La fonte dei tantra
La pratica del tantra richiede convinzione nell'autenticità dei tantra, la corretta comprensione delle loro procedure e delle loro teorie nonché la certezza della loro validità come metodi per raggiungere l'illuminazione. Secondo la tradizione tibetana, Shakyamuni Buddha stesso è la fonte dei tantra. Tuttavia, molti studiosi, sia occidentali che buddhisti, hanno messo in discussione questo punto. Comunque, secondo gli standard scientifici occidentali, nessuno dei testi attribuiti al Buddha – né i sutra, né i tantra – può superare le verifiche di autenticità. La questione è se questo sia un aspetto cruciale per i praticanti del tantra oppure se ci siano altri criteri più rilevanti per loro.
I tibetani spiegano che Buddha Shakyamuni insegnò tre veicoli o sentieri di pratica che conducono ai più alti obiettivi spirituali. Il veicolo modesto (Hinayana) conduce alla liberazione, mentre il veicolo vasto (Mahayana) conduce all'illuminazione. Nonostante Hinayana sia un termine peggiorativo che appare solamente nei testi Mahayana, lo useremo in questo contesto, senza connotazioni negative, come termine generale ampiamente accettato per indicare le diciotto scuole buddhiste pre-Mahayana. Tantrayana, il veicolo del tantra – anche detto Vajrayana, il veicolo forte come un diamante – è una suddivisione del Mahayana. L'Hinayana trasmette solamente sutra, mentre il Mahayana trasmette sia sutra che tantra.
Nessuno registrò i discorsi o i dialoghi contenenti le istruzioni del Buddha quando egli li condusse 2,500 anni fa, poiché l'usanza indiana dell'epoca limitava l'uso della scrittura agli affari e alle questioni militari. L'anno successivo alla morte di Buddha, tuttavia, cinquecento tra i suoi seguaci si riunirono in un concilio in cui tre dei suoi principali discepoli raccontarono diverse porzioni dei suoi discorsi. Successivamente, vari gruppi di monaci si assunsero la responsabilità di memorizzare e di recitare periodicamente specifiche sezioni di questi. Questa responsabilità venne tramandata da una generazione di discepoli all'altra. Queste parole divennero i sutra Hinayana. La loro rivendicazione di autenticità si basa esclusivamente sul fatto che tre discepoli originari avessero una perfetta capacità di ricordare e che i presenti al concilio, i quali avvalorarono i loro racconti, ricordassero tutti queste stesse parole. Queste due affermazioni sono impossibili da convalidare scientificamente.
Anche se la trasmissione originale fosse stata priva di corruzioni, molti discepoli illustri di generazioni successive erano privi di una memoria impeccabile. A distanza di un secolo dalla morte del Buddha, sorsero dei disaccordi riguardo a molti dei sutra Hinayana. Alla fine, si formarono diciotto scuole, ognuna con una propria versione delle parole del Buddha. Le scuole erano persino in disaccordo riguardo a quanti discorsi e dialoghi del Buddha furono recitati al primo concilio. Secondo alcune versioni, molti dei discepoli del Buddha non furono in grado di partecipare al concilio e trasmisero oralmente esclusivamente ai loro discepoli gli insegnamenti di cui avevano memoria. Gli esempi più illustri sono i testi riguardanti gli argomenti speciali di conoscenza (sct. abhidharma). Per molti anni, le generazioni successive li recitarono al di fuori degli incontri sanciti ufficialmente, e soltanto concili successivi li aggiunsero alla raccolta Hinayana.
I primi testi in forma scritta apparvero quattro secoli dopo il Buddha, verso la metà del primo secolo a.C. Si tratta dei sutra Hinayana della scuola Theravada, il lignaggio degli anziani. Progressivamente, anche i sutra delle altre diciassette scuole Hinayana apparvero in forma scritta. Nonostante la versione Theravada sia stata la prima ad apparire in forma scritta e nonostante la scuola Theravada sia l'unica scuola Hinayana che sopravvive intatta al giorno d'oggi, questi due fatti non sono una prova definitiva che i sutra Theravada siano le autentiche parole del Buddha.
I sutra Theravada sono in lingua pali, mentre le altre diciassette versioni sono in varie lingue indiane, come il sanscrito e il dialetto locale di Magadha, la regione in cui Buddha visse. Tuttavia, non si può affermare che Shakyamuni insegnò in una sola o in tutte queste lingue indiane. Dunque, nessuna versione dei sutra Hinayana può rivendicare l'autenticità sulla base della lingua.
Inoltre, il Buddha consigliò ai suoi discepoli di trasmettere gli insegnamenti in qualsiasi forma fosse comprensibile. Non voleva che i suoi seguaci fossilizzassero le sue parole in un sacro linguaggio arcaico come quello delle antiche scritture indiane, i Veda. In linea con questa indicazione, varie parti degli insegnamenti Hinayana del Buddha apparvero per la prima volta in forma scritta in varie lingue indiane e in diversi stili grammaticali e di composizione, adeguati ai loro tempi. I sutra e i tantra Mahayana mostrano anch'essi una grande varietà stilistica e linguistica. Da un punto di vista tradizionale buddhista, la diversità linguistica dimostra l'autenticità dei testi, e non la loro confutazione.
Secondo la tradizione tibetana, prima che gli insegnamenti del Buddha furono trasposti in forma scritta, i discepoli recitavano pubblicamente i sutra Hinayana nei grandi raduni monastici, i sutra Mahayana in piccoli circoli privati e i tantra in estrema segretezza. I sutra Mahayana emersero per la prima volta all'inizio del secondo secolo d.C., e i tantra iniziarono ad emergere forse appena un secolo più tardi, anche se è impossibile definire una data precisa. Come visto in precedenza, secondo diverse tradizioni Hinayana, nei circoli privati vennero trasmessi oralmente persino alcuni tra i più famosi testi Hinayana, prima che le principali assemblee monastiche li accettassero nel corpus dei testi che venivano recitati apertamente. Quindi, l'assenza di un testo dall'agenda del primo concilio non è una confutazione della sua autenticità.
Inoltre, i partecipanti delle sessioni di recitazione dei tantra facevano giuramento di segretezza e di non rivelare i tantra ai non iniziati. Quindi, non è sorprendente che racconti personali degli incontri di tantra non siano mai apparsi. Dunque, è difficile dimostrare o confutare la trasmissione dei tantra antecedente ai testi scritti e l'esistenza d'incontri segreti. Inoltre, anche se si accettasse l'esistenza di una trasmissione orale dei tantra antecedente ai testi scritti, è impossibile stabilire come e quando questa trasmissione abbia avuto inizio, come nel caso delle scritture Hinayana mancanti dal primo concilio.
Come osservò il maestro indiano Shantideva nel testo Impegnarsi nel comportamento dei bodhisattva (sct. Bodhicaryavatara), qualsiasi ragionamento presentato per dimostrare o screditare l'autenticità dei testi Mahayana si applica ugualmente alle scritture Hinayana. Dunque, l'autenticità dei tantra deve affidarsi a criteri differenti dai fattori linguistici e dalla data della prima redazione.