Intervista con il venerabile abbate presidente Guo Huei

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Il venerabile Guo Huei parla delle caratteristiche uniche del Buddhismo Chan, del perché la gratitudine è essenziale per la felicità, e cos’è realmente la vacuità.
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A circa un’ora di strada a nordest di Taipei si trova la casa di Dharma Drum Mountain [montagna del tamburo di Dharma, N.d.T.] una delle “Quattro Grandi Montagne” di Taiwan – un’espressione che si riferisce alle quattro più grandi organizzazioni buddhiste del paese. Fondata dallo stimato maestro Chan Sheng Yen, che aiutò a innescare un rinascimento del Buddhismo a Taiwan, Dharma Drum Mountain è diventato una delle organizzazioni buddhiste più influenti nel Buddhismo cinese moderno. Sto guidando per serpeggianti strade di montagna per incontrare il nuovo abbate presidente, il venerabile Guo Huei.

Il venerabile Guo Huei divenne monaco più di tre decenni fa, e ora è il sesto abbate presidente di Dharma Drum Mountain. Ha ottenuto un dottorato dall’Università Rissho in Giappone, e porta avanti l’eredità del maestro Sheng Yen nel promuovere il Buddhismo Chan nel mondo, e nelle sue parole, “per sforzarsi di sollevare il carattere dell’umanità e costruire una terra pura nel mondo”. Ha inoltre la responsabilità di portare avanti l'ampia offerta formativa di Dharma Drum e i relativi servizi sociali. In verità, sono un po’ nervoso di incontrarlo. Ma dal vivo, il venerabile Guo Huei è così caloroso e compassionevole che la saggezza del Buddhismo Chan si emana da lui come nettare per le orecchie.

Il venerabile maestro Sheng Yen, fondatore di Dharma Drum Mountain. Immagine di Dharma Drum Mountain.

In questa intervista, parliamo delle pratiche e caratteristiche concrete e accessibili del Buddhismo Chan, cosa sono realmente le terre pure, e come possiamo condurre una vita veramente significativa.

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Study Buddhism: Taiwan è fondamentalmente un paese buddhista. Sei cresciuto in una famiglia religiosa e hai sempre immaginato di diventare monaco?

Venerabile Guo Huei: Nelle campagne di Taiwan dove sono nato, il Buddhismo non era molto diffuso. Mi unii a un’organizzazione buddhista mentre frequentavo l’università, ma all’inizio non credevo nel Buddhismo, ero solo interessato alla religione e alla filosofia. Studiavo all’Università Nazionale di Taiwan, la migliore scuola del paese, e tutti i miei compagni sembravano avere già un percorso futuro ben indirizzato: studiare all’estero, trovare un lavoro, o continuare gli studi a Taiwan. A quel tempo, non ero interessato a nessuna di queste opzioni. Al ballo prima della laurea non ero affatto interessato a ballare. Pensavo solo a questo: “Dopo la laurea, cosa dovrei fare della mia vita?”. Sedendomi fuori da solo, mentre gli amici ballavano dentro, recitai il nome del bodhisattva Guanyin (Avalokiteshvara). Dopo la festa, tornando a casa sull’autobus, ebbi una certa esperienza mentre recitavo il nome del bodhisattva Guanyin. Lo recitai fino a quando il mio corpo sparì, non riuscivo a sentirlo affatto. E poi c’era questo spazio vuoto, persino l’autobus era sparito. Dopo questa esperienza spirituale, mi convinsi a farmi monaco e a seguire questo sentiero.

Il venerabile presidente abbate Guo Huei di Dharma Drum Mountain. Immagine di Dharma Drum Mountain.

Sei ora l’abbate presidente di Dharma Drum Mountain, un’organizzazione buddhista internazionale fondata dallo stimato maestro Chan Sheng Yen. Cos’è il Buddhismo Chan, e quali sono le sue caratteristiche uniche?

Il Buddhismo ha avuto origine in India, ma quando è arrivato in varie regioni e paesi, si unì al contesto locale. Si può dire che il Buddhismo cinese è una combinazione di Buddhismo e cultura cinese. Nella cultura cinese, abbiamo anche il Confucianesimo e il Taoismo. Il Confucianesimo dà molta importanza a come può beneficiare il mondo attuale, e in maniera simile nella pratica Chan non parliamo molto del passato o del futuro, ma ci concentriamo sul presente, e a come la pratica può aiutare il corpo e la mente proprio ora.

Il Sutra della piattaforma del sesto patriarca (conosciuto in cinese come il Liuzu Tanjing) afferma: “Il Dharma esiste nel mondo, l’illuminazione non è fuori dal mondo. Cercare il bodhi oltre il mondo è come cercare le corna di una lepre”. Pertanto, il Buddhismo Chan sottolinea che ciascuno di noi può applicare la compassione e la saggezza del Buddha per aiutare noi stessi e, allo stesso tempo, aiutare gli altri. Questo è un concetto e un metodo di pratica molto utile. Per aiutare te stesso, hai bisogno di saggezza. Per aiutare gli altri, hai bisogno di compassione.

Come possiamo aiutare noi stessi? Come possiamo essere emotivamente equilibrati? Tramite la pratica buddhista fondamentale chiamata “i quattro fondamenti della presenza mentale”. Come? In ogni momento, e dovunque, siamo consapevoli del nostro corpo e della sua condizione. Osserviamo che sensazioni abbiamo in ogni momento, ovunque ci troviamo. E possiamo anche andare oltre e osservare da vicino la nostra mente. Anche il sito web Study Buddhism promuove l’equilibrio emotivo, il trovare stabilità nelle nostre emozioni, il che è incredibilmente importante. L’equilibrio emotivo ci aiuta a stabilizzare il corpo e la mente in modo tale da non usare sempre l’emisfero sinistro del cervello, che tende ad essere competitivo. L’emisfero destro è più sensibile, e ci consente di condividere le nostre vite con il potere della sensibilità invece di competere sempre, di acquisire altre proprietà, di volere più ricchezza, fama, e fortuna.

Grazie alla meditazione, possiamo rilassarci, e possiamo anche dare felicità agli altri, e quindi la meditazione è di grande beneficio. I metodi fondamentali della pratica sono anche facili, come ad esempio essere rilassati dovunque noi siamo. Il passo successivo è sentire il respiro mentre respiri, solo sapere dov’è il tuo respiro. Il maestro Sheng Yen diceva: “Finché hai ancora un respiro, è la più grande felicità della vita”. La nostra esistenza dipende dalla presenza di cause e condizioni. Come ci dice il Buddhismo, non c’è un “io” indipendente che esiste in maniera intrinseca – tutto proviene dalla relazione tra cause e condizioni. Dunque, persino un minuto della nostra esistenza è sostenuto da innumerevoli cause e condizioni. Pertanto, potremmo sentirci grati e goderci questa vita umana. Dall’altro alto, abbiamo bisogno di vivere questa vita umana e domandarci cosa sia fondamentalmente il sé. Poi possiamo lasciare andare molte cose esterne come la ricchezza, la fama, lo status, e le proprietà, perché questo è il mondo esterno. Il nostro mondo interiore è più importante.

Applicando il Dharma e usando il Buddhismo Chan, possiamo rimanere presenti dovunque siamo, a qualunque ora del giorno. Possiamo goderci il qui e ora e rilassarci nel momento presente. Possiamo concentrarci sul respiro e goderne. Oppure possiamo utilizzare il metodo di recitare il nome del Buddha. Ad esempio, nel Buddhismo cinese, possiamo recitare il nome del bodhisattva Guanyin o del buddha Amitabha, che ci aiuta a mantenere la nostra mente stabile e calma. Dopo esserci rilassati, possiamo concentrare la nostra mente dal mondo esterno al mondo interiore e, in questo modo, possiamo riportare il nostro corpo e la nostra mente a uno stato stabile, lontano dal comune stato competitivo e faticoso. Così saremo in grado di esaminare la fonte più intima del nostro potenziale interiore, e capire come utilizzarlo per aiutare noi stessi e gli altri, senza seguire soltanto il flusso delle onde.

In maniera simile, puoi dirci cos’è il Buddhismo della Terra Pura, e qual è la sua relazione con il Buddhismo Chan? 

La Terra Pura e il Chan sono sostanzialmente due caratteristiche principali del Buddhismo cinese. Possiamo vedere il Chan e la Terra Pura come le sue due scuole più rappresentative. 

Tutto il concetto della “terra pura” è in realtà una specie di voto. I bodhisattva e i buddha hanno fatto il voto di realizzare le loro terre pure. Potremmo usare l’esempio moderno di un’azienda. Una buona azienda viene fondata da qualcuno che poi assume impiegati per lavorare. Produrrà beni che servono a tutti. La stessa cosa è vera per le terre pure. Sorgono dai voti dei buddha e dei bodhisattva, i quali si sono impegnati a creare un luogo simile per permettere a chiunque di dedicarsi alla pratica.

Un’idea delle terre pure è che possiamo usare le nostre aspirazioni per raggiungerne una, e consentire a tutti di riunirsi insieme per impegnarsi nella pratica. Crediamo che ci siano terre pure dei buddha nelle dieci direzioni dell’universo. Dharma Drum Mountain promuove anche l’idea di una terra pura nel mondo. Tuttavia, le terre pure dei Buddha permettono alle persone di praticare in un luogo più adatto dopo la loro morte, quando rinascono lì. È qualcosa che possiamo immaginare, e un’analogia potrebbe essere utile.

Ad esempio, Dharma Drum Mountain fu fondata nel 1989. Prima non esisteva, in tutta questa terra non c’era nulla. Dopo più di dieci anni di lavori – ci vollero sedici anni alla fine – il campus fu completato e aperto nel 2005, e ora abbiamo questo luogo di pratica dove possiamo organizzare attività per purificare le menti umane. Non è questa una terra pura qui, nel mondo?

L’istituto Dharma Drum delle discipline umanistiche, visto dal ponte del Grande Voto, a nord di Taiwan.

In maniera simile, in questo mondo che chiamiamo Jambudvipa, attraverso la pratica e attraverso un’aspirazione comune, possiamo creare un mondo migliore, dove le persone praticano il Dharma. Il significato della terra pura è avere un luogo dove le persone possano praticare insieme.

Alcune persone coltivano grandi aspirazioni, proprio come i buddha e i bodhisattva hanno generato grandi voti per aiutare più persone a praticare. Nei veicoli shravaka e pratyekabuddha, il focus è sulla pratica personale, non è necessario avere un luogo. La pratica della terra pura enfatizza il luogo, e non solo il concentrarsi sul proprio mondo interiore, ma anche creare un posto dove le persone possano praticare insieme.

È molto interessante sentire questa idea di creare una terra pura nel mondo, un luogo dove le persone possano riunirsi per praticare il Dharma, qui e ora. Ora che Dharma Drum Mountain ha questo luogo meraviglioso qui a Taiwan e molti altri nel mondo, vorrei chiederti quali sono le pratiche che proponete agli studenti?

Dharma Drum Mountain promuove l’idea di una “terra pura nel mondo” usando concetti e un linguaggio moderni, invece di profondi termini buddhisti che per molti sarebbero difficili da comprendere. Il Buddhadharma può essere applicato nella vita quotidiana di tutti. Aiuta a rafforzare il carattere delle persone nella società nel suo insieme, traducendosi in uno sforzo per costruire una “terra pura nel mondo”.

Abbiamo varie pratiche che aiutano a rafforzare l’indole della persona. Seguendo il maestro Sheng Yen, utilizziamo i “Quattro modi per coltivare benedizioni”, ovvero riconoscere, apprezzare, nutrire, e piantare i semi delle benedizioni. Abbiamo anche le “Quattro pratiche per aiutare noi stessi e gli altri”: gratitudine, riconoscenza, trasformazione, e ispirazione. Poi abbiamo le “Quattro linee guida per affrontare i desideri”, che sono il bisogno, il poter avere, il volere, il dovrei avere. C’è anche la pratica molto utile dei “Quattro passi per affrontare un problema”, che vuol dire vedere i problemi, accettarli, affrontarli, e poi lasciarli andare. Abbiamo i “Quattro campi per coltivare la pace”, che sono una mente pacifica, un corpo in pace, una famiglia in pace, e attività pacifiche. Tutte queste sono pratiche buddhiste semplici, che possono essere utilizzate da molte persone dovunque.

Ad esempio, consideriamo i “Quattro passi per affrontare un problema”: vedere i problemi, accettarli, affrontarli, e poi lasciarli andare. È molto utile! La nostra società è molto competitiva e feroce. Se riusciamo a distinguere quello che possiamo fare da ciò che non possiamo fare, allora non importa che sia buono o cattivo, dobbiamo accettarlo poiché noi tutti viviamo in questo ambiente insieme, nessuno può sfuggirne. Ma possiamo capire quello che siamo in grado di fare e quello che non siamo in grado di fare. Siamo ancora vivi, stiamo ancora respirando, possiamo ancora migliorarci e aiutare gli altri.

Hai appena parlato di una pratica per coltivare le benedizioni. Penso che molte persone fraintendano le benedizioni, come se ci fosse qualche figura esterna che ci conceda dei doni ogni volta che preghiamo o meditiamo! Cosa sono le benedizioni nel contesto buddhista?

In cinese, la parola che utilizziamo per “benedizioni” in realtà significa “gratitudine”. Il Buddhismo è una religione basata sulla riconoscenza, la gratitudine, e la dignità, e quindi il nostro atteggiamento fondamentale verso il mondo in cui viviamo può essere uno in cui la “gentilezza e la compassione non hanno alcun nemico”. Chiunque può essere il destinatario della nostra compassione. Poiché abbiamo avuto tante vite nel corso di vari eoni, molte persone ci hanno aiutato. Anche senza considerare le molte vite e i molti eoni, persino in questa vita molte persone ci hanno aiutato.

Dunque, il nostro atteggiamento fondamentale è di avere una mente grata, che da sola ci dà una sensazione di felicità. Ad esempio, sei venuto qui oggi per intervistarmi, e poiché il vostro sito web sta facendo un lavoro degno di lode, grazie a questa intervista possiamo aiutare un po’ le persone. Quindi voglio ringraziarti per questo!

La vista verso la città dalla sala principale di preghiera a Dharma Drum Mountain.

La campagna di rinascimento spirituale in cinque punti proposta dal maestro Sheng Yen comprende i “Quattro modi per coltivare benedizioni”. Questi sono riconoscere, apprezzare, nutrire, e piantare i semi delle benedizioni. Dobbiamo sapere che tutti noi siamo benedetti. Se non fosse così, allora non saremo potuti nascere affatto come esseri umani!

Tra gli esseri, non tutti nascono con una vita umana, ci sono gli animali, e alcuni nascono come formiche. Il Buddhismo sostiene che ci sono sei regni d’esistenza. All’infuori del regno umano, ci sono gli animali, gli spiriti famelici, i regni infernali e degli asura. Poiché sei nato come un essere umano, certamente hai compiuto buone azioni nelle tue vite passate, altrimenti non potresti manifestarti ora come un umano. Poter sempre essere grati, e ripagare la gentilezza degli altri ci permette di essere felici. La gratitudine è così facile da praticare, e dovrebbe essere il nostro atteggiamento fondamentale.

Questa è una risposta affascinante. E la ricerca scientifica ha mostrato che provare gratitudine è fortemente associato a sensazioni più elevate di felicità personale, e pertanto è un modo molto facile per aiutare noi stessi. Qual è il modo migliore per aiutare gli altri?

Il modo migliore è sviluppare la grande compassione. Il bodhichitta è la coltivazione della mente del bodhisattva, e dovremmo prenderci l’impegno di svilupparlo. Le nostre vite non esistono in maniera indipendente, ma in relazione a tutti gli altri – l’esistenza indipendente non esiste. Ogni giorno, ogni respiro, ogni secondo possiamo vedere il mondo con una mente compassionevole, e possiamo provare empatia per gli altri esseri. In questo modo, possiamo dare origine alla grande compassione.

Possiamo vedere con i nostri occhi che ci sono molte persone povere e ammalate. Non importa che si tratti di malattie fisiche o mentali. Nel mondo moderno, la tecnologia e la medicina hanno fatto passi da gigante, e sebbene molti problemi fisici possano essere curati, i problemi psicologici sembrano aumentare sempre di più.

Usiamo il Buddhismo per aiutare le persone, per mostrare compassione ed empatia, per avvicinarci sempre di più alla grande compassione. Quando vediamo qualunque altra persona, vogliamo aiutarla, e così facendo aiutiamo noi stessi. Se aiutiamo gli altri, non avremo tempo di preoccuparci dei nostri problemi. In effetti, le nostre difficoltà gradualmente si ridurranno, perché siamo impegnati ad aiutare gli altri. Questo è il significato del bodhichitta.

Possiamo anche imparare a rilassarci sempre e dovunque, e mantenere il sorriso. Mi sto ancora addestrando a sorridere spesso! Il sorriso dà una buona impressione, può aiutare gli altri, si prende cura degli altri, e può anche essere utile per evitare sofferenze e disgrazie.

Hai appena detto che quando sviluppiamo compassione per gli altri, i nostri problemi cominciano a scomparire. Ma se siamo in una fase della vita in cui è davvero difficile superare i nostri problemi, e a malapena riusciamo a generare compassione per noi stessi, cosa possiamo fare?

Dobbiamo ricordarci che gli altri sono noi, e noi siamo gli altri. Potremmo prenderci cura degli altri, ma dobbiamo cominciare prendendoci cura di noi stessi.

Prima di puntare a un grande obiettivo, dobbiamo innanzitutto concentrarci sulle piccole cose. Potremmo essere ambiziosi, ma quando camminiamo su questo sentiero, abbiamo bisogno di farlo gradualmente. “Gradualmente” significa che cominciamo aiutando noi stessi. Come? Usando la saggezza. Ad esempio, forse potremmo sentirci brutti. In particolare, molte donne sentono il bisogno di usare il trucco ogni giorno, o pensano di aver bisogno di molti trattamenti di bellezza. Alcuni pensano di non guadagnare abbastanza, che i loro stipendi non sono alti quanto quelli degli altri, e quindi si sentono insoddisfatti.

Abbiamo bisogno di usare il metodo dei “Quattro passi per affrontare un problema”, il primo dei quali è “vederlo”. Sono fatto così. Anche se non mi piace il modo in cui sono ora, sono fatto così, e quindi devo accettarmi. Accettarsi vuol dire riuscire a vedere noi stessi. Il Buddhadharma ci dice che tutto cambia. In realtà, non c'è un "io" statico, e l'io che esiste ora è semplicemente la creazione di una moltitudine di cause e condizioni. Anche queste cause e condizioni mutano senza sosta, e abbiamo pure il potere di modificarle; dunque, possiamo cambiare.

Il venerabile presidente abbate Guo Huei di Dharma Drum Mountain che offre un discorso di Dharma. Immagine di Dharma Drum Mountain.

Come possiamo cambiare? Usate semplicemente i “Quattro passi”, [vedete il problema, accettatelo, affrontatelo, lasciatelo andare]. Dobbiamo comprendere chiaramente cosa possiamo e cosa non possiamo cambiare in noi stessi. Ad esempio, potresti pensare di non essere abbastanza attraente. Non sono solo le donne a pensarlo. Anche molti ragazzi pensano di non essere abbastanza belli. Se avessi soldi, potresti sottoporti ad alcuni trattamenti di bellezza e cambiare il tuo aspetto. Ovviamente puoi farlo. Ma il Buddhadharma ci dice che è l'aspetto interiore, come cambiamo dentro di noi, a renderci più belli. L'esterno è solo un'apparenza, e la manifestazione di questa apparenza è creata dall'interno. È importante cambiare dentro di noi, e questo può modificare la nostra apparenza esteriore.

Ad esempio, lo sviluppo e la pratica della compassione migliora il nostro viso, a differenza del trucco che è temporaneo. Una volta rimosso, il tuo volto originario è ancora lì. È il cambiamento interiore ad essere più importante. Tuttavia, non sto dicendo che le persone non dovrebbero mettersi il trucco! Ad esempio, in certe occasioni sociali, gli uomini a volte hanno bisogno di vestirsi come gentiluomini e indossare un abito elegante per essere presentabili. Ma quello che dovremmo valorizzare maggiormente è il cambiamento interiore.

Gli aspetti esteriori, come la bellezza e la bruttezza, sono tutti molto soggettivi. Potresti pensare di essere brutto, e invece io potrei considerarti bello. È soggettivo. La bellezza o la bruttezza assoluta non esiste, e come ci dice il Dharma, “Ogni cosa è creata soltanto dalla mente".

Questi sono consigli meravigliosi. Ed è vero - è così facile vedere la bellezza delle persone gentili, compassionevoli, e generose. Pensi che questo sia il significato della vita? Oppure secondo te qual è il vero scopo della vita?

Il Dharma ci dice che lo scopo più grande della vita è essere in grado di dedicarsi al beneficio degli altri. Questo è il significato più grande della vita, e ciò genera la felicità più grande, perché così non ci preoccuperemo dei nostri problemi o interessi personali. Lo scopo principale della vita è aiutare gli altri e ridurre l'attaccamento a noi stessi. Se lo facciamo, saremo noi i primi a beneficiarne di più, perché coltiveremo una grande saggezza, la grande e perfetta saggezza simile allo specchio, la saggezza dei bodhisattva e la saggezza onnisciente dei Buddha.

Il Sutra della piattaforma del sesto patriarca afferma: “Il corpo è come un albero del Bodhi, la mente come il piedistallo di uno specchio che pulisco costantemente, affinché non si copri di polvere”. Possiamo dire che questo rappresenta un approccio graduale alla pratica. Potremo gradualmente aiutare noi stessi, e a poco a poco potremo aiutare gli altri sempre di più.

L’altro è "l'approccio improvviso” che lo stesso Sesto Patriarca Huineng ha praticato. Disse che “Il Bodhi non ha un albero, lo specchio pure non ha un piedistallo, non ci sono oggetti, e quindi nulla può impolverarsi”. Questo rappresenta l’approccio improvviso alla pratica. Possiamo contemplare che quando aiutiamo altre persone, non ci sono in realtà altre persone che vengono aiutate. Questo perché sebbene ci sia una forma, tutto è impermanente, e nella natura del non-sé e del non-ego. Aiutare le altre persone è la pratica di tutti i bodhisattva; e vedere come, in fondo, gli oggetti del nostro aiuto non esistono crea saggezza.

Riducendo l’attaccamento a noi stessi, possiamo coltivare la saggezza. Aiutare gli altri è un'espressione della mente dei bodhisattva, il bodhichitta, e ci aiuta a raggiungere le terre pure dei Buddha. Così saremo in grado di aiutare sempre più persone. Se non abbiamo sviluppato la mente del bodhisattva e lavoriamo soltanto per beneficiare noi stessi, i risultati della nostra pratica saranno molto limitati. È come se fossero una lampadina rispetto al sole. Sono entrambe forme di luce, la qualità di essere luce è la stessa, ma la quantità e la luminosità sono imparagonabili. Il punto di coltivare la mente del bodhisattva è di non essere come una lampadina, ma come il sole che manda luce dovunque.

Hai appena citato il concetto del non-sé, che si collega alla mia prossima domanda: cos’è la vacuità, e perché le persone la fraintendono così facilmente?

La vacuità è un insegnamento buddhista fondamentale. In sanscrito, si dice śūnya o śūnyatā, e non si riferisce al nulla. In inglese [e in italiano, N.d.T.], si traduce generalmente come “vuoto”, che non mi pare molto corretto – non è un nulla assoluto.

Il significato della vacuità, come ci ha detto il Maestro Sheng Yen, è che tutto esiste, ma non c’è un sé. Il mio “ego” non esiste, ma tutto il resto è presente. Dal punto di vista Chan, non è giusto dire che tutto è una completa illusione, che non esiste nulla.

La vacuità significa che non c’è nulla a cui aggrapparsi, che non dovremmo afferrarci alla nostra esistenza.

Da dove proviene la vacuità? Proviene dall'impermanenza, dal fatto che tutto cambia, ogni cosa è in un processo costante di nascita e morte, nascita e morte. Inoltre, poiché l'impermanenza implica il non-sé, non esiste un sé o un ego. Questa è la vacuità. La vacuità significa che possiamo essere liberi, possiamo raggiungere il benessere e la libertà nella vita.

La vacuità rappresenta la saggezza, non il nulla. Q uesto è qualcosa che molte persone fraintendono. Attraverso la legge della causalità, osservando la profonda relazione tra cause ed effetti, vediamo come tutti i fenomeni non possiedono un’esistenza indipendente. Per via della relazione tra causa ed effetto, nulla esiste in modo indipendente, tutto cambia momento per momento.

La scienza moderna è già in grado di provare alcune di queste affermazioni. Ad esempio, gli atomi, i nuclei, i quanta, e le cellule dei nostri corpi umani cambiano tutto il tempo. Non esiste nulla di statico e immutabile. Questa è la vacuità.

Ogni cosa che vediamo, pertanto, è un fenomeno temporaneo. Siamo in grado di vedere; grazie alla luce, all’ombra e al colore, i nostri occhi vedono forme. Ma non hanno alcuna esistenza sostanziale, solo temporanea. Quando riusciamo a comprendere questa verità, ciò aiuta a ridurre l’attaccamento e le nostre emozioni disturbanti. Ovviamente, ci vuole pratica!

Certamente, ci vuole pratica! Come possiamo passare da una semplice comprensione della vacuità all’esperienza vera e propria?

Una cosa è il concetto, e un’altra è l'aver bisogno di praticare, ad esempio con la meditazione. Il concetto si focalizza sul conoscere la causalità e poi, con una mente compassionevole, sul ridurre le nostre emozioni disturbanti. In seguito, grazie alla coltivazione di merito karmico, raccoglieremo i frutti della pratica, e sperimenteremo in modo empirico la vacuità. Dunque, ciò che la vacuità rappresenta davvero è la più importante idea buddhista – la saggezza.

Nel Buddhismo Mahayana, la vacuità è un mezzo abile, non un fine. Una funzione molto importante della vacuità è che ci consente di utilizzare metodi più abili per aiutare gli altri. Pertanto, la comprensione della vacuità non è l'unico scopo. La vacuità ci consente di essere liberi da emozioni disturbanti e ci aiuta a generare un potere più grande – quello della compassione. Da questa mente della compassione nata dalla vacuità, potremo aiutare più persone. Questo è un significato più proattivo della vacuità.

In precedenza, hai parlato di come il concetto della vacuità sia connesso all'impermanenza. In che modo il Buddhismo parla dell’impermanenza?

Parliamo generalmente di tre aspetti differenti dell’impermanenza. Per prima cosa, abbiamo il fenomeno della vita, con la nascita, la vecchiaia, la malattia, e la morte. Se siamo nati, certamente moriremo. Alcune persone arrivano a cento anni, altre non raggiungono i cinquanta. Questa è la realtà dell'impermanenza.

Secondo, in termini di spazio fisico, o lo spazio circostanziale in cui viviamo, l’impermanenza si manifesta in quattro fasi: sorgere, permanere, cessare, e vacuità. Ora, la conoscenza scientifica moderna ci dice che esiste un numero infinito di pianeti extraterrestri, tra cui il nostro pianeta, e tutti si manifestarono vari miliardi di anni fa. Ma un giorno, il nostro pianeta morirà e scomparirà. Sorge, permane, cessa, giungendo poi alla vacuità. La terra probabilmente non scomparirà in uno o due anni – ci vorranno milioni di anni – ma un giorno sicuramente morirà. Dunque, a causa dell'impermanenza, il nostro pianeta Terra morirà, scomparendo nel nulla.

Terzo, a un livello più sottile della mente, i nostri pensieri sorgono e cessano costantemente, dovunque andiamo. Sorge un pensiero, e la mia mente cambia all’improvviso. In questo momento potremmo pensare, “Sì!", e il momento seguente "No!". Il cambiamento avviene molto rapidamente. Specialmente tra le cerchie di amici, o con i partner, le nostre menti cambiano spesso. Il cambiamento avviene molto velocemente!

Una statua del Bodhisattva Guanyin a Dharma Drum Mountain.

I nostri pensieri cambiano tutto il tempo, dovunque. La gran parte della gente non riesce a vedere tali cambiamenti, ma grazie alla meditazione possiamo vedere con chiarezza come la mente cambi di continuo, si trasforma sempre. Osservando tale processo di cambiamento, possiamo usare l’introspezione. Quando notiamo dei pensieri distruttivi, possiamo provare a ridurli, e poi possiamo coltivare pensieri positivi e sani, come la compassione e la saggezza. I pensieri malsani o distruttivi indicano che c’è troppo desiderio. Il desiderio che soddisfa i bisogni primari va bene, ma quando vogliamo troppo, ciò crea molti problemi.

Tutto questo cambiamento è impermanenza. La forma più sottile e piccola di impermanenza è la mente che cambia di continuo. Pertanto, il Buddha ci ha insegnato che la percezione è sofferenza. Il significato della sofferenza qui non è pessimismo negativo, è solo un giudizio di valore. Siccome tutto cambia, non puoi mai afferrarti a qualcosa di specifico, e quindi il risultato è che certamente soffrirai. Non vuol dire però che mangiare un gelato sia sofferenza! Non è questo il significato. Stiamo mangiando qualcosa di dolce, e non possiamo dire che sia sofferenza! Ma gli insegnamenti del Buddha affermano che anche se mangiamo fino a sentirci sazi, abbiamo comunque bisogno di mangiare ancora al prossimo pasto; non esiste un pasto perfettamente soddisfacente. Questa è l'impermanenza.

Contemplando l’impermanenza della propria mente, la sua costante mutevolezza, possiamo cominciare a controllare, a guidare, le nostre menti, in modo tale che non corrano dovunque. Poter controllare la propria mente è lo stato più felice. Quando la nostra mente vaga dovunque, in cinese abbiamo un proverbio che dice: “Incapace di tornare a casa, perché vaga dappertutto". Ma la felicità è di casa quanto troviamo la casa della nostra mente. Quando la mente vaga in giro, potrebbe essere piovoso e ventoso, e ci sono molti pericoli! Trovare la propria casa è lo stato più sicuro e più felice. Questo vuol dire contemplare l’impermanenza della propria mente.

Infine, possiamo contemplare come tutti i fenomeni siano privi di un sé. Per comprendere questo punto, dobbiamo realmente capire il Dharma, la legge di causa ed effetto, nonché le cause e le condizioni. Scopriremo come ogni cosa sia veramente priva di un’esistenza intrinseca. E allora, cosa c’è da aver paura, e a cosa possiamo attaccarci? Il Sutra del Cuore afferma: “Avendo trasceso tutte le illusioni, non c’è paura”, e “Non c’è saggezza, e non c'è nessuna realizzazione". Anche questa cosa chiamata “saggezza” non esiste realmente, e quindi non c’è nulla a cui aggrapparsi! Questa è la vacuità. Tutta la nostra ansia e l’attaccamento proviene da questa intima sensazione che ci spinge ad aggrapparci alle nostre vite. Per via di questa mente che si aggrappa, ci attacchiamo ai nostri corpi. E poi ci attacchiamo alla nostra ricchezza e alle proprietà, perché abbiamo bisogno di soldi per mantenerli.

Parlando di causa ed effetto, questo si riferisce al karma? In occidente, molte persone considerano il karma come una sorta di punizione o ricompensa per le nostre azioni. Cosa diresti al riguardo?

Noi crediamo nel rapporto di causa ed effetto [yin-guo]. In cinese, “yin” vuol dire causa e “guo” effetto. Molte persone si imbattono in situazioni in cui si impegnano in molte buone azioni, ma poi ottengono risultati negativi. Uno dei motivi è il karma accumulato in vite passate.

Una statua del Bodhisattva Guanyin a Dharma Drum Mountain. Calligrafia del maestro Sheng Yen, il suo ultimo insegnamento, una poesia sulla morte che afferma: Preso da nulla, invecchio. Nel vuoto, piangendo e ridendo. Intrinsecamente non c’è nessun "io". La vita e la morte, così, vengono messe da parte.

Un modo più positivo per comprendere situazioni del genere è che ci fanno crescere. È ottimo avere buoni risultati, ma i risultati negativi sono delle sfide che ci permettono di crescere come persona. Le sconfitte che subiamo diventano una sorta di addestramento, di disciplina. Se è una buona situazione, è come prendere un passaggio gratis. Una brutta sconfitta è come risalire il fiume, invece di scendere. Seguire il corso del fiume è rilassante, ma andare contro corrente è molto difficile. Sebbene sia arduo risalire il fiume, questo ci aiuta ad allenare i nostri corpi e le nostre menti, affinché siano forti e in salute. In realtà, dal punto di vista del Buddhismo Chan, ogni circostanza è buona. Non esistono le circostanze cattive.

Pertanto, quando ci imbattiamo in situazioni difficili, dovremmo considerarle come una sorta di addestramento o esercizio, non necessariamente come il karma di vite passate. Noi crediamo nel karma, ma una brutta situazione non è necessariamente karma. Nella visione buddhista della vita, tutto è positivo, non c'è nulla di negativo. Quando pensiamo che sia buono, allora è buono. Tutto proviene dalla mente.

Come afferma il Sutra della piattaforma del sesto patriarca, “Un vero praticante non vede mai i difetti nel mondo”. Praticanti buddhisti altamente avanzati non vedono difetti nel mondo esterno, né notano gli errori degli altri. Il Sūtra Brahmajāla afferma anche: “Cose cattive per te, cose buone per gli altri”. Ciò significa che qualunque cosa cattiva accada, la sopporterò. E tutte le cose buone che esistono, le condividerò con gli altri. Questo è il modo per praticare il sentiero del bodhisattva.

Pertanto, coloro che praticano questo sentiero possono utilizzare ciò che gli accade di negativo come un modo per crescere e imparare, per coltivare la saggezza, per rafforzare la compassione. Possiamo dire che un’esperienza potrebbe essere buona o cattiva, ma per qualcuno che pratica il sentiero del bodhisattva e coltiva la sua compassione e la saggezza, ogni esperienza è positiva.

Hai un messaggio finale per i nostri lettori?

Il nostro mondo e la nostra società promuovono la competizione in ogni sua forma, che porta fino alla guerra tra i popoli. Abbiamo davvero bisogno di più felicità, più pace, più benedizioni che possano migliorare il carattere di ogni singola persona, e innalzare la qualità della società. Questo creerà un mondo più pacifico, più rilassato, più benedetto, e più felice. Grazie!

Venerabile Guo Huei, grazie di cuore per il tuo tempo e per aver condiviso le tue intuizioni sul Buddhismo Chan!
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