Intervista con Tenzin Wangyal Rinpoche

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Study Buddhism ha intervistato Tenzin Wangyal Rinpoche ad Helsinki, in Finlandia, durante il suo tour d’insegnamenti in Europa. Nell’intervista abbiamo esplorato come sfruttare al meglio un terzo della nostra vita che passiamo a dormire e come equilibrare gli elementi, concludendo con una semplice meditazione per la vita quotidiana.
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È una domenica soleggiata e calda ad Helsinki, e mi trovo in un tram che percorre le vie lastricate di Katajanokka, una bellissima zona portuale della città, e sto per incontrare Geshe Tenzin Wangyal Rinpoche, stimato maestro e accademico. Noto per la sua profonda comprensione della tradizione Bön, la più antica tradizione spirituale del Tibet, il suo lavoro è stato fondamentale per portare gli insegnamenti, le meditazioni, e la filosofia Bön in occidente. Come direttore spirituale del Ligmincha International, offre gratuitamente al mondo i suoi insegnamenti tramite il sito web CyberSangha.

Durante la nostra conversazione, Tenzin Wangyal Rinpoche ha condiviso le sue intuizioni su vari argomenti, ognuno dei quali offriva chiarimenti sul sentiero del risveglio spirituale. Un tema significativo che abbiamo esplorato era il pericolo di cadere nella trappola del pensiero estremista, per cui crediamo che le nostre visioni del mondo siano superiori ad altre, o le uniche valide. Rinpoche ha sottolineato l’importanza di coltivare una mente aperta, di abbracciare la diversità e rispettare sentieri differenti, poiché questi atteggiamenti possono favorire la comprensione e l’armonia tra individui e comunità. 

Rinpoche ha anche esplorato il profondo significato dei cinque elementi nella pratica Bön. Attingendo a una saggezza antica, ha spiegato come ciascun elemento – terra, acqua, fuoco, aria, e spazio – rappresenti non solo aspetti esterni del mondo, ma anche qualità interiori di noi stessi. Comprendere e armonizzare queste energie elementali può portare a una profonda trasformazione e integrazione del corpo e della mente.

Una delle discussioni più affascinanti è stata incentrata sulla pratica dello yoga del sogno, un’antica disciplina che Rinpoche insegna spesso, e su cui ha scritto molto. Rinpoche ha spiegato la grande efficienza dello yoga del sogno per trasformare le nostre vite nello stato di veglia. Ha descritto che se acquisiamo consapevolezza e lucidità nei nostri sogni, possiamo ottenere realizzazioni sulla natura della realtà, superare i nostri limiti, e sviluppare una prospettiva più vasta, che va oltre i confini della nostra esistenza ordinaria.

Durante l’intervista traspare nettamente il carattere gentile e la profonda saggezza di Tenzin Wangyal Rinpoche. I suoi insegnamenti non solo hanno illuminato la bellezza e la profondità della tradizione Bön, ma hanno anche offerto consigli pratici per praticanti spirituali di altre tradizioni. La nostra conversazione mi ha lasciato un’impressione duratura che può ispirarci ad abbracciare l’apertura mentale, ad onorare le forze elementali dentro di noi, e ad esplorare il ricco potenziale dei sogni di risvegliare le nostre vite quotidiane. Buona lettura!

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Study Buddhism: Usi il termine Buddhismo Bön per descrivere i tuoi insegnamenti. Cos’è il Bön, e come si differenzia dal Buddhismo?

Tenzin Wangyal Rinpoche: Il Bön è una delle tradizioni spirituali o religiose più antiche del mondo e, sicuramente, la tradizione più vecchia del Tibet. Secondo la storia orale della tradizione Bön, l’origine risale a più di 17.000 anni fa, al Signore Tonpa Sherab Miwoche, che è stato il fondatore del Buddhismo Bön.

Se storicamente il Buddhismo e il Bön sembrano due tradizioni separate, e anche in conflitto a volte, in realtà non ci sono molte differenze quando esamini la natura degli insegnamenti, dei messaggi, e le persone che li praticano. Dal punto di vista storico, le persone possono distinguere il Buddhismo dalla tradizione Bön. Per me, siccome gli insegnamenti sono molto connessi, chiamarla Buddhismo Bön è un modo per avvicinare le persone, le pratiche, e le connessioni.

Hai appena detto che storicamente ci sono stati dei conflitti tra il Buddhismo e la tradizione Bön. Ci sono così tante tradizioni, scuole, e branche del Buddhismo e nel corso della storia, persino adesso, spesso vediamo che i praticanti si aggrappano molto al lignaggio che stanno seguendo, e sono molto protettivi al riguardo. Qual è la tua visione su questo problema?

Se pensi al Buddhismo tibetano con tutte le sue differenti scuole, una delle aree di disaccordo è sul tema della shunyata – la vacuità. Qual è la "vera" meditazione sulla vacuità? Tutti dicono: “La mia versione della vacuità è la verità". Questi disaccordi vanno avanti da sempre, e probabilmente continueranno per sempre. Gli insegnamenti fondamentali, come la realizzazione della vacuità, hanno l’obiettivo di cambiare, trasformare e liberare il tuo ego, e il modo in cui ti aggrappi a te stesso. Questo è lo scopo della meditazione sulla vacuità - shunyata. Non si tratta di coltivare una personalità, ma di dissolverla.

Quello che raccomando alle persone è di non rimanere intrappolati da queste visioni fondamentaliste dell’unica versione corretta, secondo cui la mia versione è quella corretta. Se cominci a pensare in questo modo, rimarrai intrappolato da questa personalità, da questa identità - esattamente quello che gli insegnamenti dovrebbero aiutarti a sciogliere! Dunque, il mio consiglio è di non rimanere intrappolati in queste storie. Applica i veri insegnamenti per dissolvere l’identità dolorosa del tuo sé, il tuo ego, la tua personalità, la tua individualità. Questo perché ogni momento in cui senti dolore o disagio è strettamente connesso alla tua identità. Affronta questa identità utilizzando gli insegnamenti, non costruirne un’altra!

La tradizione Bön comprende molti metodi che lavorano non solo con la nostra mente, ma con i nostri corpi tramite esercizi di yoga, recitazione di mantra, e pratiche di respirazione. In che modo il corpo influenza la mente?

Penso che l’esercizio fisico, lo yoga, o ciò che chiamiamo “tsa-lung trul-khor” (rtsa-rlung ‘khrul-‘khor) giochi un ruolo molto importante nel nostro sviluppo mentale e psicologico, e nella nostra meditazione. Le nostre esperienze meditative sono stati di coscienza, stati mentali, che sono molto influenzati dalle condizioni del corpo. Il corpo influenza la mente, e la mente influenza il corpo. C’è un effetto in entrambe le direzioni.

Alcune persone sono più capaci di lavorare con la mente influenzando il loro corpo, mentre altre sono più in grado di lavorare con il corpo, che a sua volta influenza la mente. È molto complicato lavorare con la mente, ma riescono a lavorare con il loro corpo. Possono imparare un esercizio o un movimento, oppure un tipo di respirazione, e così quel movimento o quel respiro influenzerà la loro mente. Ad esempio, se qualcuno si arrabbia, dire semplicemente “Non arrabbiarti!”, oppure “Sei stupido, non arrabbiarti!” sicuramente non funzionerà! E quindi cosa puoi dire? “Calmati, respira profondamente, ed espirando lascia andare”. Se segui le istruzioni espirando la rabbia, e lo fai qualche volta, vedrai che la mente si calma. Questo è il potere del respiro sulla mente. In un certo senso, è un approccio molto intelligente. Stai usando qualcosa di facile, come un movimento del corpo o del respiro, per cambiare qualcosa di più difficile da trasformare da solo, come uno stato di coscienza. In effetti, stai usando qualcosa di facile per fare qualcosa di più difficile.

Il Bön considera i cinque elementi naturali - terra, acqua, fuoco, aria, e spazio - come aspetti fondamentali di un universo vivente, che comprende tutte le nostre esperienze. Puoi spiegarne il significato per la nostra pratica?

Tutto l’universo è creato dai cinque elementi. Gli elementi esterni sono la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria, e lo spazio. Essi corrispondono agli elementi interni con cui si forma il corpo: la nostra carne, il nostro sangue, il calore del corpo, il respiro, e la nostra coscienza. 

Nella tradizione Bön i cinque elementi sono molto evidenziati. L’enfasi è su come riconoscere il proprio elemento. Alcune persone sono molto orientate alla terra, altre all’aria, altre ancora al fuoco. Le personalità sono differenti, i tipi di corpo sono molto differenti, gli stati psicologici sono molto differenti, cosa imparano e il modo in cui progrediscono nella pratica è differente.

L’obiettivo è di bilanciare i cinque elementi, e possiamo farlo in due modi. Un approccio è la meditazione, in cui equilibrando i cinque elementi influenzi il corpo, l’ambiente, e la relazione con la natura. Quei praticanti per i quali è difficile comprendere gli aspetti più sottili e profondi dei cinque elementi nel corpo o nel campo energetico, possono usare come base la natura. Esistono molte tradizioni shamaniche che lavorano con la terra e il fuoco, come le capanne sudatorie, andare nelle montagne, e così via. Vanno fuori, lavorano con gli elementi esterni, e quando trovano un equilibrio e una connessione con gli elementi esterni, portano quell’equilibrio negli elementi interni. È ciò che chiamiamo "interiorizzare gli elementi esterni per beneficiare il proprio sé o il proprio essere".

Il tuo best-seller, Lo yoga tibetano del sogno e del sonno [Ubaldini Editore, 2000, N.d.T.] si basa sulla tua grande esperienza nello yoga del sogno, e offre istruzioni precise su questo potente metodo di trasformazione. Come possiamo utilizzare il sonno a nostro vantaggio?

Noi dormiamo per circa un terzo della nostra vita, ovvero in media da 25 a 33 anni. In occidente l’idea prevalente è che il sonno sia tempo perso, il tempo è denaro, e quindi il sonno è associato a qualcosa di negativo. Ma la scienza e la neuroscienza hanno dimostrato che i processi di rimozione degli scarti che avvengono nel nostro cervello durante il sonno sono molto importanti per la nostra salute e il nostro benessere.

Gli yogi hanno anche scoperto che possiamo fare buon uso di questo tempo. I sogni possono effettivamente aiutare il processo di guarigione, permettendoci di riconoscere debolezze, ferite, dolori, conflitti, paure, ansie, depressioni. Gli yogi hanno riconosciuto tutto questo grazie al sogno lucido, cercando di trasformare queste emozioni con le pratiche dello yoga del sogno. Non è solo per cercare di trasformare gli ostacoli e i problemi, ma per riscoprire le qualità illuminate, per risvegliare la vera natura di noi stessi. Lo yoga del sogno è usato proprio per questo. I cambiamenti nel sogno, a loro volta, favoriranno cambiamenti nello stato di veglia.

La pratica dello yoga del sogno è molto importante nella tradizione tantrica o Vajrayana del Buddhismo tibetano e nella tradizione Bön, specialmente nei tantra madre.

Molti di noi pensano di avere controllo durante il giorno, e nessun controllo la notte quando andiamo a dormire, ma in realtà dipende. Non diciamo, “Oh, alle 11:00 di sera avrò un sogno con la mia famiglia!”. Non abbiamo questo tipo di piano. I sogni semplicemente avvengono. E perché sogni quello che sogni? Tutto dipende dalle condizioni. Le azioni del giorno, le emozioni del giorno, le debolezze del giorno avvengono nuovamente nei sogni. Sostanzialmente veniamo messi alla prova: siamo coscienti? Siamo consapevoli? Siamo intrappolati nelle nostre paure? Se un demone ti insegue nel sogno, sei consapevole che non si tratta di un vero demone? Sei consapevole che è la tua paura a produrlo? Sei consapevole di stare effettivamente sognando? Queste sono le domande.

Se pratichi lo yoga del sogno, sarai in grado di essere lucido. Ciò significa che sarai consapevole di stare sognando. E se sei consapevole di stare sognando, saprai che è un sogno, e che non è reale. Sarai consapevole di poter trascendere questi sentimenti e ferite, trasformando il dolore in gioia, passando dal condizionato al non condizionato, dal cattivo al buono, dall’inferiore al superiore. Questo è lo scopo dello yoga del sogno.

La recitazione dei mantra è molto diffusa in Tibet, e si pensa che abbia poteri curativi. In che senso i mantra possono guarirci?

I mantra hanno potere. Quando li reciti, hanno il potere di invocare divinità e di aprire i chakra, i centri dell’energia.

Spesso, nei nostri corpi e nei centri dell’energia, ci sono molte storie di dolore, di ferite. Ogni volta che vengono attivate inconsciamente, queste storie emettono vibrazioni negative nel corpo, e questo ci influenza negativamente. Ma quando portiamo il suono del mantra nel corpo, la vibrazione cambia e diventa positiva. E questo ci guarisce.

In alcuni insegnamenti tantrici, si afferma che se vocalizzi le sillabe A o HA, solo la vibrazione è in grado di aprire il petto, o il cuore. Se reciti giornalmente un mantra per venti minuti o mezz’ora, in un paio di settimane ci saranno dei risultati, a volte anche immediatamente.

Infine, per i nostri lettori che vivono in un mondo frenetico che non si ferma mai, puoi raccomandare una semplice meditazione per radicare il corpo e la mente?

La meditazione delle “Tre pillole preziose” è semplice e adatta a tutti. Le chiamo “pillole” perché si usano molto le pillole in occidente. In questa meditazione, ci sono tre pillole: la bianca, la rossa, e la blu. Quando siamo agitati dal nostro corpo di dolore, quando non ci sentiamo radicati nel corpo, riconosco la sensazione e prendo la pillola bianca: provo quiete, e sono consapevole della tranquillità del corpo. La mia consapevolezza della tranquillità è come la madre, e il mio corpo è come il bambino. Questi due, il bambino e la madre, sono connessi. Il corpo aiuta la mente a stabilizzarsi. Potete provare a fare questa meditazione ogni tanto, magari dieci o quindici volte al giorno, quando c’è un'opportunità, o quando ne avete bisogno, come ad esempio se vi sentite agitati nel corpo.

La seconda pillola è quella rossa del silenzio. Spesso ascoltiamo il rumore, i problemi, le nostre voci interiori. Questi rumori non ci aiutano mai a sentirci in pace, calmi, o connessi con noi stessi. Quando riconoscete i rumori esterni o interni, in quel momento prendete la pillola rossa, la consapevolezza del silenzio. Siate silenziosi, e siate consapevoli del silenzio. C’è una differenza tra l'essere quieti e l’essere consapevoli del silenzio. Una grande differenza. Molte persone possono essere calme, ma molto poche possono essere consapevoli del loro silenzio. Quando sei consapevole del tuo silenzio, questo ha un grande impatto su di te. 

La terza pillola è quella blu della spaziosità della mente. Prendete questa pillola quando la mente è agitata, destabilizzata, impaurita; e provate la spaziosità della mente, e siate consapevoli della spaziosità della mente. Sarà come un cielo azzurro cristallino nel deserto. È utile visualizzare un’immagine del genere, ma è ancora meglio provare l'esperienza stessa.

Dunque, in questa meditazione, prendete una pillola bianca, una rossa, e una blu. Prendete tre pillole al giorno, ogni volta che ne avete bisogno, senza effetti collaterali! Se ho un po’ di tempo libero, o anche ora nel bel mezzo di questa intervista, prendo le tre pillole, anche se nessuno mi sta minacciando o mettendo alla prova. Ma ci sono momenti in cui mi sento attaccato, e allora è necessario prendere le pillole per proteggermi o per proteggere qualcun altro da me! Quando prendi queste tre pillole in meditazione, immediatamente ti proteggeranno, ti radicheranno, ti guideranno, e trasformeranno la situazione. Ecco la mia semplice meditazione che dovremmo fare ogni giorno. 

Fantastico, la userò sicuramente ogni giorno! Grazie Tenzin Wangyal Rinpoche, per il tuo tempo e per aver condiviso l’antica saggezza degli insegnamenti Bön.
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