Esistono quattordici punti non specificati (lung-du ma-bstan-pa bcu-bzhi), ovvero punti sui quali il Buddha non ha fornito una risposta precisa quando gli sono stati chiesti. Spesso questo insieme di quattordici punti viene definito come le "quattordici domande alle quali il Buddha è rimasto in silenzio".
La versione mahayana
A coloro che credono in un vero “io” o “sé” (bdag, sanscr. ātman) e in un vero universo, il Buddha non rispose quando chiesero cosa fossero l’“io” o il “sé” e l’universo:
- Eterni
- Non eterni, poiché subiscono una profonda impermanenza al momento della loro distruzione.
- Entrambi – nel senso che alcuni esseri e i loro ambienti, come il creatore Brahma e il suo paradiso, sono eterni mentre tutto il resto, come le sue creazioni, non è eterno e termina al momento della sua distruzione.
- Nessuno dei due – dato che è impossibile saperlo?
L’ “io” o “sé” e l’universo:
- Finiti
- Infiniti
- Entrambe le cose – nel senso che gli esseri limitati (esseri senzienti) sono infiniti di numero, ma l'universo è finito nelle dimensioni
- Nessuna delle due – dato che è impossibile saperlo?
L'"io" o il "sé" di un Buddha:
- Continua ad esistere dopo la morte
- Non continua dopo la morte
- Entrambi – nel senso che il corpo non continua, ma la forza vitale (srog) sì
- Nessuno dei due?
Buddha non rispose a queste domande perché non esiste un vero "io" o "sé" realmente esistente, né per gli esseri limitati (esseri senzienti) né per un Buddha, e non esiste un universo realmente esistente. Pertanto, non ci si può interrogare sull'eternità o meno di tali cose, sulla loro finitezza o infinità. È come chiedere se le corna di coniglio, i peli di tartaruga o le labbra di gallina durino per sempre o solo per un tempo limitato. Se Buddha avesse detto che l'"io" e così via sono eterni, queste persone sarebbero cadute nella posizione dell'eternismo. Se avesse detto che non sono eterni, sarebbero cadute nella posizione del nichilismo, poiché non avrebbero compreso la sua risposta. Pertanto, era più saggio non fornire alcuna risposta.
A coloro che credono in un corpo e in una forza vitale realmente esistenti e tangibili, Buddha non rispose quando chiesero cosa fossero il corpo e la forza vitale:
- la stessa entità
- entità totalmente separate e distinte?
Rimase in silenzio per una ragione simile, poiché avrebbero solo frainteso qualsiasi cosa avesse detto.
La versione theravada
Un elenco precedente e abbreviato di dieci punti non specificati appare nel canone pali nel Sutta delle istruzioni più brevi a Malunkya (pali Cūḷa-Māluṅkyovāda Sutta), all'interno della Raccolta dei discorsi di media lunghezza (pali Majjhima Nikāya). In questa versione, il monaco Malunkyaputta era continuamente distratto da speculazioni metafisiche durante la sua meditazione. Per riportarlo alla sua intensa pratica meditativa, Buddha rimase in silenzio quando Malunkyaputta chiese se:
- L'universo fosse eterno
- L'universo non fosse eterno
- L'universo fosse finito
- L'universo fosse infinito
- Dopo la morte, un Buddha continua ad esistere.
- Dopo la morte, un Buddha non continua ad esistere.
- Dopo la morte, un Buddha continua ad esistere e al tempo stesso a non esistere.
- Dopo la morte, un Buddha non continua né ad esistere né a non esistere.
- Il corpo e il “sé” sono la stessa entità
- Il corpo e il “sé” sono entità totalmente separate e distinte.