Il modo per ottenere una determinazione decisiva della corretta visione della vacuità
Questo è diviso in due sezioni:
- Le fasi per accedere alla (determinazione della) natura stessa della realtà
- La determinazione decisiva effettiva della natura stessa della realtà
Le fasi per accedere alla determinazione della natura stessa della realtà
Domanda Supponiamo che ti chieda, poiché la natura stessa della realtà è il nirvana (non dimorante) che deve essere acquisito, che tipo di porta sia attraverso la quale accedere alla natura stessa della realtà, cioè il metodo per acquisire quel (nirvana non dimorante).
Risposta (Il nirvana non dimorante è) lo (svabhava) dharmakaya – la natura stessa della realtà [vacuità] e l'esaurimento [il vero arresto (la vera cessazione)] di tutte le apparenze mentali dell'ologramma dell'afferrarsi a un'anima atman e a ciò che è posseduto da un'anima atman. È la completa pacificazione dell’ (1) apparizione di tutti i fenomeni assortiti, sia esterni che interni, come se fossero realtà quando non lo sono, insieme a (2) [ciò che dà loro origine] le abitudini costanti [dell’afferrarsi a un'anima atman].
Per quanto riguarda le fasi per entrare o impegnarsi in quel (nirvana non dimorante): dopo aver riflettuto sui difetti della rinascita samsarica incontrollabile e ricorrente e averne provato disgusto, è necessario generare il desiderio di uscirne. Quindi, vedendo che se non si può invertire la causa di tale [rinascita samsarica] non si può smettere [di prendere tale rinascita], quando si ricerca considerando quale sia la causa ci si convince dal profondo del cuore del modo in cui una visione illusoria di una rete peritura o [il suo equivalente], l'ignoranza, funziona come la radice del samsara, si svilupperà quindi il desiderio innato di liberarsi da questa (radice).
Quindi, vedendo che il distogliersi da questa visione illusoria verso una rete peritura dipende dalla generazione della conoscenza discriminante che comprende la non esistenza dell'anima atman a cui si afferra questa visione illusoria, capisci che è necessario confutare (l'esistenza di) quell'anima atman. In altre parole, trova certezza in questa [necessità di confutarla, e nella sua confutazione] affidandoti alle citazioni e alla logica che screditano l'esistenza di quell'anima atman e che ne stabiliscono la non esistenza. Se hai interesse per la liberazione, non c'è altro metodo.
Quando avrai trovato la visione certa che la natura auto stabilita di un'anima atman e di un'anima atman come possessore (degli aggregati) non è nemmeno minimamente qualcosa di esistente allora, essendoti abituato al suo significato, otterrai un (svabhava) dharmakaya.
La natura stessa della realtà è la vacuità degli elementi esterni ed interni che esistono come io e mio
Da Chiare parole di Chandrakirti:
[Domanda] Se i fattori mentali disturbanti, gli impulsi karmici, i corpi, gli agenti e i risultati – se tutto questo è irreale e tuttavia, nonostante sia irreale, la sua presenza si manifesta agli esseri infantili con un'apparenza mentale di ologramma della realtà, come una città di musicisti celesti e così via, allora cos'è la realtà qui e come si può accedere alla realtà?
[Risposta] L'estinzione del considerare gli elementi interni ed esterni come veramente io e miei mediante l'assenza di percezione di tutti i fenomeni interni ed esterni, senza eccezione [come auto-stabiliti] – questa è proprio la realtà.
Questo può essere ampiamente appreso dal mio Impegnarsi nel Madhyamaka, ad esempio: "Vedendo con intelligenza e acume che tutti i fattori e i difetti mentali disturbanti, nessuno escluso, hanno origine nella visione illusoria di una rete peritura, uno yoghi comprende il sé che è il suo oggetto e rende semplicemente l'anima atman (auto stabilita) nulla e vuota".
Quindi, se gli yoghi desiderano entrare nella realtà e liberarsi da fattori mentali e difetti disturbanti devono indagare quale sia "la radice della rinascita samsarica incontrollabilmente ricorrente". Quando indagano, allora [esaminano come Chandrakirti delinea in Chiare parole]:
Dopo aver visto che (1) la rinascita samsarica incontrollabile e ricorrente è, in effetti, qualcosa che ha come radice una visione illusoria di una rete peritura, e dopo aver visto insieme a ciò che (2) con l'assenza di percezione di un'anima atman (auto stabilita), c'è una (vera) liberazione dalla visione illusoria di una rete peritura, e che (3) c'è un distogliersi da tutti i fattori mentali disturbanti [tib. e difetti] con quella liberazione, esaminano a fondo per se stessi un'anima atman. (Lo fanno chiedendo) [tib. semplicemente] cos'è quella cosiddetta "anima atman" che è l'oggetto del prendere (i fenomeni esterni e interni come essere veramente) me? Ha una natura auto stabilita (di essere identico a) gli aggregati immaginati come oggetto del prendere (le cose come veramente) me o (ha una natura auto stabilita di essere) separato da (e possessore di) gli aggregati?
Sebbene esistano ragionamenti per confutare la natura auto stabilita dei fenomeni individuali illimitati, Buddhapalita spiegò che quando gli yoghi vogliono entrare nella (visione della) realtà, meditano brevemente sulla non esistenza di una natura auto stabilta di un'anima atman (di una persona) e di un'anima atman (di una persona) come possessore (degli aggregati), e che questo è il significato del diciottesimo capitolo di Strofe radice [di Nagarjuna] sul Madhyamaka, chiamato Conoscenza discriminante. Chandrakirti segue questo.
Quando i prasanghika apprendono la vacuità di una persona apprendono anche la vacuità degli aggregati
Dubbio Dal momento che stai spiegando il modo in cui i seguaci del Mahayana penetrano nella natura stessa della realtà, è irragionevole che con il semplice esaurimento dell'attaccamento a un'anima atman (di una persona) e a un'anima atman (di una persona) come possessore, si arrivi alla natura stessa della realtà che deve essere raggiunta.
(In altre parole), quando si giunge semplicemente a una conclusione decisiva sulla non esistenza di una natura auto stabilita di un'anima atman (di una persona) e di un'anima atman (di una persona) come possessore, non si è giunti a una conclusione decisiva sulla non esistenza di una natura auto stabilita dei fenomeni. Per questo motivo, è irragionevole che questa sia una comprensione del sentiero per accedere alla natura stessa della realtà [uno svabhava dharmakaya].
Risposta Non c'è difetto. Questo perché: (1) ci sono due (tipi di) esaurimento completo di tutte le apparenze degli ologrammi mentali a cui ci si afferra come un'anima atman (di una persona) e un'anima atman (di una persona) come possessore (degli aggregati). Di questi (due tipi), uno è una liberazione definitiva da essi tale che i fattori mentali disturbanti non sorgono mai più – persino i seguaci hinayana [vale a dire, gli arhat shravaka e pratyekabuddha che sostengono una visione prasanghika] hanno quel (tipo di esaurimento). [L'altro tipo di esaurimento di tutte le apparenze degli ologrammi mentali è] la liberazione (da essi) con cui non si percepisce mai alcun segno caratteristico definitorio di una fabbricazione mentale di fenomeni esterni o interni (auto stabiliti) – quel (tipo di esaurimento) è lo (svabhava) dharmakaya.
Inoltre, poiché (2) quando si accerta la non esistenza di una natura auto stabilita di un'anima atman (di una persona), ci si distoglie anche dall’afferrarsi a una natura auto stabilita degli aggregati che ne sono le parti, come quando si brucia un carro di legno anche la parti come le ruote e così via vengono bruciate.
Chiare parole di Chandrakirti lo spiega:
Coloro che cercano la liberazione esaminano [l'anima atman della persona - che], in realtà, è semplicemente etichettata concettualmente come dipendente (su una base - per accertare (1) se è) qualcosa che esiste come base per l'attaccamento a un'anima atman (auto stabilita) (di una persona) da parte di coloro che sono pieni di conoscenza errata e (visioni) opposte e (2) (se) si manifesta come un ottenitore (di rinascite samsariche) con i cinque aggregati. Avendola sottoposta (l'anima atman di una persona) a esame in tutti i modi per verificare se ha il segno caratteristico definitorio di (essere identica agli) aggregati o il segno caratteristico definitorio di non (essere identica agli) aggregati, coloro che cercano la liberazione non la percepiscono, perché non ha una natura auto stabilita come cosa esistente (auto stabilita). [Come disse Nagarjuna in Strofe radice sul Madhyamaka, chiamate Conoscenza discriminante:] “Quando è vero che la loro anima atman non esiste, come possono esserci possedimenti di un'anima atman (gli aggregati come 'miei')?”
A causa dell'assenza di percezione di un'anima atman (auto stabilita) (di una persona), allora un cosiddetto "possesso di un'anima atman (auto stabilita) (di una persona)", qualcosa ottenuto [vale a dire, una rinascita] con i cinque aggregati che è legato a un'anima atman (auto stabilita) (di una persona), chiaramente non è percepito.
Proprio come nel caso di un carro che è stato bruciato, le sue parti non vengono percepite a causa del loro stato di essere state (anch'esse) bruciate, allo stesso modo quando gli yoghi realizzano la non esistenza di un'anima atman (auto stabilita) (di una persona), realizzano necessariamente anche la non esistenza di un'anima atman (auto stabilita) dei componenti dei cinque aggregati come ciò che è posseduto da un'anima atman (auto stabilita) (di una persona).
Ciò significa che quando si comprende la non esistenza di una natura auto stabilita di un'anima atman (di una persona), si comprende anche la non esistenza di una natura auto stabilita di un'anima atman degli aggregati, che sono (concepiti come) i possedimenti di un'anima atman (auto stabilita) (di una persona).
Inoltre, dall'auto commento di Chandrakirti a Impegnarsi nel Madhyamaka:
Poiché quando ti concentri su una forma [che appare nell'aggregato delle forme] e così via come se avesse una natura essenziale individuabile, la tua cognizione è l'inverso (di come esiste realmente), non hai compreso la non esistenza di un'anima atman (auto stabilita) di una persona. Questo perché sei concentrato sugli aggregati che sono la base concettualmente etichettata come [identica a o in possesso di] un'anima atman (auto stabilita) (di una persona).
Come dice Nagarjuna [in Preziosa Ghirlanda], “Finché avrai attaccamento agli aggregati avrai attaccamento a un 'io'”.
Questo perché, come dice lui (Nagarjuna), quando non si comprende la non esistenza di una natura auto stabilita degli aggregati, non si è compresa la non esistenza di una natura auto stabilita dell'atman anima di una persona [concettualmente etichettata come identica o possessore degli aggregati].
L’apprendimento della vacuità di una persona induce l’apprendimento della vacuità degli aggregati
Dubbio Se la mente intelligente che comprende la non esistenza di una natura auto stabilita di una persona è la stessa che comprende la non esistenza di una natura auto stabilita degli aggregati, ci sarebbe l'errore che due menti intelligenti che comprendono due non esistenze di una natura auto stabilita diventano una. Ma poiché i due – una persona e gli aggregati – sono (ciascuno) elementi individuali, le due menti intelligenti che comprendono la non esistenza di una natura auto stabilita dei due sono anche (ciascuno) elementi individuali, come le menti intelligenti che comprendono la non staticità ( impermanenza ) di una brocca di argilla e di una colonna.
(D'altra parte), se la mente intelligente che comprende la non esistenza di una natura auto stabilita di una persona è la stessa che non comprende la non esistenza di una natura auto stabilita degli aggregati, allora come può (Chandrakirti) affermare che quando la mente intelligente che comprende la non esistenza di una natura auto stabilita di una persona, comprende la non esistenza di una natura auto stabilita degli aggregati?
Risposta Non affermiamo la prima (parte della tua) domanda [che le due menti siano una mente sola], quindi affronterò la seconda (parte della tua) domanda. La mente intelligente che comprende la non esistenza di una natura auto stabilita di una persona non sostiene il pensiero che gli aggregati siano privi di una natura auto stabilita. Ciononostante, poiché, senza fare affidamento su nient'altro, ha la capacità di indurre la conoscenza decisiva e certa circa l'essere degli aggregati privi di una natura auto stabilita, è in grado di tagliare l'interpolazione che attribuisce una natura auto stabilita agli aggregati. Per questo motivo, egli (Chandrakirti) afferma che quando si comprende la non esistenza di una natura auto stabilita di una persona, si comprende anche la non esistenza di una natura auto stabilita degli aggregati.
Inoltre, come disse Buddhapalita:
Quando ciò che viene chiamato "un'anima atman (di una persona)" viene chiamato "un'anima atman (di una persona) come possessore", e quell'anima atman non è valida, allora, poiché quell'anima atman (di una persona) non esiste, come può essere appropriato che questo (insieme di aggregati) venga chiamato "qualcosa posseduto da questa (anima atman)?"
Dovrebbe essere noto in questo modo perché, ad esempio, quando si è certi che il figlio di una donna sterile non esiste allora, anche se quella mente intelligente non sostiene (il pensiero) che non ci siano cose come le orecchie e così via di quel (bambino), tuttavia è in grado di eliminare l’interpolazione che sostiene le sue orecchie e quindi l'esistenza. Allo stesso modo, quando si è certi che un'anima atman sia irreale, si continua sostenendo che i suoi occhi e così via esistano nella realtà.
Quando gli svatantrika apprendono la vacuità di una persona non apprendono anche la vacuità degli aggregati
Dubbio Supponiamo che tu affermi che gli essenzialisti delle nostre tradizioni (buddiste) [come gli Svatantrika] accettino che una persona [come variabile influenzante non congruente] esista e sia conoscibile solo oggettivamente legata a una base. Ma poiché non accettano che una persona abbia un'esistenza stabilita come fenomeno ultimo [perché quando si cerca una persona, la sua caratteristica definitoria e la sua natura propria non si trovano in sé], ciò dovrebbe significare che, di fatto, apprendono che un occhio e così via mancano di una natura auto stabilita [perché anch'esso è oggettivamente legato a una base, alle sue parti e conoscibile solo con le sue parti, e ciò significa che il non essere in ultima analisi auto stabilito è pervasivo dell'essere convenzionalmente conoscibile solo conoscendo prima la sua base].
Risposta Se pensi che accettando (gli svatantrika) che fenomeni grossolani come un occhio e un germoglio siano (solo) conoscibili in base a una base, essi comprendono che mancano di una natura auto stabilita, il che contraddice le affermazioni (degli svatantrika) stesse [che un occhio e un germoglio sono autosufficienti e auto stabiliti].
Inoltre, [se gli svatantrika avessero compreso che un occhio e un germoglio non hanno una natura auto stabilita], allora sarebbe stato inutile (per i prasanghika) dimostrare loro la non esistenza di una natura auto stabilita di un germoglio e così via.
E poiché un sentiero completo di un impulso karmico costruttivo o distruttivo forma un continuum, allora se (gli svatantrika) accettassero che un continuum mancasse di una natura auto stabilita, sarebbe stato inutile [per il maestro svatantrika Haribhadra] nel suo commento [a Filigrana di realizzazioni] cercare di confutare l’affermazione [prasanghika] madhyamaka secondo cui (un continuum), come un sogno, manca di un’esistenza veramente stabilita [vale a dire, esistenza stabilita nel contesto dell’etichettatura concettuale semplicemente dal potere dell’etichettatura concettuale.]
[Haribhadra ha detto]
Se (il continuum di un sentiero di un impulso karmico) fosse come un sogno allora, poiché non esisterebbero le dieci azioni distruttive o la generosità [nel senso che non avrebbero risultati] e così via, lo stato di non essersi svegliati da un sogno non sarebbe in effetti come lo stato di essersi svegliati da un sogno?
Tuttavia, (1) ciò che gli essenzialisti affermano nel loro sistema come stabilito e non stabilito come superficiale e come ultimo e (2) ciò che (i prasanghika madhyamika) affermano come stabilito e non stabilito come superficiale e come ultimo sono totalmente incompatibili. Pertanto, quando ciò che essi (gli essenzialisti) affermano come superficiale (i prasanghika madhyamika) considerano stabilito come ultimo, e ciò che essi (gli essenzialisti) affermano come ultimo (i prasanghika madhyamika considerano) stabilito come superficiale, come potrebbero non essere completamente opposti? Pertanto, è necessario differenziarli.
Inoltre, sebbene "etichettato concettualmente su una base" (come affermato) da loro (gli svatantrika) e "etichettato concettualmente su una base" (come affermato) da questo dotto maestro (Chandrakirti) abbiano lo stesso nome, i loro significati non sono gli stessi. Questo perché questo dotto maestro (Chandrakirti)) afferma che essi (gli svatantrika) non hanno la visione che comprende (in modo accurato e decisivo) la non esistenza di un'anima atman delle persone. Questo perché egli (Chandrakirti) afferma che non comprendere la non esistenza di un'anima atman dei fenomeni non significa comprendere la non esistenza di un'anima atman delle persone.
Pertanto, poiché questo dotto maestro (Chandrakirti) afferma che, finché non rinunciano alla posizione fondamentale dell'esistenza autosufficiente degli aggregati, continuano a cercare l'esistenza autosufficiente delle persone e quindi loro (gli svatantrika) non hanno compreso le persone come non (stabilite) come fenomeni ultimi.