La tradizione della trasmissione orale nell'era digitale

Continuando la tradizione della trasmissione orale

Sul mio sito web studybuddhism.com ho registrato la lettura di tutti i testi originali che ho tradotto dal tibetano e dal sanscrito. Il motivo, oltre al fatto che ad alcune persone piace ascoltarli, è la tradizione tibetana del lung ovvero la trasmissione orale. Sebbene i tibetani abbiano ricevuto originariamente trasmissioni orali in sanscrito, provenienti dall'India, hanno tradotto i testi in tibetano e hanno continuato la trasmissione orale attraverso le traduzioni tibetane.

Nutrendo grande rispetto per questa tradizione e anche grazie alla mia esperienza nel cercare di comprenderne il significato e l'importanza, ho deciso che sarebbe stato fondamentale per la mia generazione di traduttori – se fossero stati d'accordo – continuare questa tradizione e iniziare la trasmissione orale delle nostre traduzioni nelle nostre lingue, in modo che questa tradizione possa essere perpetuata in futuro. 

Ho proposto questa idea ad alcuni colleghi e, sebbene l'abbiano trovata interessante, nessuno sembrava intenzionato ad accoglierla. Così ho deciso di farlo io stesso, e il modo per farlo è attraverso i media digitali. Sua Santità il Dalai Lama ha affermato che l'uso della tecnologia per la trasmissione degli insegnamenti buddhisti è una questione molto seria da esaminare nel nostro tempo. Cosa succede quando le iniziazioni e altri insegnamenti vengono trasmessi via internet? Le persone li ricevono effettivamente? 

Sua Santità ha detto che se l'intenzione del maestro è che coloro che guardano o ascoltano ricevano l'iniziazione, e se coloro che ascoltano hanno l'intenzione di riceverla, allora funziona. L'ascolto non deve necessariamente avvenire nello stesso momento in cui il maestro impartisce l'insegnamento, a causa delle differenze di fuso orario. 

Credo che questa usanza di ricevere indirettamente le trasmissioni orali derivi da ciò che accadeva in Tibet, dove grandi folle di persone partecipavano a vari insegnamenti senza amplificatori, altoparlanti o altro. Ovviamente, solo le persone sedute molto vicino al maestro potevano effettivamente sentire ciò che veniva detto. Le persone in fondo non potevano sentire; tuttavia, attraverso l'interazione indiretta, ricevevano le iniziazioni e le trasmissioni orali. Credo che i media digitali seguano lo stesso principio di questa esperienza, proveniente dal Tibet tradizionale e senza dubbio anche dall'India.

Il significato della trasmissione orale

Esaminiamo il vero significato della tradizione della trasmissione orale. Sono passati molti secoli prima che gli insegnamenti venissero messi per iscritto, e l'unico modo per apprenderli era ascoltarli recitati. Le persone recitavano i testi in gruppo ripetutamente, e attraverso questo processo li memorizzavano. Inizialmente pensavo che la trasmissione orale implicasse che la persona che trasmetteva un testo dovesse effettivamente comprenderne il significato, e che stesse trasmettendo, in un certo senso, una realizzazione o una comprensione da una generazione all'altra. Pensavo che questo fosse il modo in cui avveniva la trasmissione orale. Ma non sembra affatto essere così. 

Ad esempio, ho ricevuto la trasmissione orale di una linea di trasmissione molto speciale di un testo di Tsongkhapa dal mio maestro Serkong Rinpoce, che l'aveva ricevuta da suo padre, il suo maestro, che l'aveva ricevuta da una visione di Tsongkhapa. Si trattava del testo  Essenza dell'eccellente spiegazione dei significati interpretabili e definitivi (Drang-nges legs-bshad snying-po), uno dei testi più difficili di Tsongkhapa. Sebbene avessi ricevuto la trasmissione orale, non avevo mai avuto l'opportunità di studiare il testo. A quanto pare Serkong Rinpoce non ebbe mai il tempo di consegnarlo a Sua Santità, perché aspettava un'occasione speciale o qualcosa del genere.

Anni dopo, quando la reincarnazione del mio maestro Serkong Rinpoce desiderò ricevere quella speciale trasmissione orale, non c'era nessuno in giro che la possedesse ancora. Ero l'unico disponibile. Ho un legame molto stretto con la giovane reincarnazione, come lo avevo con il vecchio Serkong Rinpoce, e lui mi chiese di dargliela. Chiesi a Sua Santità se ciò fosse possibile e se fossi qualificato, dato che non avevo mai studiato il testo. Lui rispose: "Sì, hai ricevuto la trasmissione orale e quindi sei qualificato per darla". Così, mi esercitai a recitare il testo tibetano ad alta voce finché non riuscii a farlo in un tempo ragionevole, e feci un viaggio speciale in India per consegnarlo al giovane Serkong Rinpoce.

La trasmissione di una connessione stretta

Il termine per trasmissione orale ha a che fare con il suono. Si tratta, in realtà, di trasmettere il discorso. Se si osservano i testi sanscriti, molti di essi iniziano con la frase: "Evam maya shrutam ekasmin samaye" "Così ho udito, in un'occasione" e poi continuano dicendo che Buddha risiedeva in un certo luogo e insegnava a un certo pubblico. Queste occasioni erano trasmissioni orali, il termine sanscrito per queste occasioni è samaya. Samaye è al caso locativo, e significa "in quest'occasione". Il termine tibetano per samaya è damtsig, letteralmente "parole sacre", ma significa anche "stretta connessione", qualcosa che crea un legame sacro tra un maestro e un praticante. 

La mia teoria è che ciò che viene effettivamente trasmesso con una trasmissione orale è questa stretta connessione, o legame profondo, con il lignaggio. Se si ha un legame molto stretto con il maestro che ha impartito l'insegnamento, allora ciò che viene trasmesso alla generazione successiva è questa stretta connessione con il testo e l'insegnamento. Credo che questo sia il principio alla base della trasmissione orale. Per cercare di perpetuare questa tradizione e questo lignaggio, ho registrato le mie traduzioni su un dispositivo digitale, che è disponibile sul sito web, in modo che anche le generazioni future possano stabilire questo collegamento. 

Quando ho ricevuto questa specifica trasmissione orale dal vecchio Serkong Rinpoce, egli la recitò a memoria, che è il vero modo di trasmettere oralmente. Non la lesse, nonostante si tratti di un testo di circa 250 pagine. In realtà, la recitava a memoria ogni giorno come parte della sua pratica quotidiana. Il suo assistente seguiva il testo per assicurarsi che non commettesse errori. La recitava così velocemente che i miei occhi non riuscivano a scorrere altrettanto rapidamente il testo per seguire ciò che diceva. 

Questa è la tradizione della trasmissione orale. Non dobbiamo pensare che sia qualcosa di insignificante o banale. Non lo è. È molto importante per mantenere uno stretto legame con i lignaggi dei grandi testi buddhisti.

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