La comprensione delle affermazioni vaibhashika e sautrantika riguardo alle due verità, e del modo di esistere che ciascun tipo di fenomeno vero possiede o non possiede, funge da trampolino di lancio per la comprensione dei principi del sistema mahayana. Illustriamo questo punto in termini di diverse variabili relative alle due verità.
Le due verità
Vaibhashika
Le due verità costituiscono due insiemi di fenomeni validamente conoscibili.
- I fenomeni veri superficiali sono quegli elementi che perdono la loro identità quando vengono sezionati fisicamente o analizzati (esaminati) concettualmente.
- I fenomeni veri profondi sono quegli elementi che non perdono la loro identità quando vengono sezionati fisicamente o analizzati concettualmente.
I fenomeni veri superficiali includono solo fenomeni non statici, ma non tutti i fenomeni non statici. Un tavolo perde la sua identità quando viene tagliato nelle sue parti e particelle costituenti, ma anche il più piccolo momento di felicità rimane pur sempre felicità. I fenomeni veri profondi includono tutti i fenomeni statici e alcuni fenomeni non statici. Anche la più piccola porzione di uno spazio statico rimane pur sempre spazio e, come già detto, anche il più piccolo momento di felicità non statica rimane pur sempre felicità.
Sautrantika
Le due verità costituiscono anche due insiemi di fenomeni validamente conoscibili.
- I fenomeni veri superficiali sono quegli elementi la cui modalità di esistenza non resiste all'analisi logica che si verifica solo nella cognizione concettuale. Tali fenomeni non sono oggettivamente trovabili al di fuori del contesto della cognizione concettuale.
- I fenomeni veri profondi sono quegli elementi la cui modalità di esistenza resiste all'analisi logica. Essi sono oggettivamente trovabili al di fuori del contesto della conoscenza concettuale. Possono essere conosciuti tramite la conoscenza nuda non concettuale (mngon-sum tshad-ma).
I fenomeni veri superficiali includono solo fenomeni statici, sia categorie che assenza di sé. I fenomeni veri profondi includono tutti i fenomeni non statici.
Comprendere l'asserzione vaibhashika sui due tipi di fenomeni veri in termini di se un elemento conserva o meno la sua identità quando viene fisicamente sezionato o analizzato concettualmente, serve da trampolino per comprendere l'asserzione sautrantika, che presenta i due fenomeni veri solo in termini di se resistono o meno all'analisi concettuale, ma definisce le due verità in termini di se un elemento conserva o meno la sua modalità di esistenza al di fuori del contesto dell'analisi concettuale mediante la logica. Vaibhashika analizza se un elemento, quando analizzato concettualmente, conservi o meno la sua identità nel contesto della sua conoscenza concettuale.
Cittamatra
Vaibhashika, Sautrantika e Cittamatra affermano tutti che tutti i fenomeni validamente conoscibili hanno un'esistenza stabilita da sé stessi (rang-ngos-nas grub-pa). La loro esistenza può essere stabilita dal potere di qualcosa di trovabile in essi. Vaibhashika e Sautrantika affermano che esistono due tipi di fenomeni stabiliti in questo modo: fenomeni veri superficiali e fenomeni veri profondi. Cittamatra, d'altra parte, afferma due verità riguardo a ciascun fenomeno trovabile, con ciascuna verità trovabile da un diverso livello di cognizione valida che esamina lo stesso fenomeno. Si noti che "esame" (dpyod-pa) è lo stesso termine tradotto come "analisi".
- Le verità superficiali sui fenomeni sono quegli elementi che alla fine vengono scoperti da una conoscenza valida – vale a dire, una conoscenza contaminata dall'inconsapevolezza (ignoranza) – che esamina ciò che è convenzionale.
- Le verità profonde sui fenomeni sono quelle scoperte da una conoscenza valida, ovvero non contaminata dall'ignoranza, che esamina attentamente ciò che è profondo.
Le verità superficiali includono tutti i fenomeni non statici – fenomeni dipendenti (gzhan-dbang) – e alcuni fenomeni statici – fenomeni totalmente concettuali (kun-btags), come le categorie. I fenomeni profondi includono solo alcuni fenomeni statici – fenomeni pienamente stabiliti (yongs-grub), vale a dire tipi di vacuità, tipi di assenza del sé e vere cessazioni.
Comprendere l'asserzione sautrantika sui due tipi di fenomeni veri in termini di se un elemento può o meno resistere all'esame logico nella cognizione concettuale ed essere comunque conosciuto in modo non concettuale al di fuori della cognizione concettuale, serve da trampolino per l'asserzione cittamatra che definisce le due verità su qualsiasi fenomeno in termini del tipo di fenomeno, con la sua modalità di esistenza, che si trova quando viene esaminato da due diversi tipi di mente. La mente contaminata trova la modalità di apparenza dell'elemento come un tipo di fenomeno – un fenomeno dipendente o totalmente concettuale. La mente pura trova la modalità di esistenza dell'oggetto come un altro tipo di fenomeno, un fenomeno totalmente stabilito.
Svatantrika
Svatantrika definisce le due verità nello stesso modo di Cittamatra e include gli stessi fenomeni in entrambe, sebbene non li chiami necessariamente con la stessa nomenclatura. Tuttavia, Svatantrika definisce le modalità di apparenza e le modalità di esistenza dei fenomeni rilevati dall'analisi in modo diverso da Cittamatra, e all'interno di Svatantrika, Yogaciara-Svatantrika e Sautrantika-Svatantrika, presentano ciascuna le proprie asserzioni riguardo a questi punti. Nella nostra discussione, prenderemo in considerazione solo la presentazione Sautrantika-Svatantrika, che chiameremo semplicemente "Svatantrika".
Un esempio di come la comprensione cittamatra funga da trampolino per quella svatantrika è il seguente. Cittamatra afferma che una delle modalità di esistenza delle forme dei fenomeni fisici si trova quando si esamina la loro modalità di apparenza nella loro cognizione non concettuale e un'altra delle loro modalità di esistenza si trova quando si esamina la loro modalità di apparenza nella loro cognizione concettuale. Svatantrika afferma che la modalità di esistenza di tutti i fenomeni può essere scoperta solo esaminando la loro modalità di apparenza nel contesto della loro conoscenza concettuale.
Prasanghika
Tutti i precedenti sistemi affermano che tutti i fenomeni validamente conoscibili hanno un'esistenza stabilita da loro stessi. Prasanghika confuta tale esistenza; non c'è nulla di conoscibile da parte di un oggetto che ne stabilisca l'esistenza. Pertanto, le due verità non possono essere definite in termini di due verità riguardanti fenomeni conoscibili. Prasanghika definisce le due verità in termini semplicemente degli oggetti d’impegno (’jug-yul) dei due livelli di cognizione valida differenziati in Cittamatra e Svatantrika. Un "oggetto d’impegno" è l'oggetto principale con cui una cognizione interagisce ed esiste nel modo in cui la cognizione lo considera esistente. Quindi, le due verità non sono due verità riguardanti fenomeni conoscibili da due diversi tipi di mente che esamina.
- Le verità superficiali sono quegli elementi che la conoscenza valida, esaminando la natura convenzionale dei fenomeni validamente conoscibili, assume come oggetto d’impegno.
- Le verità profonde sono quegli elementi che la conoscenza valida, che esamina la natura più profonda dei fenomeni validamente conoscibili, assume come oggetto d’impegno.
Le verità superficiali comprendono tutti i fenomeni, sia non statici che statici, comprese le vacuità, che sono gli oggetti d’impegno della conoscenza valida, contaminata dall'inconsapevolezza, che li esamina. Le verità profonde comprendono i fenomeni statici – vale a dire, le vacuità, le assenze del sé e le vere cessazioni – che sono gli oggetti d’impegno della conoscenza valida, non contaminata dall'inconsapevolezza, che li esamina.
Svatantrika afferma che la modalità di esistenza di tutti i fenomeni trovabili, che può essere compresa solo in termini di cognizione concettuale, è una combinazione di una modalità di esistenza trovabile dall'oggetto che appare e di una modalità di esistenza stabilita dalla mente concettuale che lo analizza. Ciò funge da premessa per l'affermazione prasanghika secondo cui la modalità di esistenza di tutti i fenomeni può essere stabilita solo dalla cognizione concettuale che li analizza.
L'esistenza stabilita esclusivamente dall'essere imputata dalla cognizione concettuale e l'esistenza stabilita da segni caratteristici definitori individuali
Vaibhashika
I termini "esistenza stabilita dalla parte di qualcosa" ed "esistenza stabilita da segni caratteristici definitori individuali" (rang-gi mtshan-nyid-kyis grub-pa) non compaiono generalmente nella presentazione vaibhashika. Tuttavia, è coerente con le affermazioni vaibhashika che sia i fenomeni veri profondi che quelli superficiali abbiano la loro esistenza stabilita in questi modi. Vaibhashika afferma anche che nulla ha un'esistenza stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale (rtog-pa btags-tsam-gyis grub-pa). Questo perché ogni cosa ha un'esistenza sostanzialmente stabilita (rdzas-su grub-pa).
Sautrantika
Sautrantika afferma che sia i fenomeni veri più profondi che quelli più superficiali hanno un'esistenza stabilita da caratteristiche definitorie individuali trovabili nei fenomeni stessi.
- I fenomeni veri superficiali (fenomeni statici – sia categorie che assenza di sé) hanno un'esistenza stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale. In Sautrantika, "esclusivamente" (tsam, semplicemente, soltanto) esclude solo "esistenza stabilita dall'essere qualcosa non imputato dalla conoscenza concettuale". Ciò non esclude l'esistenza di categorie e assenza di sé, anch'esse stabilite dai loro segni caratteristici individuali, trovabili in se stesse.
- I fenomeni veri profondi (fenomeni non statici) non hanno un'esistenza stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla cognizione concettuale.
Cittamatra
La definizione di esistenza del Cittamatra (Solo mente) stabilita da segni definitori individuali prevede che i fenomeni con tale esistenza non siano stabiliti esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla cognizione concettuale. Nel Cittamatra, "esclusivamente" esclude sia l'esistenza stabilita dall'essere qualcosa non imputato dalla cognizione concettuale, sia l'esistenza stabilita da segni definitori individuali.
- I fenomeni dipendenti (fenomeni non statici apparentemente veri) hanno un'esistenza stabilita unicamente da caratteristiche definitorie individuali, poiché mancano di un'esistenza stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla cognizione concettuale.
- I fenomeni totalmente concettuali (fenomeni statici apparentemente veri come le categorie) possiedono caratteristiche definitorie, altrimenti non potrebbero essere distinti l'uno dall'altro. Tuttavia, la loro esistenza non può essere stabilita dalla sola presenza di tali caratteristiche. L'esistenza dei fenomeni totalmente concettuali si stabilisce esclusivamente in quanto attribuiti dalla conoscenza concettuale.
- I fenomeni pienamente stabiliti (i fenomeni veri profondi, come la vacuità) hanno la loro esistenza stabilita dai loro segni definitori individuali. Essi non hanno un'esistenza stabilita esclusivamente dal fatto di essere qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale.
Svatantrika
Svatantrika afferma che tutti i fenomeni validamente conoscibili – sia le verità superficiali che quelle profonde – hanno un'esistenza stabilita come qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale, ma non esclusivamente come qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale. Come nei sistemi precedentemente discussi, "esclusivamente" esclude l'esistenza stabilita come qualcosa non imputato dalla conoscenza concettuale. Inoltre, in Svatantrika esclude l'esistenza stabilita unicamente da caratteristiche definitorie individuali. Tutti i fenomeni hanno un'esistenza stabilita come qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale in combinazione con le loro caratteristiche definitorie individuali distintive, trovabili autonomamente.
Prasanghika
Prasanghika afferma che tutti i fenomeni validamente conoscibili – sia le verità superficiali che quelle profonde – hanno un'esistenza stabilita esclusivamente come qualcosa imputato dalla cognizione concettuale. In Prasanghika, "esclusivamente" esclude non solo l'esistenza stabilita dall'essere qualcosa non imputato dalla cognizione concettuale, ma esclude anche l'esistenza stabilita da segni definitori individuali, sia da questi segni da soli sia in combinazione con l'essere qualcosa imputato dalla cognizione concettuale.
Riepilogo
Tutti i sistemi concordano sul fatto che se qualcosa ha un'esistenza stabilita da sé, la sua esistenza è stabilita dalla sua stessa natura (rang-bzhin-gyis grub-pa, esistenza auto stabilita, esistenza stabilita trovabile, esistenza intrinseca). Tale modalità di esistenza è definita come esistenza stabilita dal fatto che, quando si cerca la "cosa" di riferimento (btags-don) – la "cosa" effettiva a cui si fa riferimento con un nome o un concetto, corrispondente ai nomi o ai concetti di qualcosa – quella "cosa" di riferimento è trovabile. La "cosa" di riferimento è trovabile dalla parte dell'oggetto che viene nominato. Tutti i sistemi non Prasanghika accettano che tutti i fenomeni validamente conoscibili abbiano un'esistenza stabilita trovabile, indipendentemente dal fatto che abbiano anche un'esistenza stabilita da segni definitrori individuali dalla loro parte.
- Nel Vaibhashika, se qualcosa è trovabile in questo modo, possiede caratteristiche definitorie individuali che ne stabiliscono l'esistenza in modo autonomo. Nulla ha la sua esistenza stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa attribuito dalla conoscenza concettuale.
- In Sautrantika, se qualcosa è trovabile in questo modo, possiede caratteristiche definitorie individuali che ne definiscono l'esistenza attraverso il loro potere intrinseco, indipendentemente dal fatto che l'esistenza di qualcosa sia stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale.
- Nel Cittamatra, se qualcosa è trovabile in questo modo, non necessariamente possiede caratteristiche definitorie individuali in grado di stabilirne l'esistenza. Tali caratteristiche sono presenti solo se la sua esistenza non è stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa di imputato dalla cognizione concettuale.
- In Svatantrika, se qualcosa è trovabile in questo modo, possiede necessariamente tali caratteristiche definitorie individuali. Nulla ha un'esistenza stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale, indipendentemente dall'avere tali caratteristiche definitorie individuali trovabili di per sé. Tuttavia, l'esistenza di ogni cosa è stabilita dal fatto che essa è qualcosa imputato dalla conoscenza concettuale in congiunzione con tali caratteristiche definitorie individuali trovabili.
- Nel Prasanghika, nulla è trovabile in questo modo. Ogni cosa ha un'esistenza stabilita esclusivamente dall'essere qualcosa imputato dalla cognizione concettuale. Nulla ha un'esistenza stabilita dal potere di segni definitori individuali trovabili sul lato di un oggetto – sia dal potere di tali segni da soli, sia dal potere di essi in combinazione con il potere dell'imputazione – perché tali segni definitori trovabili sono inesistenti. Nel confutare l'esistenza stabilita dalla loro natura intrinseca – equivalente all'esistenza stabilita dal lato stesso di qualsiasi fenomeno – la confutazione include l'esistenza stabilita da una caratteristica definitoria individuale trovabile dal lato stesso di qualsiasi fenomeno.
Esistenza sostanzialmente stabilita
L'esistenza sostanzialmente stabilita (rdzas-su grub-pa) è l'esistenza stabilita da qualcosa che ha la capacità di svolgere una funzione (don-byed nus-pa). Essa è stabilita dal potere di qualcosa che è un'entità sostanziale (rdzas, sanscr. dravya) da sola.
Il termine "entità sostanziale" indica anche una "fonte natale". I fenomeni sostanzialmente stabiliti hanno la capacità, fondata su se stessi, di fungere da fonte natale per le funzioni che svolgono.
[Vedi: Oggetti conoscibili autosufficienti e oggetti conoscibili imputati]
Vaibhashika
Vaibhashika afferma che sia i fenomeni veri superficiali sia i fenomeni veri profondi, che comprendono sia fenomeni non statici che statici, hanno un’esistenza sostanzialmente stabilita nel senso che tutti fungono da fonte natale e condizione focale per la loro conoscenza.
Sautrantika
Sautrantika, definendo i fenomeni superficialmente veri come tutti i fenomeni statici, comprese sia le categorie che le entità prive di sé, confuta l'idea che tali fenomeni abbiano un'esistenza sostanzialmente stabilita. La fonte natale della loro conoscenza valida risiede nella parte della mente che li conosce.
I fenomeni veri profondi, riferendosi a tutti i fenomeni non statici, hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita e fungono da fonte natale non solo per la loro conoscenza valida, ma anche per i loro risultati. Le forme dei fenomeni fisici, ad esempio, sono sostanzialmente stabilite e producono effetti anche quando non sono conosciute da nessuno. In quanto fonte natale per la loro conoscenza, esistono nell'istante precedente alla loro conoscenza. I risultati derivano dalle cause in quanto queste ultime sono entità sostanziali.
Cittamatra
Cittamatra (Solo Mente) concorda con Sautrantika sul fatto che solo i fenomeni non statici abbiano un'esistenza sostanzialmente stabilita, ma li classifica come verità superficiali e non come verità profonde. A differenza di Sautrantika, tuttavia, non fungono da fonti natali per la loro conoscenza ma solo dei loro risultati. I risultati ne derivano in modo dipendente dal fatto che essi siano un'entità sostanziale.
La fonte natale della conoscenza dei fenomeni non statici non è stabilita esternamente da parte di tali oggetti. Questo perché Cittamatra afferma che non c'è modo di stabilire l'esistenza esterna delle forme dei fenomeni fisici, ad esempio, prima che le loro apparenze sorgano nella loro conoscenza. Piuttosto, gli oggetti non statici della conoscenza, la coscienza primaria e i fattori mentali nella loro conoscenza, insieme alle variabili influenzanti non congruenti che sono imputazioni sulla loro base, derivano tutti dalla stessa fonte natale, vale a dire una tendenza karmica (sa-bon, seme) per la conoscenza. Queste tendenze karmiche stesse sono variabili influenzanti non congruenti che sono imputazioni sulla coscienza fondamentale (kun-gzhi rnam-shes, sanscr. ālayavijñāna) della persona che le conosce.
Le verità superficiali includono anche i fenomeni statici che sono totalmente concettuali, come le categorie. In quanto fenomeni statici, non derivano da fonti natali, né funzionano come fonti natali di risultati. Non hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita. La loro esistenza è stabilita in quanto possiede la natura essenziale (ngo-bo) delle cognizioni concettuali che le prendono come oggetto cognitivo. Pertanto, esistono e si verificano solo come oggetti apparenti (snang-yul) delle cognizioni concettuali.
Le verità profonde includono i fenomeni statici che sono pienamente stabiliti, come le vacuità. Anch'esse non derivano da fonti natali, né fungono da fonti natali per i risultati. Anch'esse sono prive di un'esistenza sostanzialmente stabilita. Hanno la stessa natura essenziale delle verità superficiali che servono da base per la loro imputazione. Poiché la base per la loro imputazione deriva dalla stessa fonte natale della coscienza e dei fattori mentali che le conoscono, anche le vacuità sono considerate "solo della mente".
Svatantrika
Sautrantika Svatantrika afferma che le verità superficiali che sono fenomeni non statici hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita e fungono da fonte natale non solo per la loro conoscenza valida, ma anche per i loro risultati – ancora una volta come una dipendenza derivante dal loro essere entità sostanziali.
È necessario chiarire che i fenomeni non statici sono la fonte natale della loro conoscenza. Le forme dei fenomeni fisici esistono esternamente alle cognizioni che li conoscono, siano esse concettuali o non concettuali, ma la loro esistenza non può essere stabilita al di fuori del contesto della loro conoscenza. A differenza di Cittamatra, tuttavia, la loro esistenza non può essere stabilita nel contesto della conoscenza sensoriale nuda non concettuale. Può essere stabilita solo nel contesto della loro conoscenza concettuale. Nella conoscenza concettuale, la loro esistenza è stabilita da loro stessi attraverso i loro segni definitori individuali, ma solo in concomitanza con la loro attribuzione, sulla base di tali segni, da parte della conoscenza concettuale.
Le verità superficiali che sono fenomeni statici, come le categorie, e le verità profonde, come le vacuità, che sono statiche, sono prive di esistenza sostanziale. La fonte natale per una conoscenza valida di esse proviene dalla parte della mente che le conosce.
Prasanghika
Poiché Prasanghika confuta l'esistenza stabilita dal punto di vista dei fenomeni stessi, confuta anche l'esistenza sostanzialmente stabilita. Pertanto, né le verità superficiali né le verità profonde hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita. Prasanghika accetta, tuttavia, che, convenzionalmente, i fenomeni non statici tra le verità superficiali producano effetti. La vacuità non nega né invalida l'origine interdipendente di causa ed effetto. Tuttavia, la capacità di svolgere la funzione di produrre effetti o risultati non è stabilita da qualcosa di riscontrabile dal punto di vista dei fenomeni non statici, come ad esempio il loro essere entità sostanziali. L'esistenza convenzionale sia delle verità superficiali che delle verità profonde può essere stabilita esclusivamente nel contesto della loro imputazione da parte della conoscenza concettuale.
Riepilogo
I fenomeni che hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita hanno un'esistenza stabilita da loro stessi e un'esistenza stabilita dalla loro stessa natura. Tuttavia, poiché tutti i sistemi diversi da Prasanghika affermano che ogni cosa ha un'esistenza stabilita da loro stessi, in quei sistemi anche quei fenomeni che non hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita hanno un'esistenza stabilita da loro stessi.
- Nel Vaibhashika, sia i fenomeni veri superficiali che quelli profondi, che abbracciano tutti i fenomeni statici e non statici, hanno un’esistenza sostanzialmente stabilita e svolgono la funzione di essere la fonte natale della loro conoscenza, nel senso di essere la condizione focale per la loro conoscenza.
- In Sautrantika, solo i fenomeni veri profondi e non statici hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita. Essi svolgono la funzione di essere non solo le fonti natali, stabilite esternamente, della loro conoscenza, ma anche le fonti natali dei loro risultati ed effetti.
- Per Cittamatra solo le verità superficiali che sono fenomeni non statici hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita. Esse non svolgono la funzione di essere la fonte natale della loro conoscenza, ma svolgono la funzione di produrre i loro risultati ed effetti.
- In Svatantrika, anche solo le verità superficiali che sono fenomeni non statici hanno un'esistenza sostanzialmente stabilita. Esse svolgono la funzione di essere la fonte natale dei loro risultati ed effetti. Sebbene funzionino anche come fonte natale della loro conoscenza, la loro esistenza può essere stabilita solo nel contesto della loro imputazione da parte della conoscenza concettuale sulla base trovabile dei loro segni definitori individuali.
- Nel Prasanghika, nulla ha un’esistenza sostanzialmente stabilita. I fenomeni non statici danno origine ad effetti e risultati non sulla base del loro essere un'entità sostanziale. Le funzioni di origine interdipendente sussistono solo perché tutti i fenomeni sono privi di un'esistenza stabilita da una natura intrinseca, e quindi sono privi di esistere come entità sostanziali.