo porta a 16 iniziazioni nel Kalachakra, a differenza di quanto troviamo negli altri anuttarayoga tantra.
Esiste un testo che offre un'opinione diversa, secondo il quale l'iniziazione al maestro vajra è presente nelle classi inferiori, tuttavia, le iniziazioni più conosciute nelle classi di kriya e ciarya sono l'iniziazione dell'acqua e l'iniziazione della corona. Nelle classi di kriya e ciarya le iniziazioni non prevedono l'abilitazione a praticare gli stadi di generazione o completamento. Piuttosto, prevedono l'abilitazione a praticare gli yoga con e senza segni. Per praticare lo yoga con i segni è necessaria l'iniziazione dell'acqua. Per praticare lo yoga senza segni è necessario ricevere l'iniziazione della corona. Senza queste due iniziazioni, non si è abilitati a praticare nessuno di questi yoga.
Per praticare il kriya tantra in generale, è necessario ricevere le iniziazioni dell'acqua e della corona, nonché la grande iniziazione di Avalokiteshvara dalle mille braccia. Per diventare un recipiente adatto al kriya è essenziale allenarsi nei sentieri comuni e ricevere le iniziazioni appropriate.
Voti e legami profondi
La parte successiva dello schema tratta dei voti e dei legami stretti con le pratiche essenziali. Un voto è un vincolo rispetto a quel comportamento che è in contrasto con le pratiche. Un legame profondo è qualcosa che non dovremmo trasgredire. Ha la connotazione di qualcosa che non andremmo oltre o ignoreremmo. Si tratta di moderazione rispetto a ciò che è opposto, qualcosa che vogliamo evitare di fare.
Qualunque sia il tipo di voto di pratimoksha (liberazione individuale) che abbiamo delle sette classi, abbiamo almeno come base l'autodisciplina etica di astenersi da azioni distruttive. Poi, al momento di ricevere l'iniziazione abbiamo l’importante assunzione dei voti di bodhicitta. Questi sono gli unici voti presi durante un'iniziazione kriya. I voti di bodhicitta si riferiscono ai 18 voti radice di bodhicitta e ai 46 voti secondari. È molto importante conoscere questi voti del bodhisattva ed essere in grado di riconoscerli. C’è qui un ottimo maestro spirituale e dovreste chiedergli insegnamenti su questo argomento. I 46 voti secondari sono divisi in sette serie di voti - per mantenere ciascuna delle sei perfezioni e per beneficiare gli altri. Nel kriya e nel ciarya non ci sono voti tantrici ma vengono presi i voti di bodhisattva. Un altro modo di classificare le classi prevede che i voti del bodhisattva siano i voti comuni a tutte le classi, mentre i voti tantrici siano quelli non comuni.
Sebbene in questi corsi non si prendano voti tantrici esistono molti legami stretti, samaya, con la pratica che devono essere mantenuti. Questi si trovano soprattutto nel Susiddhi Tantra. Tra questi, molti legami stretti riguardano il comportamento che si suppone debba essere praticato e sono ampiamente descritti nel Ngag-rim chen-mo (sNgags-rim chen-mo), Presentazione estesa delle fasi della pratica tantrica di Tsongkhapa. Ad esempio, quando si mangia su piatti fatti di foglie, come si fa in India, non è permesso mangiare dal retro della foglia. Non si dovrebbe nemmeno mangiare aglio, cipolla o carne. Esistono molti legami stretti di questo tipo.
Se abbiamo infranto uno qualsiasi dei voti, dovremmo ammetterlo apertamente e purificarci nel modo appropriato. Se li abbiamo infranti di notte, ci purifichiamo al mattino. Se abbiamo infranto un voto durante il giorno, ci purifichiamo di notte. Se manteniamo questi voti con grande rigore e non li infrangiamo mai, anche senza praticare la meditazione, raggiungeremo l'illuminazione grazie al mantenimento dei voti in un massimo di 12 o 16 vite.
Pratiche di approssimazione: concentrazione mentale con e senza recitazione
Sulla base del mantenimento dei voti, eseguiamo innanzitutto le pratiche di approssimazione. Sulla base di queste, eseguiamo le pratiche per ottenere la realizzazione effettiva. Le pratiche di approssimazione si dividono in due categorie: i metodi di concentrazione mentale che si basano sulla recitazione e i livelli di concentrazione mentale che non si basano sulla recitazione. Il modo per iniziare la prima categoria è la generazione della divinità; nel kriya tantra questo è noto come la generazione della divinità in sei fasi o in sei stadi. I sei stadi sono: la divinità come vacuità, la divinità come suono, la divinità come sillabe, la divinità come forma, la divinità come gesti delle mani mudra e infine la divinità come segni, riferendosi al resto della pratica. In questo modo, abbiamo la generazione della divinità secondo il metodo in sei fasi.
La generazione della divinità come forma, con Avalokiteshvara come esempio
Generare la divinità come vacuità significa pensare che la persona che medita, la divinità su cui si medita e l'intera pratica meditativa non esistano come entità separate e individuabili. Tutte dipendono l'una dall'altra. In questo modo, dovremmo prendere coscienza della vacuità, ovvero dell'assenza di ogni forma di esistenza immaginata, rispetto alla pratica che stiamo svolgendo. In questo modo, ci immergiamo nella realizzazione della vacuità.
Innanzitutto, abbiamo la generazione della divinità come vacuità e all'interno di questo stato di vacuità immaginiamo, ad esempio, che se stiamo praticando Avalokiteshvara nella famiglia del loto, tutto lo spazio sia riempito dal suono del mantra om mani padme hum il mantra lungo di Cenrezig. In questo modo, abbiamo la generazione della divinità semplicemente ascoltando il suono del mantra che riempie tutto lo spazio. Questo suono si condensa, scende nel luogo in cui siamo seduti e appare sotto forma di lettere del mantra. Le lettere sono fatte d'oro, e questa è la divinità delle sillabe.
Poi sorgiamo come divinità, la divinità come forma. Ci trasformiamo, ad esempio, nella forma di Avalokiteshvara dalle mille braccia e dai mille occhi. Sorgiamo con 11 teste. La testa bianca è al centro, verde a destra e rossa a sinistra. Il secondo livello di teste è verde al centro, rosso a destra e bianco a sinistra. La terza fila è rossa al centro, bianca a destra e verde a sinistra. Questo fa nove volti, e sopra di essi abbiamo un volto irato; poi sopra di esso abbiamo Amitabha come un ornamento di corona. In questo modo, abbiamo 11 volti.
Le prime mani sono tenute al cuore con un gioiello. Quella a destra tiene un rosario fatto di perle bianche. La terza mano a destra è nel gesto supremo del dono. La quarta tiene una ruota. La seconda a sinistra tiene un loto. La prima è tenuta al cuore con il gioiello. La terza ha un vaso con un lungo beccuccio. La quarta ha un arco e una freccia. Poi, abbiamo 16 braccia nella fila successiva, che fanno 32. Le braccia sono disposte in sei scanalature che partono da ciascun lato. Ognuna di queste sei scanalature nella fila successiva ha 12 braccia. Nella fila successiva, ognuno dei sei gruppi ha 14 braccia. Dopodiché, ognuno ne ha 16, poi ognuno ne ha 18 e infine ognuno ne ha 20. In questo modo, abbiamo sei gruppi su ciascun lato con 16, 18 e 20 braccia ciascuno. In ogni palmo, abbiamo un occhio, per un totale di 1.000 occhi. La parte superiore dell'indumento è di pelle di cervo e presenta anche un prezioso ornamento prezioso.
Esiste anche un altro lignaggio di Avalokiteshvara dalle mille braccia e dai mille occhi, quello del tempio di Lhasa. Questo si presenta in una forma diversa, nella classe anuttarayoga. In questa forma, i tre volti inferiori sono tutte bianchi. Questi sono i tre volti che rappresentano l'aspetto pacifico, mentre i tre volti successivi in alto sono tutti gialli, a simboleggiare l'aspetto crescente. Al livello successivo, ci sono due volti rossi e timorosi, che rappresentano il potere. Sopra, abbiamo due volti blu irati, che rappresentano i poteri irati. Infine, in cima a queste, abbiamo il volto di Amitabha che rappresenta l'ornamento della corona. Questa è un'altra forma. Le prime due braccia sono uguali e si trovano al centro con il gioiello. La seconda a destra ha un rosario e la terza una ruota. La quarta è nella mudra del dono supremo. L'altra forma è l'opposto. La quinta ha Amitabha in mano, la quinta in basso davanti. Infine, c'è un loto nella seconda a sinistra, come nell'altra forma. Il terzo ha un gioiello. Il quarto ha la brocca, il vaso con il lungo beccuccio e il quinto ha l'arco e la freccia.
Nella riga successiva, invece di 16 per lato, ce ne sono 15 per lato. Ci sono cinque per lato nella parte anteriore, e poi le mani sono le stesse dell'altra forma. Ci sono sei gruppi di mani per lato, la prima riga ne ha 12, poi 14, 16 e 18. Questo ci spiega le ragioni del tantra anuttarayoga della forma.
La divinità come mudra (gesti delle mani) e la divinità dei segni
Il prossimo aspetto riguarda la divinità come gesto. Esiste un gesto di suggellamento (mudra) che viene utilizzato per ciascuna delle forme della famiglia vajra. Il gesto per la famiglia del loto è simile a questo. Poiché abbiamo a che fare con Cenrezig ci basta il gesto della famiglia del loto: i due palmi uniti a coppa rivolti verso l'alto e i gomiti piegati verso l'alto. Il modo in cui lo facciamo è pronunciare Om utpalaya svaha e spostare il gesto sui cinque punti del corpo. Questo descrive la divinità come mudra, il gesto della mano.
Quindi, invocando gli esseri della saggezza, e poi l'ornamento della corona e tutte le altre procedure del rituale, queste sono tutte la divinità dei segni, il sesto yoga. Per ripetere, la generazione della divinità i sei stadi nel kriya tantra è: la divinità della vacuità, la divinità del suono, la divinità come sillabe, la divinità della forma e la divinità come gesti di sigillo, e poi la divinità come segni. Se guardiamo ai testi su Tara bianca, la spiegazione della generazione in sei parti è molto chiara.