Domanda: Cosa si intende per teoria e pratica traduttive?
Dott. Berzin: La teoria della traduzione riguarda le regole grammaticali e il modo in cui si passa da una lingua all'altra, senza aggiungere né omettere nulla. Si cerca di essere fedeli allo stile del testo: se è pieno di umorismo, si cerca di renderlo umoristico; se è molto bello, si cerca di renderlo bello. La cosa più difficile è, se il testo stesso è poco chiaro lasciarlo tale.
La pratica della traduzione implica il miglioramento dello stile e della tecnica con l'esperienza. Per migliorare, sono necessarie grande flessibilità e umiltà. Quando riceviamo critiche fondate, dobbiamo accettarle senza metterci sulla difensiva. Dobbiamo essere disposti ad accettare le correzioni; anche essere aperti ai metodi di traduzione altrui e, se questi sono migliori, accettarli e adottarli.
Bisogna sempre tenere a mente il pubblico di riferimento. Con chi si sta cercando di comunicare? Si sta cercando di tradurre in un modo che solo dieci specialisti al mondo possano comprendere? Oppure si sta cercando di tradurre per la propria madre? Queste sono alcune delle differenze tra teoria e pratica della traduzione.
Quali sono i trucchi per sviluppare la memoria e l'attenzione?
Ciò che mi è stato di grande aiuto è stato il metodo che il mio maestro, Tsenciap Serkong Rinpoce, ha utilizzato con me. Ogni volta che ero con lui mi chiedeva: "Cosa ho appena detto?" e io dovevo ripeterlo. O dovevo ripetere ciò che io avevo appena detto. Se non ci riuscivo, mi rimproverava e mi chiamava idiota. Questo è un aspetto su cui si insiste molto nella pratica buddhista: la relazione con il maestro spirituale. Poiché nutrivo un profondo rispetto, timore reverenziale e, in un certo senso, anche una grande paura per lui, cercavo sempre di non comportarmi da idiota con lui.
Ricordo che una volta gli chiesi il significato di una parola, e lui rispose: "Te l'ho spiegata sette anni fa! Ricordo di avertela spiegata, perché non te la ricordi?". Quindi penso che lavorare con qualcuno per cui si nutre un così grande rispetto sia un ottimo incentivo per migliorare la propria memoria.
Ma anche se non abbiamo un insegnante del genere, possiamo esercitarci gli uni con gli altri. Ci sono molte registrazioni di insegnamenti e possiamo ascoltarle, anche in porzioni sempre più lunghe, cercando di ricordare ciò che abbiamo sentito e di tradurre. Questo ci aiuterà a migliorare la memoria, perché spesso gli insegnanti parlano per cinque minuti o più, e noi abbiamo bisogno di ricordare.
Inoltre, se ti occupi di traduzione orale, devi sviluppare una buona capacità di prendere appunti. Ciò significa annotare solo le parole chiave, in modo che ti ricordino l'argomento, l'ordine e il senso generale. Devi però avere una conoscenza approfondita dell'argomento, in modo da poterlo poi ricostruire a partire dalle parole chiave.
Per la maggior parte di noi traduttori, me compreso, le cose più difficili da ricordare sono nomi e numeri. Soprattutto se non si è mai sentito un nome prima, è davvero difficile memorizzarlo. Quindi è fondamentale annotarli. Inoltre, bisogna essere in grado di scrivere molto velocemente e in forma abbreviata, in modo da poter tenere il passo con la velocità di chi parla. Questi sono alcuni metodi per migliorare la memoria e l'attenzione.
Vorrei sottolineare che probabilmente il fattore più importante è la motivazione. Bisogna davvero voler prestare attenzione e ricordare. Se si pensa in termini di beneficio per gli altri, che ogni persona tra il pubblico è come una madre, un padre, un fratello, una sorella o il proprio migliore amico, e che si sta cercando di spiegare qualcosa, allora si desidera davvero comunicare bene perché si tiene molto a loro. Questo aiuta moltissimo a migliorare la memoria.