Intervista con il prof. Donald Broom

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Study Buddhism ha incontrato il professore Donald Broom all’università di Cambridge per parlare di intelligenza animale, di linguaggio non umano, e dei motivi per cui amiamo alcuni animali e ne mangiamo altri.
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Sto camminando per le tranquille sale dell’università di Cambridge per incontrare il prof. Donald Broom, un luminare nell’ambito della coscienza e del benessere animale. Come primo professore della scienza del benessere animale, il prof. Broom ha una carriera decennale, e il suo lavoro pioneristico nel campo del comportamento animale e della cognizione ha riformato la nostra comprensione delle menti di creature grandi e piccole, oltre la nostra specie.

Al cuore delle ricerche accademiche del prof. Broom c’è una domanda fondamentale: quali sono i nostri doveri etici verso gli animali con cui condividiamo questo pianeta? La sua ricerca ha rivelato come, volta dopo volta, molte specie animali abbiano una sofisticata intelligenza che va oltre la nostra comprensione attuale, che ci spinge a rivalutare la nostra relazione con il mondo naturale.

Nel corso della sua carriera, il professor Broom ha prodotto varie opere fondamentali che hanno lasciato un marchio indelebile nel campo del benessere animale, specialmente nel Regno Unito e nell’Unione Europea. Le sue pubblicazioni innovative, come “Sensibilità e benessere animale", "Abilità cognitiva e sensibilità: quali animali acquatici dovrebbero essere protetti?” e “L’evoluzione della moralità e della religione” hanno ottenuto un successo internazionale per le loro intuizioni profonde nelle vite emotive e nelle capacità cognitive degli animali.

Nella nostra intervista esclusiva con il professor Donald Broom, ci addentreremo in un’esplorazione della sua ricerca e delle sue intuizioni. La nostra conversazione mostrerà l'incredibile intelligenza animale e le considerazioni etiche riguardanti gli zoo e i circhi nella società moderna. Nel corso della discussione, emerge una domanda fondamentale: perché amiamo e proteggiamo alcune specie tralasciando la sofferenza di altre? Leggete l'intervista per scoprirlo!

Study Buddhism: credo di poter dire che sebbene molti di noi apprezzino l’intelligenza dei primati, l’eccezionalismo umano regna supremo. Generalmente consideriamo la gran parte degli animali semplicemente stupidi, nonostante la scienza abbia mostrato come pappagalli, corvi, e persino animali comuni di fattoria possiedano sofisticate abilità cognitive. Bisogna rivalutare il significato di “cervello di gallina” e superare l’idea dell’eccezionalismo umano?

Prof. Donald Broom: Penso che le persone abbiano spesso l’idea che gli esseri umani siano estremamente diversi da tutti gli altri animali, e che gli altri animali siano stupidi rispetto agli esseri umani. Tuttavia, più facciamo ricerche, più scopriamo come questa affermazione non sia affatto corretta. Abbiamo tante funzioni, patrimoni genetici, e funzioni cerebrali in comune ad altre specie. In realtà siamo molto, molto simili alle altre specie.

In passato si pensava che solo gli altri primati, le scimmie, fossero intelligenti. Ora è chiaro che probabilmente l'apprendimento più sofisticato avviene nei pappagalli e nei corvi. Dunque “cervello di gallina” significa un po’ più intelligente di molte scimmie! Inoltre, animali comuni di fattoria come mucche, pecore, e maiali, che sono animali sociali e pertanto hanno bisogno di cervelli di alta qualità, hanno anche livelli elevati di abilità cognitive, al pari dei cani, dei pesci, e dei polpi.

Ci sono molti animali che possiedono sistemi complessi per apprendere abilità, come dimostrato dagli studi sull’apprendimento. Uno studio comparativo compiuto da Ron Kilgour in Nuova Zelanda alcuni anni fa voleva appurare se gli animali potessero imparare a percorrere un labirinto. E così scoprì che tutti gli animali testati potevano imparare a trovare la via d'uscita del labirinto. Preparò labirinti di varie dimensioni per vari tipi di animali. Ma gli animali addomesticati, le mucche, le pecore e i maiali ebbero risultati eccellenti, leggermente migliori dei cani, dei gatti, e dei cavalli. Questo fu un risultato sorprendente.

Ci sono studi in cui gli animali devono ricordarsi cose, e poi agire in base a queste cose in seguito. Sappiamo ora che tutti gli animali organizzano le loro vite prevedendo il futuro. Se un maiale ti vede mentre nascondi qualcosa, se gli permetti di andarci il giorno dopo, ricorda ancora dove avevi messo quell’oggetto. Se si tratta di cibo e c’è un altro maiale presente, potrebbe inizialmente non andarci perché potrebbe essere derubato dall’altro maiale. In altre parole, prevede cosa potrebbe accadere in futuro, e agisce di conseguenza.

Ci sono allora abilità che sono esclusivamente umane? Ci sono abilità animali che potrebbero sorprenderci?

Non c’è quasi nulla che gli esseri umani sappiano fare e gli altri animali no; in un certo senso, infatti, questi ultimi sanno fare qualsiasi cosa. È difficile trovare un’abilità che gli esseri umani possiedono, e che gli altri animali non hanno. Quindi le differenze sono molto inferiori a quanto pensavamo prima. La comunicazione, a un livello molto sofisticato, avviene in molte specie, non solo negli esseri umani.

Penso che abbiamo abilità un po' superiori in certe cose rispetto agli altri animali che sono stati studiati, ma c'è anche la tendenza a studiare gli umani e le altre specie in un modo che favorisce gli umani nel modo in cui lo facciamo. Le persone hanno detto: “Beh, ovviamente nessun altro animale possiede un linguaggio”. In realtà molti altri animali hanno un linguaggio, nel senso di comunicare idee sofisticate, tenerle a mente, e presentarle in seguito in una situazione sociale. Per quanto mi riguarda, questo è linguaggio.

Ci sono molte situazioni in cui gli animali sono in grado di osservare un’interazione, diciamo tra due altri individui, per poi usare quell’informazione per prevedere cosa probabilmente accadrà in un'altra interazione. Quindi un individuo è in grado di ottenere una risorsa da un altro, per competizione. Poi l’animale potrebbe osservare molte altre competizioni, e dedurre cosa accadrà in una competizione finale.

Essere in grado di osservare una situazione e agire di conseguenza richiede una consapevolezza sofisticata, e un senso di connessione con gli altri. Che tipo di consapevolezza hanno gli animali?

Esistono vari livelli di consapevolezza che gli animali possiedono. La consapevolezza è individuale, non può esserci consapevolezza di un gruppo. Se vedi un banco di pesci, parli sempre della consapevolezza dell’individuo. Tuttavia, c’è anche comunicazione tra gli individui, ma quella comunicazione non è la stessa cosa della consapevolezza. Sta usando la consapevolezza degli individui.

Poi c’è una domanda che potreste considerare religiosa: c’è qualcos’altro oltre all’individuo? Direi in un certo senso che c’è uno spirito che connette gli individui. Questo spirito è l'aspetto fondamentale delle religioni e dei concetti di Dio. Per via del modo in cui le società sono organizzate, e per via del comportamento morale, c’è qualcosa che connette gli individui. Ma non è la consapevolezza, è qualcosa al di fuori del funzionamento biologico minimo. Questo tipo di connessione tra gli individui è qualcosa di importante anche negli animali che vivono in modo sociale.

Hai appena detto che molti altri animali possiedono ciò che chiameremmo linguaggio, e possono comunicare idee sofisticate. Quali sono alcuni dei metodi che gli animali usano per comunicare che sono diversi dalle tipologie di comunicazione umana che conosciamo?

Penso che tutti gli animali sociali abbiano comunicazioni complesse, che potrebbero non essere visive o uditive come è il caso per noi esseri umani. Ci sono vari modi per comunicare. La comunicazione potrebbe avvenire anche attraverso gli odori. Quando osservi un cane, il cane esplora quello che gli altri cani hanno fatto in passato, e quello che altri animali hanno fatto in passato, e sta ottenendo molte informazioni. Questa è una comunicazione sofisticata, di cui non abbiamo conoscenza, e che non riusciamo a fare molto bene. Ad esempio, non siamo molto bravi nella comunicazione olfattiva. Ci sono cose che non possiamo fare che gli altri animali possono fare. 

Se vivi nell’acqua, allora la pressione intorno a te varia in modi sottili, e quindi i pesci ricevono informazioni dagli altri pesci attraverso i sensi pressori. Pertanto, abbiamo bisogno di osservare tutte le loro capacità sensoriali per considerare se abbiano un linguaggio o no. Direi che tutti gli animali sociali hanno un certo grado di linguaggio. Includiamo certamente gli uccelli, i mammiferi, e i pesci in questo, e probabilmente i cefalopodi come i calamari, che vivono in gruppi sociali. Sembra che abbiano un certo livello di linguaggio.

Una seppia può comunicare cambiando il suo colore. È un mollusco cefalopode, e ci sono esempi in cui mostrano cambiamenti emotivi differenti dai due lati del corpo perché ci sono individui differenti con cui stanno comunicando in modi differenti nei due lati del corpo. Non possiamo fare qualcosa del genere, loro sì. Possono cambiare colore, e comunicare il cambiamento emotivo, o il loro stato emotivo, a due individui differenti in modi diversi allo stesso tempo.

Varie specie di animali sono effettivamente più sofisticate e complesse di noi in termini di comunicazione. Gli insetti sociali sono incredibili nell’efficienza della loro comunicazione, nel senso che dipende molto dall’odore. Trasmettono informazioni molto sofisticate tramite l’odore. E gli insetti sociali possono anche utilizzare segnali visivi. Sappiamo che le api possono indicare ad altre api il luogo e la bontà di una fonte di cibo, in modo tale che altre api possano utilizzare questa informazione e recarsi lì. Questo si sa da cinquant’anni. È una situazione ancora più sofisticata di quanto sapevamo prima. Gli insetti sociali sono quindi in grado di comunicare usando l’odore, la visione, e i suoni.

Gli insetti sociali possono anche imparare i tragitti, come andare da un posto all’altro in un modo efficiente. Avendo appreso un tragitto, possono trovare scorciatoie perché hanno studiato il tragitto nella loro mente. Dunque, hanno un’abilità molto sofisticata in termini di spostamento nel loro ambiente e di comunicazione con gli altri. È probabilmente meno complesso di ciò che altri animali vertebrati possono fare – alcuni vertebrati riescono a farlo un po’ meglio.

Nel tuo libro, The Evolution of Morality and Religion [l’evoluzione della moralità, al 2026 ancora non tradotto in italiano, N.d.T.], sostieni che le società complesse di animali hanno maggior successo se i loro membri minimizzano il danno reciproco e se c’è collaborazione; e così emerge una struttura morale. Puoi farci qualche esempio di questa struttura morale e di collaborazione tra gli animali?

Esistono casi in cui gli animali collaborano tra di loro per ottenere cibo. Ci sono esempi di uccelli che cacciano per il cibo, come i pellicani, che devono immergere i becchi nell’acqua allo stesso tempo per massimizzare le possibilità di ottenere cibo, perché i pesci e gli altri piccoli animali altrimenti scappano. Dunque, collaborando hanno maggior successo rispetto al caso in cui cercano di nutrirsi individualmente.

Vi sono anche esempi di animali che si avvertono di un pericolo per poi restituirsi il favore, e questo non avviene solo all'interno della stessa specie. Esistono infatti gruppi misti, come stormi di uccelli diversi, che si lanciano richiami d'allarme a vicenda in caso di minaccia. Dunque, assistiamo a vere e proprie collaborazioni, ma non mancano i casi in cui si verificano degli imbrogli.

È possibile dire che c'è un pericolo quando in effetti non c’è. È stato dimostrato in molte specie che quando un individuo fa il furbo, questo causa un problema sociale. A volte vengono esclusi dal gruppo, a volte vengono fisicamente attaccati per questo. Ed è ciò che le religioni insegnano, in fondo: se agisci in maniera antisociale, riceverai un danno, immediato o futuro.

Siamo solo uno degli animali sociali che mostrano questo comportamento morale. È un comportamento morale evitare di fare del male agli altri, aiutare gli altri quando possibile, e indicare l'inganno quando c'è inganno. Queste sono attività morali, che esistono in tutte le principali specie sociali di animali. Tutta l’idea della moralità ha una base biologica, ed è qualcosa che deve essere presente per offrire stabilità alle società.

All’infuori della collaborazione per il bene comune di cui hai parlato, ci sono altri comportamenti che dimostrano gentilezza e buona volontà negli animali?

Innanzitutto, ci sono molti esempi di cura parentale negli animali. Possiamo imparare da quello che gli altri animali stanno facendo, nel senso che si comportano verso i loro piccoli in un modo appropriato alle loro abilità, che massimizzerà il loro potenziale di sopravvivenza. Il giovane animale non sopravviverebbe se non fosse per le cure parentali, e se vivi in un gruppo e non ti prendi cura degli altri, gli altri non si prenderanno cura di te.

Un altro aspetto ovvio è evitare di fare del male agli altri. Se sei una mucca e hai delle corna affilate, e vivi in un gruppo di venti altre mucche, allora quanto spesso colpisci accidentalmente un’altra mucca con le tue corna? E la risposta è, mai! Non lo fanno, lo evitano completamente. Sanno cosa possono fare, sanno cosa è pericoloso, e si assicurano di non fare del male agli altri.

Se vedi un video di un elefante che si muove nel suo ambiente, molto spesso ci sono animali più piccoli, giovani elefanti o uccelli, magari piccoli aironi che camminano tra gli elefanti, e l'elefante sta molto attento a dove mette i piedi. Non vuole schiacciare nulla, e cerca di non fare del male a nessuno.

E anche noi lo facciamo. Certamente proviene dal processo di sviluppo individuale. Bisogna imparare a farlo, bisogna imparare come evitare di fare del male agli altri, e si comincia a farlo molto presto, perché il rischio è maggiore nei giovanissimi rispetto agli individui più anziani. 

Ci sono espressioni emotive universali tra le specie, oppure spesso fraintendiamo i segnali di felicità e pericolo? Quanto possiamo veramente decifrare, anche tra di noi, le menti degli altri, che siano esseri umani o animali?

Le espressioni degli altri animali sono a volte le stesse tra le specie. Ad esempio, se provo dolore quando qualcuno mi infila un ago nel braccio, potrei rispondere con una smorfia. Questa risposta si manifesta in un’ampia gamma di altre specie animali. Abbiamo dimostrato che le pecore lo fanno, le capre e i cavalli pure, e anche i topi. È un’espressione comune a varie specie.

Ci sono altre espressioni che sono differenti in specie differenti. Se guardi uno scimpanzé che potrebbe sorridere, in realtà potrebbe minacciarti. Hai bisogno di conoscere il significato del segnale in quella specie. Non lo comprendiamo sempre. A volte, ciò che sembra un sorriso in realtà non lo è. Ma ci sono risposte simili in situazioni positive. Ci sono comportamenti espressi in situazioni positive, nello stesso momento in cui rideremmo.

È impossibile dire esattamente ciò che un altro individuo sta pensando, anche un essere umano, non lo sai! Potresti migliorare in questo man mano che cresci, ma puoi essere tratto in inganno. Non è facile farlo con gli esseri umani, e non è facile con altre specie. 

Oltre quaranta paesi hanno vietato l’uso di animali nei circhi. Quali sono i danni principali per gli animali in questi ambienti?

Penso che i circhi non dovrebbero avere animali, non dovrebbe essere consentito in nessun paese. La prima ragione è che gli animali vengono tenuti sostanzialmente in gabbia, perché il circo si muove spesso. Alcune indagini hanno rivelato che i circhi tengono gli animali in cattive condizioni anche quando non si spostano.

La seconda ragione è il modo in cui addestrano gli animali. Alcuni addestramenti potrebbero in realtà essere molto interessanti ed eccitanti per gli animali. Non è necessariamente sbagliato addestrare gli animali, ma c'è anche un tipo di addestramento estremamente duro e violento nei loro confronti, caratterizzato da privazioni severe. In generale, per quanto mi riguarda, l’addestramento che avviene nei circhi non è accettabile, e pure gli alloggiamenti degli animali sono inaccettabili. Penso che nessun paese dovrebbe permettere che esistano circhi itineranti con animali.

Penso che la situazione degli zoo sia differente. Penso che a volte, negli zoo, puoi soddisfare i bisogni degli animali.

Nei circhi solitamente non puoi farlo affatto. Gli animali con maggiori problemi nei circhi sono animali fondamentalmente selvaggi, non adatti a stare in cattività. Se hai cavalli, ad esempio, è possibile addestrare i cavalli e mantenerli in buone condizioni; il pubblico può vederli e i cavalli possono stare bene. Ma non dovresti avere nei circhi animali fondamentalmente selvaggi.

Hai appena parlato degli zoo e di come differiscano dai circhi, ma ci sono ancora molte persone che sono molto critiche degli zoo. Che posto hanno, o dovrebbero avere, gli zoo nelle nostre società?

Le persone, specialmente quelle che vivono nelle città, non hanno molti contatti con gli animali selvaggi, e questa è la situazione per la gran parte delle persone nel mondo. Vedere animali allo zoo per loro può essere un'esperienza positiva, e potrebbe farli interessare ad altre specie, non solo la nostra. Ma ci sono molte persone a cui non piace l’idea di animali negli zoo il cui benessere è molto scarso. Molte persone non vogliono andare ad uno zoo per vedere un animale che mostra comportamenti estremamente anomali quali la stereotipia, ovvero movimenti ripetuti continuamente. Nessuno vuol vedere qualcosa del genere, specialmente se comprendono come questo sia un segno di un benessere molto scarso nell’animale.

Penso che gli zoo abbiano un valore educativo, ma bisognerebbe educare le persone mostrando loro animali ben adattati e felici, non animali sofferenti.

Non dovremmo tenere gli animali negli zoo, a meno che non li teniamo in un modo che rispecchi al meglio i loro bisogni. Ciò significa che molti animali non dovrebbero essere tenuti negli zoo. Alcuni animali che teniamo come animali domestici vivono bene negli zoo. E ci sono animali che mangiano piante e alcuni animali predatori che vivono bene negli zoo, e altri invece che non sono adatti.

La gran parte degli orsi vive male negli zoo. Non puoi realmente avere uno zoo convenzionale con balene e delfini che vivono bene, perché hanno bisogno di spazi enormi. Anche gli elefanti non vivono bene negli zoo, e non dovrebbero essere mantenuti negli zoo, in parte per via dei modi in cui sono addestrati con metodi estremamente violenti, in tutto il mondo. Alcuni piccoli predatori hanno grande difficoltà ad adattarsi agli zoo, e anche per i primati è molto difficile.

Pertanto, abbiamo bisogno di sapere quali specie specifiche riescano ad adattarsi per bene. In sintesi, è necessario prendersi cura dei bisogni di quel tipo di animale, e solitamente questo significa che hanno bisogno di molto più spazio rispetto a quello che la gran parte degli zoo tradizionalmente offrono. Gabbie piccole non sono adatte per la gran parte degli animali, ma ovviamente lo zoo vuole mostrare gli animali alle persone, e non vogliono che si nascondano e stiano lontani.

Qual è la connessione tra il cambiamento climatico e la produzione di carne?

Il riscaldamento globale, in particolare, sta avvenendo a causa dei cambiamenti dei gas che vanno nell’atmosfera. I gas serra più forti sono l'anidride carbonica, gli ossidi di azoto, e il metano. Il sistema dei trasporti umani, l’uso energetico per l’aria condizionata e per riscaldare le case, e gli animali che producono gas serra sono un fattore.

Quello principale è l'anidride carbonica, perché molto viene prodotto nel corso del trasporto e la produzione di cibo per gli animali. Inoltre, gli animali stessi, se sono dei ruminanti, producono metano, un gas serra. Questo sta avendo un effetto minore ma significativo. Gli animali ruminanti che producono il metano mangiano qualcosa che gli esseri umani non possono mangiare, come l’erba e altre foglie. È quello di cui abbiamo bisogno in futuro. Non vogliamo avere animali che mangiano alimenti che possiamo mangiare anche noi, come il grano. È uno spreco dare il grano come mangime per gli animali quando le persone possono mangiare il grano direttamente.

Di recente ho fatto uno studio sull’uso dell’acqua, scoprendo che il più grande uso di acqua nella produzione di carne proviene dalla produzione di grano per nutrire gli animali. Se il grano è il mangime per gli animali, è necessaria molta acqua per produrre il grano.

I sistemi migliori sono quelli silvopastorali, in cui c’è una combinazione di piante da pascolo, cespugli con piante edibili, e alberi che danno ombra e anche foglie edibili. Questi sistemi sono molto più efficienti. Dunque, vogliamo animali ruminanti perché sono particolarmente bravi ad utilizzare l'erba e foglie, ma lo svantaggio è la loro produzione di metano. Sono in corso numerosi sforzi per ridurre la produzione di metano.

In sintesi, dobbiamo passare a sistemi efficienti. Molti dei sistemi che usiamo al momento non sono molto efficienti, e abbiamo bisogno di ridurre il numero di animali consumati dagli esseri umani. Abbiamo tutti bisogno di mangiare meno prodotti animali. E dovremmo mangiare animali che mangiano cose che noi non possiamo mangiare, invece di animali che competono direttamente con noi per il cibo.

Siccome gli animali sono stati sfruttati per la gran parte della storia dagli esseri umani, pensi che in futuro sia possibile un trattamento più etico degli animali, guidato dalla maggiore comprensione della loro intelligenza?

Abbiamo già una comprensione maggiore dei modi terribili in cui abbiamo trattato gli animali. Questo aumenterà ancora di più in futuro perché più impariamo sui funzionamenti animali, più scopriamo quanto siano intelligenti gli animali che usiamo. Pertanto, penso che proveremmo vergogna per il fatto di aver trattato così male gli animali. Proprio come ora abbiamo maggiore comprensione di come abbiamo trattato male altri esseri umani, penseremo allo stesso modo verso le altre specie.

Non penso che smetteremo di usare o sfruttare gli animali, ma questo sfruttamento sarà più razionale, più basato sulle prove scientifiche, e più gentile. Più gentile nel senso che penseremo al benessere di ogni animale con cui interagiamo, e non agiremo in maniera estremamente dannosa per loro perché prenderemo in considerazione il livello di sofisticazione delle loro funzioni cerebrali e così via.

Penso che la coltivazione cellulare della carne (carne coltivata in laboratorio) possa offrire un’opportunità importante in futuro, e sarà un sostituto di molta della carne che viene mangiata al momento. Le cellule di un animale, generalmente cellule di muscolo, possono moltiplicarsi ed essere utilizzate per dare cibo a molte persone. Sono ancora necessarie delle risorse per questo, e c’è la domanda su che tipo di risorse stiano entrando e se sia un sistema sostenibile. È necessaria ancora della ricerca su questo.

Ci sono ancora alcune aree da sviluppare, ma sta avvenendo. Questi prodotti sono sufficientemente simili alla carne, e quindi le persone possono mangiarli e dire: “Per quanto mi riguarda, sa di carne”. Penso sia qualcosa che verrà risolto, e vedremo nei prossimi venti o trent’anni la carne coltivata come un aspetto importante della nostra società.

Sebbene in certe società la caccia sia qualcosa di necessario, in molti luoghi si fa solo per divertimento. Si sta riscontrando un cambiamento di atteggiamento riguardo alla caccia nel Regno Unito, poiché sempre più persone sono contro la caccia sportiva. Si può mai giustificare la caccia in qualche modo?

Ci sono alcune circostanze in cui, quando i numeri degli animali sono così elevati, che se non si fa nulla, moriranno di fame. Potrebbe esserci una situazione in cui c’è un luogo dove potrebbero vivere mille animali, ma ce ne sono duemila, e questo significa che mille moriranno di fame: una morte davvero terribile. Pertanto, ci sono casi in cui le popolazioni possono essere gestite riducendo il numero di animali. L’ideale sarebbe catturarli e portarli altrove, ma non è sempre possibile.

Possiamo anche avere la situazione in cui c’è un predatore che sta uccidendo molti altri animali, e potrebbe esserci una ragione per uccidere questo animale. Ma ci sono anche molte occasioni in cui le persone hanno piacere di rincorrere e uccidere gli animali, invece di essere davvero preoccupati di gestire le popolazioni. Il problema è che molte persone che cacciano per sport sono incompetenti, e l’animale colpito potrebbe morire solo dopo tre settimane con molta sofferenza. Se sei un buon tiratore e spari solo dopo aver mirato con cura, garantendo un abbattimento immediato, allora è un metodo umano.

Specie come il lupo sono molto rare. Anche se la popolazione dei lupi sta crescendo, sono rari. Dovrebbe essere possibile per gli esseri umani vivere con i lupi, invece che cercare di ucciderli. In Norvegia ci sono allevatori che ottengono un compenso dal governo se possono dimostrare che i lupi hanno ucciso i loro capi di bestiame, e così non li uccidono, e gli allevatori ottengono un rimborso.

Tornando nuovamente agli atteggiamenti sociali, in che modo la scienza sul benessere animale ha influenzato le scelte dei consumatori e i regolamenti legali?

L’attività principale di ricerca degli ultimi trent’anni nel nostro gruppo sul benessere animale qui a Cambridge, e in realtà in molti altri centri in vari luoghi del mondo, è stata quella di valutare scientificamente il benessere animale in relazione alle condizioni di alloggio, varie forme di trattamento, trasporto, o cosa accade prima del macello. Abbiamo ora una buona comprensione delle misure del benessere animale.

Conosciamo la differenza tra un metodo e un altro, e sappiamo che alcuni metodi sono estremamente dannosi per gli animali. Abbiamo usato metodi per tenere gli animali che sono assolutamente terribili, metodi che non rispecchiano i loro bisogni, e che danneggiano profondamente l’animale.

L’uso di metodi scientifici come strumenti per valutare i mutamenti nel livello di benessere animale cambia in seguito le opinioni delle persone. Nell’Unione Europea, abbiamo ora una dozzina di aree in cui alcuni metodi legali sono stati poi dichiarati illegali. Ora non è più consentito tenere i vitelli in piccole gabbie, o che mucche incinte siano legate tutto il tempo o tenute in piccole stalle, o i polli in piccole batterie. Anche alcuni metodi di trasporto ora sono illegali. Ci sono dunque stati cambiamenti notevoli, tutti basati sull’evidenza scientifica.

Il modo in cui avviene il cambiamento è che è necessario un report scientifico svolto da scienziati indipendenti che viene poi presentato alla Commissione Europea o il Parlamento Europeo, e poi si passa all’azione. Ma se alle persone non importasse nulla [del benessere animale, N.d.T.], allora non accadrebbe niente. È perché il pubblico ha grande interesse nella sostenibilità in generale, e nel benessere animale, che qualcosa si muove.

Il cambiamento è stato molto vasto nella società perché ci sono molte informazioni disponibili, e i consumatori sanno cosa accade negli allevamenti industriali. Abbiamo visto un cambiamento economico, in cui i consumatori guidano molte delle decisioni su ciò che accade negli allevamenti o nelle fabbriche. I consumatori hanno richiesto cambiamenti, hanno posto queste richieste alla politica, e i politici hanno ricevuto le informazioni e formulato le leggi. E i codici di pratica, come i codici di pratica nei supermercati, sono stati molto importanti nel cambiare il modo in cui sono tenuti gli animali.

E per concludere, perché le persone amano certe specie, come i cani e gatti, mentre non hanno alcun problema ad uccidere altre come i ragni e i topi?

Trovo particolare il fatto che le persone provano avversione per alcuni animali e invece amano altri! Potresti chiedere a qualcuno: “Cosa ne pensi del benessere degli animali?”. E loro risponderebbero: “Oh, penso sia molto importante”. E poi chiedi: “Cosa ne pensi del benessere dei topi?”. E lui o lei risponde, “Beh, è diverso".

Ma non dovrebbe essere diverso, perché un topo è un animale perfettamente funzionante, con un cervello sofisticato e con tutti i sensi che abbiamo anche noi, alcuni addirittura migliori dei nostri. Dunque, pensare a un ratto come a qualcosa di totalmente indesiderato, e amare invece un cane, è illogico. Penso la ragione sia perché questi animali riescono a competere con noi, con successo. In generale, non ci piacciono gli animali che hanno successo. I ratti hanno molto successo, i topi pure, e anche le mosche.

Inoltre, alcuni animali non ci piacciono perché non assomigliano a noi. Alle persone i ragni non piacciono perché non assomigliano a noi, anche se sono totalmente innocui. In realtà, anche se sono di beneficio per noi! I ragni nelle nostre case sono di beneficio in vari modi, ma alcune persone li ucciderebbero se li trovassero in casa. Penso sia una cosa terribile!

Prof. Donald Broom, grazie mille per il tuo tempo e per le tue scoperte nel mondo del comportamento e della coscienza animale!
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